In linea sotto il San Michele. 9 Ottobre 1915

9 ottobre. Comincio già dalla mattina ad arrabbiarmi perché ci tocca stare senza rancio senza caffè e non abbiamo nemmeno dell’acqua, e più tardi ricevo la posta la quale anche una cartolina a vaglia da Torino, e fra i miei compagni vi è uno che riceve notizie da casa la quale dice che à una bambina molto ammalata che forse non guarirà e piange e nel vedere vengo anche io con gli occhi pieni, ed oggi essendo una bella giornata ò fatto una
caccia di pidocchi che nessuno lo crede e benché a dieci metri vi sia il nemico ed alla stagione che sciamo, mi sono levato nudo lo stesso e come sto bene, e non sento freddo, mi sono fatto fare la barba per essere un po’ più pulito, e così posso dire che a dieci metri dal nemico ci sciamo fatti la barba, e sentendo passare sdrapnel [shrapnel] proprio di sopra le trincee che fanno paura e sciamo così abituati che non se ne fa caso, ed all’imbrunire un plotone della compagnia acquista una trincea, e sento che sono stati fatti sessanta uomini prigionieri del 156 Fanteria, e nel medesimo tempo anno preso una trincea e anno fatto 86 prigionieri austriaci, senza ucciderne tanti perché intanto che succedeva questo, il rincalzo si è fatto avanti e la trincea è stata nelle nostre mani.
Lucio Fabi

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