Peteano (GO) 22 marzo 1916
22 marzo – Artiglierie nemiche intensificano fuoco sulle nostre prime linee e saliente del 131°. Le mie truppe si mostrano, come sempre, calme e noncuranti. Io sono in mezzo a loro, girando tra un punto di trincea ed un altro. Ciò li rincuora e li anima. Ad ogni scoppio di granata a noi vicino, si dice qualche barzelletta e si ride.
Verso le
ore 15 il tiro avversario era aumentato ancora d’intensità – gli
shrapnel cadevano come gragnuola. Proprio allora, vedo venire verso
di me degli Ufficiali giovani. Non seppi spiegarmi sul momento lo
scopo della loro venuta – ma mi accorsi che avanzavano titubanti,
paurosi, impressionati. Non avevano torto poveri figliuoli, poiché
unitamente alla pioggia, veniva giù grandine di pallottole di piombo
austriaco che cadevano come gocce di pioggia di un temporale su un
suolo secco. Gli mandai incontro il mio aiutante Maggiore. Arrivarono
al mio ricovero, pallidi come cadaveri, tremanti come foglie al
vento.
Sono
degli Aspiranti Ufficiali, assegnati al mio Battaglione – ed il
comando di Regg.to imprudentemente ed inconsciamente mi manda su
questi bambinelli, nuovi del fronte e ignari della guerra, proprio in
quel momento di tiro infernale. Questi ragazzetti avevano fatto il
corso di Modena unitamente al mio Pierino – con Lui sono stati
nominati Aspiranti Ufficiali – e forse, oggi, anco Lui, si
presenterà al Reggimento (Pierino Palamenghi, figlio bersagliere di
Bruno Palamenghi, Ndr).
Bruno
Palameleghi militare,
132° reggimento fanteria, brigata Lazio, poi 227° fanteria,
brigata Rovigo, tenente colonnello, poi colonnello

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