Venezia FC: Era una squadra triste così il Venezia è rinato

Giusto un anno fa, retrocesso da una settimana pur avendo bloccato sull'1-1 la Roma di Mourinho all'Olimpico, imponeva al Cagliari lo 0-0 al Penzo trascinandolo con sé in Serie B. Sabato prossimo il Venezia volerà in Sardegna per contendere proprio ai rossoblù di sir Claudio Ranieri, nel preliminare secco dei playout cadetti, la possibilità di continuare a rincorrere il ritorno in Serie A. Un'opportunità insperata
in casa lagunare, vista la pessima piega di una stagione (lagunari ultimi il 28 gennaio, dopo l'1-1 casalingo col Cittadella alla 22. giornata) nella quale per mesi si è temuta a ragion veduta la seconda retrocessione di fila. Uno spauracchio scacciato in primis da Paolo Vanoli, 50 anni, varesino, già ribattezzato "San Paolo II" (dopo il suo omonimo Zanetti) e che non è più solo il
Mister, all'ultimo respiro avete chiuso addirittura ottavi e nei playoff: non male per chi meno di tre mesi fa raschiava il fondo della B.
«Abbiamo fatto un'impresa, ed ora è giusto godercela un po' questa festa perché le soddisfazioni passano anche per un'annata in cui abbiamo sempre spinto tantissimo. Ora dobbiamo recuperare le energie, in primis mentali, da domani ci prepariamo ad affrontare una squadra forte come il Cagliari. E da adesso dovremo solo vincere».
Venerdì sera nella sua Parma, dove aveva contribuito al magico ciclo delle tante coppe col veronese Alberto Malesani in panchina, è bastata una sconfitta per 2-1.
«Nonostante il ko sono contento, perché abbiamo continuato a giocare a calcio. E questo, lo dico dall'inizio, era e resta il nostro unico modo possibile per costruirci qualcosa di importante. Certo, ci hanno aiutato i risultati di Palermo e Pisa, ma questa è la prova di ciò che ripeto da sempre ai miei ragazzi, cioè che il lavoro consiste anche nell'andarsi a cercare la fortuna. Soprattutto il 2-2 del Palermo col Brescia (siciliani a 49 punti come il Venezia, ma eliminati dallo 0-2 negli scontri diretti, ndr) ci ha aiutato a vivere questo grande sogno che, ancora solo un mese fa, era inaspettato».
Subentrato a Ivan Javorcic all'inizio di novembre, lei ha migliorato subito la squadra, ma una spinta importante è arrivata dalla rivoluzione dell'ultimo giorno del mercato di gennaio.
«Più che altro è il fatto cambiato che ci siamo messi a cambiare. Non che prima i giocatori fossero in vacanza, ma quando sono arrivato ho trovato un ambiente veramente triste. Quando sei ridotto da una retrocessione dalla Serie A alla Serie B, se la società non capisce dove intervenire, purtroppo porta avanti il ​​problema. E questo è quello che era successo».
In pratica è servito più il bastone della carota.
«I giocatori non capivano che, nonostante tutti dicessero "il Venezia è forte", la realtà era che eravamo ultimi. Quindi non eravamo forti. Già il 27 novembre, prima di scendere in campo nel posticipo di Palermo, eravamo dietro a tutti. Da quel momento cambiando varie situazioni, anche con il mercato di gennaio, passo dopo passo abbiamo iniziato questa grande cavalcata».
Quale il vero segreto?
«Ci ​​siamo messi a lavorare con umiltà e sacrificio. Nello spogliatoio ho detto "se ci vogliamo salvare, ci salviamo durante la settimana". Adesso siamo ai playoff e dobbiamo osare tutto quello che possiamo. Per noi stessi, perché ce lo meritiamo, e per i nostri tifosi che ci hanno sempre sostenuto, via via più numerosi e caldi».
Trascinatore è Joel Pohjampalo, l'attaccante "con la birra in mano" vicecapocannoniere con 19 reti a -2, guarda caso, dal cagliaritano Lapadula.
«Ben venga la birra, basta che stavolta ce la offra a tutti. Joel l'abbiamo preso dal Bayer Leverkusen, quindi non sono certo io a scoprirlo. Bravi i compagni per come lo hanno aiutato, esaltando le sue qualità da bomber con l'organizzazione di gioco. Siamo felici, è un'arma per noi importante, ma per continuare a sognare lo snodo cruciale resta sempre la squadra».
«QUEI MINUTI INTERMINABILI POI LA GIOIA»
Considerato il "come" si è conquistato la qualificazione ai playoff di Serie B, il Venezia targato Paolo Vanoli ha scritto un'impresa destinata ad esser ricordata e raccontata per un bel po' di lustri. Nessun dubbio, vista la faticosa e ripidissima risalita dall'ultimo all'ottavo posto, determinante per volare sabato prossimo a Cagliari (ore 20.30 orario ufficioso; possibile anticipo alle 18) e cercare la vittoria, l'unico risultato per ritrovare il Parma nella doppia semifinale contro la Serie A.
Un gran premio della montagna conclusosi l'altro ieri con quella che si sta già tramandando come "La notte del Tardini", con un indolore ko per 2-1 dopo essersela giocata a viso aperto contro una big qual è il Parma. Un atteggiamento che alla fine ha ricevuto un doppio premio a distanza, prima l'1-2 casalingo del Pisa con la già retrocessa Spal dell'ex Tacopina risultato inatteso ma non del tutto, vista la crisi totale dei toscani (2 punti nelle ultime 8 giornate), poi il clamoroso harakiri del Palermo che è riuscito a non farsi bastare un 2-0 contro il Brescia.
Il 2-2 del Barbera ha fatto scoppiare la festa dei giocatori arancioneroverdi, stretti in un abbraccio e appesi per quattro eterni minuti alla "radiolina" assieme al migliaio di tifosi che hanno gremito il settore ospiti. «La nostra partita era già finita al 94', quella del Palermo si è prolungata fino al 98' e sono stati minuti davvero interminabili l'emozione ancora calda del capitano Marco Modolo, non impiegato al Tardini ma incaricato di commentare l'importante traguardo A quel punto sapevamo che entrare nei playoff non dipendeva da noi, fortunatamente ci è andata bene e adesso ci aspetta una grande sfida a Cagliari. Sono assolutamente d'accordo con mister Vanoli, la svolta è iniziata quando abbiamo cominciato ad essere una vera squadra e per diventarlo abbiamo lavorato veramente tantissimo».
LIBRO
Potrebbe ormai scriverlo Modolo, inossidabile bandiera della multinazionale lagunare, che in maglia arancioneroverde ne ha vissute di tutti i colori. Dall'esordio nel 2009 in Serie D (campionato chiuso solo al terzo posto) come ala sinistra "inventata" da Paolo Favaretto, il quale lo pretese nel 2015 per affidargli la difesa nella stessa D stavolta vinta al primo colpo. Da lì il 34enne di Eraclea ha rappresentato il Venezia in tutte le categorie fino alla Serie A, tra promozioni e retrocessioni, playoff-playout e riammissioni a tavolino. Un peso specifico il suo, inversamente proporzionale al minutaggio, anche per i tifosi che non mancano di omaggiarlo "C'è solo un capitano".
«A mio avviso non è affatto una coincidenza che, da quando la curva è tornata unita, dopo gli screzi di inizio stagione e la ricostruzione del rapporto con la società, siano arrivati ​​anche i nostri risultati. Aver riportato questo entusiasmo nelle nostre due città è fantastico, come puro aver regalato a tutti i playoff che fino a qualche mese fa era impossibile azzardarsi a sognare».
SCAMPATO PERICOLO
Il pass intascato al fotofinish non deve far scordare lo "scudetto-salvezza", ottenuto a 180' dal termine dopo aver temuto per mesi la Serie C. «Nella prima parte del campionato abbiamo avuto grandi difficoltà e probabilmente, se non avessimo cambiato un po' tutto, avremmo rischiato davvero grosso. Bravo l'allenatore, il ds Antonelli e altrettanto la società, tutti assieme hanno fatto qualche cosa di straordinario mettendoci nelle condizioni ottimali per fare questa splendida cavalcata». Dopo la quale Modolo boccia il classico "non abbiamo niente da perdere".
«Adesso viene il bello, siamo lì anche noi e come tutti abbiamo tanto da perdere. Di sicuro vogliamo continuare questo sogno. Affronteremo in trasferta il Cagliari che è fortissimo, tuttavia allo stesso tempo sappiamo che in una partita secca può sempre succedere di tutto. Ci prepareremo bene, daremo il massimo per regalare una grande gioia ai nostri tifosi».
Assalto parmense ai pullman dei tifosi
Quattro tifosi del Parma sono stati portati in Questura per essere identificati e fotosegnalati dopo la partita col Venezia di venerdì sera al Tardini.
La loro posizione è ora al vaglio della Digos che sta valutando i provvedimenti di Daspo.
«Gli episodi del genere vanno immediatamente puniti e condannati. Il comportamento di pochi rischia di pregiudicare la correttezza e la lealtà della maggioranza delle persone che vanno a tifare la propria squadra del cuore», commenta il questore di Parma Maurizio Di Domenico, all'indomani della partita.
Circa mezz'ora dopo la fine della partita, al personale ancora impiegato in servizio è arrivata la segnalazione della presenza di un nutrito gruppo di tifosi del Parma che si stava muovendo in direzione via Traversetolo.
Nel dettaglio circa 30 tifosi dopo essersi nascosti dietro alcuni pannelli all'altezza della rotonda di via Traversetolo con via Luciano Lama, approfittando della mancanza di illuminazione, hanno tentato di assaltare, con lancio di fumogeni e petardi, i pullman della Tep con a bordo i tifosi del Venezia.
In tale frangente, i tifosi arancioneroverdi, nel tentativo di aprire le porte di uno degli autobus per entrare in contatto con il gruppo rivale le hanno danneggiate.
Grazie all'intervento della Digos e delle pattuglie della polizia è stato possibile bloccare immediatamente l'assalto e impedire che le due tifoserie venissero a contatto.
La "Primavera" batte il Benevento e vola in semifinale
Il Venezia batte 2-1 il Benevento e prolunga la festa in casa arancioneroverde. Vittoria storica e meritata per i ragazzi di Andrea Soncin nel quarto di finale ad eliminazione diretta del primo turno dei playoff. Un ostacolo superato in rimonta con possibilità di far visita sabato prossimo all'Ascoli, uscito con lo scalpo della Spal battuta 2-1: sarà un'altra gara secca che metterà in palio il pass per la finalissima del 3 giugno (la vincente sarà promossa nella Primavera1), contro la vincente di Parma-Monza che ieri hanno eliminato rispettivamente 3-0 il Cosenza e 2-0 fuori casa la Virtus Entella. Davanti al folto pubblico del Taliercio il Venezia si trova ad inseguire dopo soli 12': secondo corner di fila per i campani, la battuta di Prisco da sinistra è lenta e apparentemente innocua, ma Baudouin sul primo palo liscio di testa sorprendendo Sperandio (complice forse anche una deviazione di Malva) che non può bloccare e spinge suo malgrado la palla nella propria porta. Il Venezia non ci sta, spinge e pressa con energia, così allo scoccare del 28' la botta da fuori dell'islandese Jonsson si insacca alla sinistra di Esposito per l'1-1 e l'equilibrio ristabilito.
Gli arancioneroverdi strappano applausi convinti e al 43' mettono la freccia: il neo entrato lussemburghese Alves (fuori Mozzo per noie muscolari) fa secco Veltri sfondando a destra, falciata da rigore e il difensore francese Remy buca Esposito che pur intuisce sulla sua destra. Nella ripresa poco dopo il quarto d'ora Camolese non sfrutta una grossa chance per il 3-1, con un sinistro svirgolato dopo una bella azione corale. Adesso il Benevento alza giri del motore e baricentro, colleziona qualche angolo ma non punge davanti a Sperandio, anzi al 30' è il suo collega Esposito a negare il tris a Fiorani imbeccato da Alves.
Subito dopo prezioso anche il salvataggio di Veltri su Remy, si entra così nella fase clou col punteggio ancora in bilico, infatti quasi al novantesimo Sperandio si supera opponendosi a Pierlingieri. È il primo e unico grosso rischio, campanello che non suona invano perché i baby di Soncin controllano bene il finale prolungando la loro ottima stagione.

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