La conquista di Oslavia, quota 188 (GO) il 20 novembre 1915, IV battaglia dell’Isonzo

Quando fui ristabilito mi rimandarono in linea colla mia Compagnia, e così per mia sfortuna feci attempo, per fare l’avanzata alla quota 188 Oslavia ove la mia compagnia Comandata da Tenente Consorti rimaneva parte prigioniera e tanti feriti e morti e per me fu la meglio che rimasi sano e salvo, e fra i prigionieri rimaneva pure il Comandante stesso, e in questa azzione perdevo un altro affezionato amico (Pampaloni Lofredo) e in questa nuova posizione eravamo privi di trincee e ricoveri e in questo maledetto mese, come o già detto piove sempre e noi bisognò ricevere addosso tutta questa manna che veniva dal cielo, il 1 di Dicembre sempre dell ostesso anno venne l’ordine di recarsi a riposo tanto desiderato, l’anotte sempre del 1 si partì, e sempre a Piedi dopo una marcia di tanti e tanti chilometri mezzi rovinati si arivò al Paesetto di S. Giovanni Manzario, e costì ci accampammo sotto freddo gielido che faceva per 20 giorni si dovette stare per la quarantena, dato i casi di colera che aveva colpito la nostra Brigata.
Cesare Unti, 1° e 2° reggimento, brigata Granatieri

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