Assalto, morte e vermouth
Annibale Calderale racconta combattimenti,
bombardamenti, morti, feriti, assalti,famiglia
a
Hudi Log, Castagnevizza (Kostanjevica na Krasu), Slovenia il 23
maggio 1917
È
il 23 maggio del 1917, è in corso la Decima Battaglia dell'Isonzo e la brigata Bologna attacca il
saliente di Hudi Log, nei pressi di Castagnevizza sul Carso. L’azione
alla quale partecipa e che racconta Annibale Calderale costerà alla
brigata la perdita di 1175 effettivi, dei quali 64 ufficiali. Il
sacrificio verrà ricompensato con una medaglia di bronzo al valor
militare alle Bandiere dei due reggimenti con questa motivazione:
“Dopo aver superato con slancio travolgente più ordini di
trinceramenti nemici, contribuivano validamente alla conquista di una
importante posizione avversaria facilitando così, a prezzo di gravi
sacrifici di sangue, il conseguimento della vittoria (Carso-Saliente
di Udi Log, maggio 1917”.
23
maggio 1917
Alle
ore 6,30 si è iniziato da parte nostra un violentissimo
bombardamento al quale ha risposto subito con eguale violenza
l’artiglieria nemica. . Cannoni di ogni calibro, bombarde, tutte le
armi sono entrate in azione. La terra trema come sconvolta da
terremoto. Sia la nostra linea che quella nemica colpite da intenso
fuoco sono quasi rase al suolo . Si sa che noi dobbiamo attaccare sei
più cinque minuti .
Alle
ore 16.5 dopo 9 ore di bombardamento infernale il 40° fanteria è
scattato all’assalto ed è riuscito ad avanzare fino alla 3° linea
nemica- allineandosi e superando la linea del 39° Fanteria, alle ore
17,5 al quale è aggregata la 266 C. Mitraglieri si è mossa per
l’assalto. Il nemico ha intuita la manovra ed ha concentrato il
fuoco di tutte le sue armi sul 39° Fanteria, si è svolta una lotta
accanita si è combattuto in qualche momento anche all’arma bianca.
La morte ha mietuto inesorabilmente, largamente; sembrava
l’apocalisse
Tutta
la brigata ha combattuto con eroismo, sacrificandosi, esaurendosi, ma
il valore non ha avuto la meritata ricompensa . La trincea attaccata
dal 39° Fanteria è stata in parte conquistata , ma si è dovuto
sgombrare in seguito a violento attacco nemico, ma principalmente per
il mancato sopraggiungere dei rinforzi. I rinforzi a noi destinati 17
e 18° Fanteria non giunsero alla nostra linea perché annientati
nell’azione di accostamento.
I
pochi superstiti del 17 e 18° Fanteria che raggiunsero la nostra
linea, trovandosi disorganizzate, senza comando, si premurarono di
farsi rilasciare dai nostri superiori, delle dichiarazioni che
attestavano che erano con la nostra brigata in 1°linea, a scanso di
ogni responsabilità.
Sempre
eguale la sorte dei rincalzi, quando si muovono, ad offensiva
iniziata, per raggiungere la linea di combattimento, si corre meno
rischio a essere in 1° linea ad affrontare direttamente il nemico.
Della
mia compagnia abbiamo avuto 3 mitragliatrici messi fuori uso, feriti
il Sotto Tenente Marica Sig.Ettore, I Bersaglieri Sanavio Carlo –
Vitale Domenico . Serg. Maggiore Galante Domenico il Caporale
Zampicchiati Silvio – un morto .
Fummo
fortunati – su 80 militari del 266° avemmo 15 feriti ed un morto
solo.
Per
questo morto la colpa fu un poco del Capitano che gli ordinò di
andare a fare rifornimento di Vermouth sotto un fuoco violento.
Il
Signor Capitano se ne rese conto, tanto è vero che quando scendemmo
dalla trincea, ordinò una sottoscrizione in favore della
famiglia del Bersagliere defunto.
Nei
giorni di offensiva , si distribuiscono alla truppa delle razioni
supplementari di Vermouth e cognac, per metterla quasi in istato di
incoscienza al momento dell’urto con il nemico.

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