Guastatori e taglia fili: le compagnie della morte

Ogni reparto al fronte aveva una squadra di guastatori e tagliafili per togliere di mezzo gli ostacoli minori e i reticolati e aprire varchi per le truppe d'assalto. Un lavoraccio. Erano volontari, come i soldati del Reparto Esploratori aggrgato a ogni reggimento di fanteria per compiti speciali di osservazione presso le linee nemiche e, dal luglio 1917, come gli uomini dei Battaglioni d'Assalto, diventati famosi con il nome di Arditi.
Le squadre gustatori non erano invidiate, la truppa le aveva soprannominate “Compagnie della Morte”. Dovevano approfittare del buio per strisciare fuori dalla trincea, minare, tagliare il filo spinato senza far risuonare le scatole e i campanacci che vi erano appesi, tornare velocemente nelle linee prima che le sentinelle nemiche scatenassero il fuoco dei mortai e delle mitragliatrici. In azione i guastatori indossavano sull'uniforme vere e proprie armature da guerrieri del Medioevo: ul elmo rotondo, il Farina, corazze d'acciaio ( la Corsi, la Orisi, la Felisetti usata anche “privatamente” da molti ufficiali in trincea ), stivaloni e ginocchiere, e i guantoni di gomma per proteggersi dalle scariche dei reticolati elettrificati.
L'equipaggiamento operativo era di due pinze tagliafili, una corta, la seconda su una lunga asta.
Da Veneto 1915-1918 La guerra in casa


Commenti

Post popolari in questo blog

La battaglia del Piave: seconda fase (4-25 Dicembre)

Venezia FC: Notizie di calciomercato

Monte non indicato, nei pressi di Asiago maggio 1916