Zaino in spalla
La
strada serpeggia fra i monti, ora piana, ora in lieve salita. La voce
del cannone si avvicina. Di quando in quando un rombo improvviso ci
fa levare gli sguardi sui fianchi della valle. Siamo nella zona delle
batterie. Si sentono i colpi vicinissimi, ma i pezzi –
accuratamente mascherati – sono invisibili .
Si
continua a risalire la valle del torrente Cosizza. La marcia prosegue
lenta, faticosa. Qualche bersagliere, stremato dal peso dello zaino,
perde terreno e resta indietro. Raggiungiamo Clodic, siamo in pieno
territorio slavo. I borghesi si vanno facendo sempre più rari. Come
ci si avvicina alle trincee, pare che il terreno si faccia più
caldo, che cominci a scottare sotto i piedi: quelli che possono
andarsene se ne vanno.
L’imbrunire.
Ordine di piantare le tende. Si ripartirà stanotte alle due. Siamo
appena a qualche chilometro dalle linee. Di quando in quando arriva
con la brezza un rumore secco di fucilate. I soldati stanchissimi si
buttano a terra e dormono con la testa appoggiata allo zaino, avvolti
alla meglio nelle mantelline.
Le
2 un sergente circola fra le tende e dà la sveglia con voce aspra.
Tutti in piedi. Il battaglione si muove. Infila un sentiero che gira
serpeggiando sui fianchi del monte. Il rombo di una cannonata
rintrona di tanto in tanto nella notte con un lampeggiamento
sinistro. Sullo sfondo cupo della montagna si accende il bagliore
feroce delle granate che esplodono. Si incontrano delle case
sventrate all’inizio della guerra. Eccoci finalmente al sommo della
salita. Sentiamo partire colpi di fucile a pochi passi. La linea
delle trincee dev’essere vicinissima. Di quando in quando una
pallottola nemica ci sfiora il cappello. E’ l’alba. Il sentiero
descrive una larga curva e s’insinua fra i tronchi di un bosco dove
sorgono delle tende e bivaccano dei soldati.
Una
tabella , inchiodata sul limite del campo, porta
scritto:
5°
reggimento bersaglieri
14°
battaglione
Siamo
al fronte.
Riduzione
liberamente tratta dal libro di Piero Bertoli – La grande
avventura 1915-1918 – edito da Il Poligrafo, Marzo 2013
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