Il nuovo comincia adesso
«Molte
persone maturano e migliorano - afferma Ikeda - quando ricercano con
costanza di raggiungere qualsiasi forma di felicità relativa come la
ricchezza, lo status sociale, la salute e il successo. Attraverso una
forte fede, anche noi che sosteniamo il Buddismo, che ci mette nella
condizione di realizzare tutti i desideri, possiamo concretizzare i
nostri obiettivi, dando così prova del potere della fede. Tuttavia,
la vera felicità, la felicità indistruttibile, non si identifica
con la felicità relativa, ma con quella assoluta» (NR, 473, 10).
Mirare
a raggiungere sempre nuove mete fa parte della natura umana e ci
offre la possibilità di aumentare le nostre capacità personali. Il
Buddismo ci insegna a farlo valorizzando al massimo l'attimo
presente, nella consapevolezza che la condizione vitale vissuta
istante dopo istante determina nel tempo la qualità complessiva del
nostro percorso in questo mondo. Se è vero, come scrive il Daishonin
nello scritto Sulle preghiere (RSND, 1, 298), che "la preghiera
del seguace del Sutra del Loto otterrà una risposta con la stessa
certezza con cui l'ombra segue il corpo", non perdiamoci allora
nel seguire le risposte (l'ombra) e concentriamoci invece nel fare
tutto quanto serve a costruire uno spirito combattivo e libero (il
corpo). La felicità assoluta non è mai subordinata alla
realizzazione di qualcosa, non è un risultato ma un continuo
divenire. Se ci impegneremo a ricercare proprio questa felicità
potremo realizzare qualunque cosa, divenendo soprattutto persone
capaci di realizzare qualunque cosa. E accadrà che tutte le nostre
città fantasma di cui prima eravamo prigionieri si trasformeranno in
tappe entusiasmanti di un meraviglioso viaggio, ai nostri occhi
identiche alla terra dei tesori.
NR
481

Commenti
Posta un commento