Monfalcone 20 agosto 1915, battesimo del fuoco
20 agosto. Dopo molto tempo di attesa è stato dato l’ordine di disfare le tende. Alle ore 16 siamo partiti incamminandoci verso l’Isonzo e l’abbiamo passato ad ora assai tarda.
Marcia lunga ed assai travagliata
passando in mezzo a boscaglie e paludi mentre piove molto. Verso le
ore 2 e ½ del giorno 21 arriviamo a Monfalcone dove ci siamo fermati
sotto le trincee.
21
agosto. E’
ben molto tempo che si parlava di guerra di invasione del Belgio, del
bombardamento di Rejms, dell’Argonne e dei Tedeschi, con le loro
famose trincee.
Si è sempre parlato e discusso
circa il combattimento di trincea e della vita trista che vi devono
passare i figli di Marte.
Ora anch’io, come tutti i
combattenti d’Europa sono in trincea e chissà per quanto tempo
dovrò starci!!
Verso le 10 ½, mentre andavo
entro Monfalcone, ad accompagnare la corvè per prendere il rancio
incontrai Sanchioni, soldato del 94 Fanteria, il quale era da
permanente con me al 33^ Fanteria a Cuneo.
Essendo egli pratico di
Monfalcone, passai in compagnia a visitarlo.
Indescrivibile è il quadro che
si presentò al mio sguardo.
Ovunque vedonsi donne di ogni
età: chi con la mestizia impressa in volto, chi con bambini lattanti
in braccio, altre vestite di nero perché portavano il lutto ai
mariti, ai fratelli, ai padri caduti in Gallizia ed altrove.
Da per tutto si vede il segno del
bombardamento: muri squarciati, edifici atterrati e palazzi senza il
tetto. Alle 20 ½ siamo di nuovo con gli zaini sulle spalle e, tempo
una mezzora di cammino entriamo in un’altra trincea più vicina
alla linea di fuoco.
Nel mentre che ci mettiamo a
posto, sul fronte avviene una scarica infernale di fucileria.
I proiettili fischiando ci
passano sopra la testa in grande quantità mentre le granate ci
scoppiano vicinissime.
Cesare
Maria Bertini,
21° Reggimento fanteria
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