Come pazzi furiosi
Giuseppe
Trentini assiste all’entrata in azione degli arditi.
Si
andavano preparando in quei giorni delle piccole offensive locali per
molestare il nemico e prendergli qualche importante posizione ed una
sera verso le 10 passò un battaglione di fiamme nere che dovevano il
mattino stesso andare all'assalto. Erano tutti brilli e cantavano a
squarciagola, in testa alla colonna vi erano parecchie bandiere
tricolori e mi fecero agghiacciare il sangue coi loro gridi di “viva
la guerra”. Mi sembrava impossibile quel grido in bocca di gente
che aveva le ore di vivere contate giacché ben pochi ne tornarono il
giorno dopo! Un maresciallo che li vide passare disse sorridendo: “ma
sono matti!...” Se non scappa in fretta lo ammazzano coi pugnali e
coi calci dei moschetti. Dovette andare a rifugiarsi in una casa
vicino.
[…]
Quei
pochi arditi che tornarono il mattino dopo dall'assalto erano come
pazzi furiosi. Dai camions che li avevano caricati lanciavano bombe a
mano, tiravano revolverate e gridavano come ossessi tanto che la
gente si ritirò spaurita nelle case. Avevano vinto il nemico e
conquistata la posizione dopo 7 assalti furiosi ed ora se ne andavano
a godere un ben meritato riposo in pianura.

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