A picco
Un
bel mattino di Gennaio assistetti ad uno spettacolo terribile e
magnifico. Erano circa le 9 quando 3 areoplani nemici vennero a farci
visita. Noi uscimmo dalla casa per goderci lo spettacolo sfidando i
bossoli e le spolette. Intanto i nostri cacciatori piombavano come
folgori sul gruppo nemico e lo disperdevano. I due apparecchi nemici
di scorta se la filarono subito lasciando l'osservatore solo ed in
balia dei nostri; questi si diresse verso Lusiana, ma proprio al
disopra del paese il nostro cacciatore rimasto fino ad allora fra le
nubi calava a picco come un falco sul nemico. La sua mitragliatrice
fece una scarica di pochi colpi e subito l'apparecchio avversario si
sbandò e prese fuoco: il momento era terribile e noi tutti
guardavamo col cuore stretto la terribile scena, quando a metà
caduta si vide benissimo un corpo umano buttarsi fuori dal velivolo
in fiamme, agitare un poco le braccia, scendere a picco come uno
straccio qualsiasi. Rimanemmo esterrefatti a guardare la tragica
scena pensando alla terribile morte di quel povero disgraziato che
aveva avuto il coraggio di buttarsi fuori per non morire bruciato.
Tra le due morti non so quale sarebbe stata la migliore! Il velivolo
cadde presso S. Caterina e gli arditi subito accorsi in luogo
pensarono per prima cosa di spogliare i 3 aviatori di quanto ancora
avevano di oggetti di valore e così fecero anche del capitano che si
era buttato fuori al quale tolsero anche gli anelli che aveva nelle
dita. Ci vuole proprio un coraggio da ardito delle fiamme nere per
fare certe cose!

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