Borso del Grappa (TV) 3 novembre
25
ottobre –
Proseguono
gli attacchi sul Grappa. Abbiamo altre dolorose perdite. Vengono
fatti altri circa 2000 prigionieri. Continua il movimento di
autocarri. Il tempo è un po’ rimesso.
28
ottobre –
Prosegue
vittoriosa l’offensiva sul Piave.
Il
nostro reggimento viene ritirato dalla prima linea per
ricostituirsi.
29
ottobre –
Sul
Piave si delinea magnificamente la nostra vittoria. Sono espugnate le
alture di Valdobbiadene e riconquistata la città di Conegliano. Sul
Grappa il nemico si accanisce ancora a tirare con le artiglierie.
Nostri reparti attaccano il Monte Asolone.
30
ottobre –
Anche
la 3° Armata passa il Piave ed avanza verso la Livenza aspramente
combattendo. La 10° Armata occupa Oderzo, l’8° e la 12° giungono
a Vittorio ed ai monti sovrastanti Valdobbiadene. La 6° Armata
rioccupa Asiago. La 4° occupa sul Grappa l’Asolone ed altre
importanti posizioni. Il nemico si sfoga a bombardare la città di
Bassano.
31
ottobre –
Il
nemico pienamente sconfitto fugge precipitosamente abbandonando
materiali, cannoni, viveri e munizioni; migliaia di prigionieri
vengono catturati. Vado sul Grappa per pagamento stipendi agli
Ufficiali. Percorro a piedi la mulattiera di Valle Santa Felicita
fino a Monte Oro.
Il
percorso è pittoresco, la valle è profondamente incassata fra
imponenti rocce, si attraversa in un punto sopra un pittoresco ponte
sospeso. Bella giornata. Il nemico sembra si stia ritirando anche da
questo Massiccio, però le sue artiglierie si accaniscono ancora
sulla povera città di Bassano. Sono gli ultimi sfoghi di un nemico
vinto!. Il nostro reggimento deve andare in linea a M. Coston per
fare una avanzata. Alle 15 circa partono i battaglioni e il comando.
Il ritorno a Semonzo in autocarro. Arrivato al piano apprendo la
notizia che il nemico in piena rotta fugge verso la montagna e verso
il Tagliamento.
La
nostra cavalleria è presso Pordenone.
In
Val di Brenta e sul Grappa gli Austriaci abbandonano in frettale
posizioni lasciando nelle nostre mani quasi tutta l’artiglieria.
Sono prese fra l’altro le batterie che sparavano su Bassano. Le
nostre truppe occupate le linee nemiche avanzano ora rapidamente alla
volta di Feltre. Migliaia di prigionieri laceri e affamati
affluiscono ai nostri campi di concentramento. Il nostro reggimento
ritorna in Valle dei Lebbi non essendovi bisogno di rinforzi per
correre alle calcagna del nemico che fugge precipitosamente. Ormai
sul Grappa non si ode più un colpo di cannone; nemmeno la nostra
artiglieria può sparare a causa della grande distanza che la separa
dai fuggiaschi.
Si
stanno portando avanti i pezzi da montagna mentre i grossi e medi
calibri vengono invece ricondotti nella pianura. Sulle cime contese
da un anno, del monte sacro all’Italia, i nostri soldati accendono
fuochi di gioia mentre il nemico, fuggendo, incendia baracche e
depositi di munizioni conscio oramai della sua irreparabile
disfatta!.
1
novembre –
Le
avanzate travolgenti delle armate Italiane hanno annientato
completamente l’esercito austriaco. I prigionieri si contano oramai
a decine di migliaia, i cannoni vengono quasi tutti catturati, il
valore dei materiali caduti nelle nostre mani ammonta a miliardi.
Non
è questa una vittoria, è addirittura un trionfo!. Ecco vendicato
Caporetto!.
La
nostra valorosa Armata del Grappa è entrata in Feltre; le altre
armate occupano Belluno, le montagne di Asiago e tutta la linea della
Livenza. Il nostro Reggimento, come tutta la 15° Divisione, trovasi
ancora fermo in Valle dei Lebbi sul Grappa.
2
novembre –
Continua
rapidissima la travolgente avanzata. Anche la 1° Armata è in
azione.
E’
passato il confine della Valsugana, occupato Pordenone e la
Cavalleria trovasi già al di là del Tagliamento. Ci arriva la
notizia che l’Austria vinta e abbattuta ha mandato al nostro
Comando Supremo i plenipotenziari per chiedere l’Armistizio. Le
campane dei paesi, silenziose da una anno suonano a festa, soldati
cantano per le vie, e la musica della nostra Divisione percorre le
campagne suonando inni patriottici e canzoni popolari. Trovo l’amico
serg. magg. Gambino sfuggito dalla prigionia nemica.
3
novembre –
Al
mattino vado a Bassano in bicicletta col ten. Viganoni. La bella
cittadina ricomincia a prendere un po’ di vita, libera oramai dal
pericolo delle cannonate, essendo caduta nelle nostre mani tutta
l’artiglieria del Grappa.
Nel
pomeriggio ci arriva la notizia che nostri reparti di marinai e di
bersaglieri sono sbarcati a Trieste piantando il vessillo tricolore
sulla Torre di S. Giusto. Più tardi arriva un fonogramma dal Comando
Supremo annunziante la firma dell’ Armistizio fra l’Italia e
l’Austria e la sospensione delle ostilità per le ore 15 di domani;
nel contempo apprendiamo che la 1° Armata ha occupato Trento
piantando il tricolore sul Castello del Buon Consiglio. Impossibile
descrivere l’entusiasmo di noi tutti! Tre anni e mezzo di dolori,
di privazioni, di lutti, ci hanno dato finalmente l’auspicata
vittoria! Trento e Trieste sono riconquistate alla madre patria,
l’Austria debellata è costretta ad accettare le nostre dure
condizioni!
Raoul
Baccini, militare,
22° reggimento fanteria, brigata Cremona

Commenti
Posta un commento