Venezia FC:Venezia, quella magia chiamata calcio: dal Penzo alla serie A tra memoria e amicizia
C'e' un momento preciso in cui capisci che il calcio non e' solo una questione di 11 uomini che rincorrono un pallone, ma una faccenda di maree, di Storia con la S maiuscola e di sciarpe che profumano di vita.
Quel momento e' arrivato il mese scorso, quando il triplice fischio ha eletto la regina della serie B il Venezia primo con 82 punti e tanti record la miglior difesa (31 gol subiti), il miglior attacco (77 gol fatti), il miglior giocatore del torneo, Adorante vicecapocannoniere con 17 reti. Sancendo il ritorno del Venezia in serie A. Lo stadio Pier Luigi Penzo, incastonato come uno smeraldo nell'isola di Sant'Elena, si e' confermato il teatro piu' magico del mondo. Unico luogo in Italia dove gli avversari non arrivano blindati in un pulman, ma scivolando sull'acqua, quasi a voler chiedere il permesso alla Laguna, prima di calpestare l'erba.
Il campo ha parlato chiaro: un 2-0 di autorita' che ha scatenato l'inferno di gioia tra la Curva Sud, la Nord e i Distinti tra bandiere arancioneroverdi, fumogeni, cori e memoria collettiva. 7 giugno 1998, la partita contro la Fidelis Andria, la promozione della squadra di Walter Novellino. Allora il Penzo aveva ancora le due curve altissime quasi verticali sul campo, e la Curva Sud mise in scena una coreografia rimasta nel cuore di chi c'era.
C'ero anch'io quel giorno e con me dentro al mio cuore anche papa' Luciano. STORIA, perche' certe storie meritano di essere raccontate. Con Stroppa il mese scorso. Sempre con addosso al collo quella sciarpa del 1998.
Venezia e' tornata. E stavolta sembra esserci qualcosa di diverso di piu' solido, di piu' maturo
La societa' ha costruito basi importanti e il Penzo continuera', almeno per la prossima stagione sportiva, a essere il fortino affacciato sulla laguna, un luogo unico nel panorama calcistico mondiale. Poi entro il 2028 la squadra si trasferira' nel nuovo stadio in costruzione a Tessera nella zona denominata Bosco dello Sport.
Ma il Venezia continuera' con la sua anima intatta. Perche' il Venezia non appartiene soltanto alla classifica o alla serie A. Appartiene alle amicizie, alle sciarpe consumate dal tempo, alle notti di maggio e giugno. Ai vaporetti pieni di tifosi. Appartiene a chi come me, ogni volta, continua a tornare al Penzo guardando dalla Curva Nord la tribuna centrale e quei seggiolini allora di legno, alla fine degli anni '60, dove eravamo seduti papa' Luciano ed io.
Perche' tornare al Penzo, in quell'angolo incantato d'acqua e cemento, non si va soltanto a vedere ua partita.
A papa' Luciano - fonte La Piazza web

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