San Biagio di Callalta,18 giugno 1918

" ....Sorse il mattino, che era il diciottesimo di giugno, e segnò le più gravi perdite del battaglione. La lotta si riaccese più terribile che mai. Le artiglierie nemiche avevano individuato i capisaldi della nostra resistenza e si sfogarono sin dalle prime ore mattutine a scaricare raffiche intermittenti di piccolo e medio calibro. Verso l'una pomeridiana il bombardamento si intensifica e si protrae per oltre un'ora e mezzo con speciale insistenza sulla nostra ala sinistra che è tenuta dalla seconda compagnia. Gli Honved (ungheresi) si presentano nuovamente all'attacco; la resistenza della nostra linea, fiera e salda, ributta le prime ondate, ma il nemico non si stanca e continua a batterci alle spalle con le artiglierie per impedire l'affluenza dei rincalzi e lancia nuovi plotoni affiancati contro la nostra fronte. Per due ore infuriò questo urto sanguinosi, senza che la difesa si spezzasse. Però le perdite lentamente diradavano sempre più le nostre file, e le rendevano in qualche punto assai tenui, mentre quelle nemiche erano sostituite da elementi freschi. 
Di sorpresa, quasi tutta la seconda compagnia si vede assalita sui fianchi e alle spalle da forze smisuratamente preponderanti; ma con suprema abnegazione, anziché arrendersi persiste nella difesa ad oltranza.Fu un sacrifizio eroico che non valse ad altro che a meritare maggior gloria ai martiri, gloria riconosciuta pure dagli elogi di qualche leale capo nemico.Una parte dei circondati riuscì a svincolarsi dalla ferrea stretta e si diresse a casa Pastori dove stava la prima compagnia che aveva pure bisogno di soccorso per resistere ai continuati attacchi."...... "Il cronista del diario storico del battaglione chiude la breve storia dei fatti esposti con queste parole: "In questa giornata specialmente emerge il valore degli arditi, che con vera abnegazione e ardire, hanno sostenuto eroicamente numerosi e furiosi attacchi nemici riuscendo a svincolarsi dall'accertamento con gravi sacrifici ". E segue il numero delle perdite che supera i centocinquanta uomini." Questo il racconto di Padre Giuliani, tenente cappellano del Reparto. Di seguito invece alcune considerazioni mie sulla base dei racconti di mio nonno, sergente maggiore Anselmo Crociani, uno dei pochi sopravvissuti della seconda compagnia, che quel giorno, per aver contribuito con una pattuglia ad eliminare alcuni nidi di mitragliatrici che precludevano la sortita dei pochi superstiti, otteneva la seconda medaglia (medaglia d'argento al valor militare).In effetti, in quel giorno, la seconda compagnia spintasi in avanti, per bonificare il terreno da nidi di mitragliatrici nemiche, al momento dell'attacco nemico era posizionata davanti a Castello di Fagare', alla destra del 271* Reggimento della Brig. Potenza. Attacco nemico che vedeva impegnati contro di loro ed in parte contro il 271* , due reggimenti di fanteria ( il 71 Galgotzy ed il 72 Con David) della 27 Brigata del VII Armeekorps, che da Castello di Fagare' muovevano in direzione di Casa Martini-Mulino Nuovo, verso San Biagio di Callalta.
Dalla posizione iniziale, dopo che i reparti di fanteria, gli arditi ed i bersaglieri, schierati sui fianchi erano stati costretti ad arretrare, anche gli uomini della seconda compagnia, pur continuando a combattere erano arretrati fino alla linea del Meolo-Fosso Zensonato, sperando che le truppe italiane si fossero attestate su quella linea. Invece, le truppe italiane erano arretrate sulla linea successiva Ca' Pastori-Ca Lion. Quindi, completamente accerchiati, resistevano ancora rinunciando alla resa chiesta a gran voce da un ufficiale nemico e continuavano a combattere fino a tentare la sortita dei pochi sopravvissuti verso Ca' Lion e poi Ca' Pastori. Quando, in tarda serata, il maggiore Riccardo Fedozzi avrebbe fatto l'appello, della seconda compagnia (arrivata in prima linea il 15 giugno con oltre 300 arditi) restavano solo 58 uomini. 
Da "Gli Arditi" di P. Reginaldo Giuliani che narra le gesta dell'XI Reparto d'assalto

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