Come insegna il Budda
Se
trascuriamo questo punto, focalizzando altrove le nostre energie,
finiremo senza neppure accorgercene per ricercare la Legge
all'esterno.
E
questo significa evadere dalla responsabilità della propria vita.
Per
esempio, se recitiamo Daimoku ma accusiamo sempre gli altri o il
nostro ambiente per ciò che ci accade, stiamo evitando di affrontare
la nostra oscurità interiore. E quindi stiamo ricercando
l'Illuminazione al di fuori di noi.
Oppure
recitiamo Daimoku passivamente aspettandoci un effetto dall'esterno,
come se qualcuno dovesse prima o poi rispondere ai nostri meritevoli
sforzi premiandoci con un beneficio.
Nell'attesa
annotiamo con cura le ore di Daimoku accumulate, ma evitiamo di
affrontare il problema e ci guardiamo bene dall'agire per risolverlo.
Anche
il fatto di lamentarsi continuamente è una trappola insidiosa che ci
procura un sollievo apparente, mentre alla lunga ci distoglie dal
migliorare noi stessi e mette un freno potente alla nostra
evoluzione.
Solo
cambiando noi stessi a un livello più profondo e assumendoci
completamente la responsabilità della nostra vita possiamo iniziare
a migliorare la nostra situazione.
TRATTO
da : BS 123 di Alessandra Fornasiero

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