Venezia FC: Non è un miracolo
Quando arrivò in laguna (era il 4 dicembre), il Venezia sedeva sul penultimo scalino della classifica, 15 punti raccattati in altrettante partite. Aria mesta, clima da fine dell'impero, la indicazione strisciante che la stagione aveva ormai presa una brutta piega, difficilmente rimediabile. Cinque mesi e mezzo più tardi, la squadra lagunare si trova invece a giocare i playoff per eleggere la terza promossa in Serie A, dopo una rimonta ai limiti dell'incredibile. Filippo Antonelli, direttore sportivo con pieni poteri, chiamato da Niederauer per rimettere in sesto un club che anche dal punto di vista organizzativo stava imbarcando acqua, è uno dei protagonisti dell'imperiosa rinascita, grazie alla rivoluzione di gennaio che ha portato a Venezia giocatori giovani e (soprattutto) motivati,
Direttore, che effetto fa ora ripensare a dove eravate quando ha lasciato il Monza di Berlusconi e Galliani in Serie A, per sbarcare in un Venezia messo così male?
«Faccio una premessa: ho accettato l'offerta perché avevo intuito qual era il potenziale della squadra e della società. Poi è vero, ci sono stati tanti cambiamenti e non mi sono fatto condizionare dalla classificazione, ma ero convinto che il lavoro potesse portare a raggiungere la salvezza. Una volta dentro al club, ho percepito difficoltà che da fuori magari non si capivano. E così ci sono stati i mutamenti di gennaio che sappiamo, ma bisogna riconoscere che è stata brava la società ed il presidente a capire che andava corretto qualcosa. E questo ci ha portato ad un risultato importante».
Non dica che non è sorpreso dal cammino fatto
«Non mi sento sorpreso, proprio per i motivi che dicevo prima: il potenziale c'era già tutto. E ci tengo a dirlo: i nostri playoff sono stati meritati, per quello che ha fatto la squadra negli ultimi due mesi, anche se la sconfitta di Parma stava pregiudicando un risultato secondo me giusto».
Sbagliato dunque parlare di miracolo?
«Sono molto attento ai numeri. E se guardo alla classifica del girone di ritorno, vedo che il Venezia è arrivato settimo, dunque l'ingresso ai playoff se l'è arrivato sul campo. Dove ha espresso il potenziale che avevamo intravisto all'inizio».
Trenta operazioni nel mercato di gennaio: ma trovava anche il tempo di dormire?
«Per questo devo ringraziare tutto lo staff. In effetti abbiamo lavorato giorno e notte, ma non ci sarebbe riuscito senza l'affiatamento e la collaborazione di tutte le persone che lavorano con me».
Quanto c'è di Vanoli nella decisione cambio di passo della squadra?
«C'è tanto: lavoro sul campo, nel quotidiano, ha una grande perseveranza. Paolo è un tecnico preparato e ambizioso. E' stato sostenuto in tutto e per tutto dalla società, perché se l'è meritato per quello che ha dato. Dal punto di vista tattico è preparatissimo, come tradizionalmente lo sono gli allenatori italiani. Direi che come tecnico è completo, sa trovare motivazioni feroci. A volte può sembrare un po' brusco, ma gliela facciamo passare, dai»
Dionisi, Zanetti: chi passa per la panchina del Venezia poi fa strada: è anche il caso di Vanoli?
«Ha qualità e sicuramente glielo auguro, anche perché la fortuna di quegli allenatori è coincisa con quella del Venezia. Quindi faccio sicuramente il tifo per lui».
Uno così bravo bisogna tenerselo stretto, una volta trovata: non c'è il rischio che vada?
«Non abbiamo mai discusso di questo, ma solo perché la cosa non è mai stata in discussione. Lui ha un contratto con il Venezia e siamo molto contenti di lui. Così come credo che anche lui sia contento di stare a Venezia».
C'è un giocatore che invece sta facendo sognare i tifosi:Pohjanpalo. Dove può arrivare a suon di gol?
«Il suo curriculum parla per lui, è un attaccante che ha sempre fatto gol. Vanno fatti i complimenti alla società che l'ha convinto a sposare il progetto Venezia. Il fatto che poi si sia radicato così in città gli ha regalato stimoli maggiori: mi auguro sia sempre così motivato, perché può ancora migliorare tanto».
Non è già pronto per la Serie A?
«E' già un giocatore da Serie A, anche se non l'ha mai fatta in Italia. Ma ha giocato nella massima serie in Germania e in Turchia, è un titolare nella nazionale finlandese. Doveva solo recuperare una condizione atletica importante e misurarsi con un campionato difficile come la nostra B».
A proposito di A, sono già suonate le sirene da parte di qualche club?
«A tutti rispondo che il mio unico pensiero adesso è il Cagliari».
Parlamone, allora. Il Venezia sabato parte sfavorito: come si colma il gap?
«Ci deve credere, fare la sua partita, essere motivato, consapevole che nel calcio tutto è possibile e non ci sono partite già segnate dal risultato. Con la nostra umiltà e lo spirito di gruppo possiamo dire la nostra».
Come direttore sportivo i playoff li ha già vinti a Monza: cosa conta di più in questo momento?
«Dico tre cose: influenza, aspetto fisico e la lucidità. Nei playoff i risultati cambiano da un momento all'altro, ci sono spesso ribaltoni, dunque serve molta forza mentale. E coraggio».
Il Cagliari avrà più pressione addosso, il Venezia invece può giocare con la testa più sgombra: può essere un vantaggio?
«Difficile dirlo è una partita secca, non credo influisca. Il Cagliari ha un allenatore molto esperto come Ranieri, è una squadra che sa il fatto suo, non penso sentirà particolarmente la tensione. Il Venezia dovrà combattere con le sue armi, senza snaturarsi: giocare da collettivo, contro una squadra fatta da individualità importanti».
Ultima cosa: Galliani l'ha chiamata per complimentarsi?
«Stavolta no, ma dal Monza mi hanno mandato la classifica dopo l'ultima partita, dove si vede che noi e loro siamo entrambi ottavi. Galliani l'ho sentito la scorsa settimana: ci seguiamo a vicenda».
Porte aperte al Taliercio per i tifosi
In vista del playoff di sabato sera a Cagliari (calcio d'inizio ore 20.30, oggi la designazione della terna arbitrale) il Venezia riapre le porte ai tifosi, sperando che il caldo abbraccio dei suoi tifosi serva da ulteriore spinta alla squadra alla vigilia di una partita decisiva per la rincorsa ad un sogno chiamato Serie A. Domani, giovedì 25, a partire dalle ore 14.30, gli appassionati arancioneroverdi potranno infatti assistere alla prima parte dell'allenamento della squadra presso il Centro Sportivo Taliercio. In preparazione alla partita, la formazione lagunare svolgerà la prima mezz'ora del proprio programma di attività presso il Campo A. Si dovrebbe invece conoscere oggi le modalità e il prezzo di acquisto dei biglietti riservati al settore ospiti. SUMMER CAMP - Nel frattempo, in tenuta tornano i Venezia FC Summer Camp, dove il calcio ed il divertimento sono protagonisti. I partecipanti potranno allenarsi e ricevere gli insegnamenti dei tecnici ufficiali del Venezia, prendendo parte a tantissime attività sportive e ludiche, conoscendo nuovi compagni di gioco e condividendo la passione per i colori arancioneroverdi. Le iscrizioni sono aperte a bambini/ee ragazzi/e nati/e dal 2009 al 2017. Due le formule proposte: Full Camp, comprensivo di vitto e alloggio presso la struttura convenzionata. City Camp, include la sola attività presso gli impianti sportivi, dalle 8 alle 17.
Questo il calendario: 18-23 giugno San Vito di Cadore; 12-24 giugno
dal lunedì al sabato, in solitaria in formula City Camp a Mogliano Veneto; 26 giugno-1 luglio a Bibione. Questi i prezzi: Campo intero Intero 720,00, tesserati Venezia FC, Academy e società gemellate 690,00; City Camp Intero 369,00, tesserati Venezia FC, Academy e società gemellate 330,00. Prezzo speciale riservato al campeggio di Mogliano Veneto 190,00.
Per info scrivere a camp@veneziafootballacademy.it, oppure chiamare il +39 3469959348.

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