“Penso
che siamo tutti ciechi. Ciechi che vedono. Ciechi che, pur vedendo,
non vedono.”
Questo
è il male che ci affligge: la mancanza di comprensione dell’altro,
la distrazione davanti alla sofferenza altrui, l'incapacità di
riconoscere che anche noi possiamo diventare ciechi da un momento
all’altro.
Il 4 dicembre, mentre le divisioni tedesche iniziavano a retrocedere per imbarcarsi sui treni che le avrebbero riportate in Germania, Conrad - il quale finalmente disponeva della necessaria artiglieria pesante - sferrò un nuovo colpo di maglio sull'Altopiano di Asiago. In quel settore, difeso al XX Corpo d'Armata, 36 battaglioni italiani con 160 cannoni fronteggiavano 44 battaglioni austro-ungarici con ben 500 pezzi d'artiglieria: la superiorità era del nemico, ma non tale - su quel difficilisimo terreno montuoso - da assicurargli una preponderanza decisiva. Neanche questa volta gli Austriaci avevano saputo procedere a una redistribuzione delle proprie forze: ne avevano ancora troppe sul basso Piave e non abbastanza sul Grappa, sul Pasubio e sugli Altipiani, dove intendevano ricercare - come nella prima fase della battaglia- lo sfondamento risolutivo. Obiettivi immediati: Vicenza e Padova. Nel primo giorno del nuovo attacco, dopo una poderosa preparazione d'artiglieria,...
" 5 aprile. Ricevo l'ordine di recarmi su M. Broi a q. 1100 (a dare il cambio alle truppe che avevano occupato la quota il giorno 4, n.d.A.). Piove, è buio profondo. Parto. Ci arrampichiamo con le mani (...) su per M. Broi, attraverso rocce e boschi fittissimi. I soldati scivolano, cadono, s'insanguinano le mani. Alle ore 5 arrivo come Dio vuole alla quota. " Mentre il ten. Bongiovanni si apprestava a pernottare nel bosco di acacie sul costone sud-orientale di monte Broi, l'instancabile capitano Baseggio meditava nuovi tentativi d'assalto all'agognata chiesa di S. Osvaldo. " Era in me la volontà inflessibile di conquistarla, dovesse costarmi fino all'ultimo uomo, fino all'ultima cartuccia " scriveva nel 1929 l'ufficiale, involontariamente mostrando, se pur ve ne fosse stato bisogno, in quale considerazione egli tenesse le vite dei soldati a lui affidati. La notte passò insonne, con fanti e volontari impegnati nel consolidamento dell...
14 giugno - Hic incipit flagellum Dei! Si va, come nei giorni precedenti, a lavorare per l'approfondimento dei camminamenti in località Col del Rosso. In quella località è accantonato più d'uno dei battaglioni appartenenti alla Brigata Padova, 17° - 18° Fanteria. Mentre da noi si lavora, le nostre artiglierie si preparano alle prove di aggiustamento di tiri e con dolore si constata che le prime granate vanno a cadere proprio sugli accantonamenti ove sono ricoverati gli infelici militari della brigata suddetta. Certamente, per siffatto enorme e grossolano sbaglio, molti militari vengono macellati e molti altri rimangono gravemente feriti e, frattanto che le batterie continuano ad inviare sugli stessi punti granate di ogni calibro, i superiori delle brigata Padova son costretti a farsi sui ciglioni delle trincee, onde, a mezzo di bandiere, di razzi o racchette, inviare dei segnali per fare allungare i tiri. I segnali vengono tosto compresi, i tiri si allungano ed i...
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