Venezia FC: Giocando a pallone sull'acqua

E, così dopo l'inattesa sconfitta in casa con il Lecce, ecco che, subito, alla seconda giornata di campionato, il calendario ci riserva una di quelle partite da anima divisa in due. Le partite che, in serie A, per tanti di noi tifosi del Venezia mettono in moto sentimenti ed emozioni contrastanti. Siamo quelli nati e cresciuti nei decenni in cui la serie A da queste parti la si vedeva soltanto in televisione. Si tifa prima di tutto per il Venezia ovvio, ma un altro pezzo di noi stessi è riempito dai colori di altre squadre, in particolare delle tre grandi storiche del calcio italiano.
Non si dovrebbe, forse, per due squadre, dicono i puristi, ma l'anima mica la puoi guidare, mica la puoi controllare. E' un guaio - un guaio piacevole, pur nei contrasti - che si ripete ogni volta che il Venezia risale in serie A. E, a questo proposito, arriverà mai il momento in cui potremo smettere di dover usare il verbo "risalire" e la serie A essere finalmente uno spazio acquisito e abituale per il Venezia? E' il bello del calcio, alla fine, pieno di passioni, a volte anche contraddittorie, discutibili.
L'anima dei milanisti, poi, l'altra sera era invasa da emozioni variegate. Quella enorme maglia rossonera numero 6 stesa in mezzo al campo, i cori, gli applausi, le lacrime del suo ex compagno Giovanni Stroppa e le lacrime di tutti per il Capitano, per Franco Baresi. Anche Gonzalo Ramos, dopo il suo primo gol in rossonero, ha immediatamente mostrato alla curva sud la scritta che il Milan porterà sulla manica sinistra per l'intero campionato: 6 per sempre. Il Venezia ha giocato la sua partita, retto molto bene l'urto davanti a un Milan molto diverso - e bello - rispetto a quello di Allegri. Poi, però, puntuale l'errore di Bella-Kotchap. Come col Modena in Coppa Italia, come con il Lecce, poteva farsi mancare il tris a San Siro? Non sia mai. 
Certo, è anche sfortunato, il centrale arancioneroverde. A questo proposito, meglio sorvolare sulla scelta del suo numero di maglia...In quanto a sfortuna, inoltre, chiedere informazioni a Halhal. Resta però questo dato innegabile: il Venezia se la gioca, e bene, con tutti, nel caso di venerdì sera resiste per più di un'ora contro il Milan, gioca alla pari e costruisce occasioni, poi una svirgolata maldestra di Bella-Kotchap e Gonzalo Ramos segna il suo primo gol in serie A. Eppure, che ci sia un problema evidente, là dietro, sembra che lo si veda soltanto noi. In società, non nè parla nessuno. Peccato, perchè il mercato di quest'anno è stato il più coraggioso e sontuoso di sempre e magari, alla fine, scopriremo che Moreno infortunato, è un fenomeno. Resta il fatto che appare evidente la mancanza di un centrale esperto, là dietro. 
E non serve dire a nessuno che libero, senz contratto, c'è uno - espertissimo - come Francesco cerbi. Intanto simo là in fondo, zero punti, zero gol fatti, e domenica 6 settembre, altro scontro diretto, dopo il Lecce, in casa del Frosinone. Meglio non dire niente.  
di Roberto Ferrucci - La Nuova di Venezia e Mestre

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