Quando la vita si appanna

Ci sono dei periodi di "bonaccia"  in cui la vita appare ferma, e sembra di dover fare degli sforzi immani per spingerla un pochettino avanti. Si cerca dentro di sé la forza, la saggezza, si cercano idee, entusiasmo, ma... non succede niente. Quei momenti in cui si smarrisce la motivazione, si perde il "voto", si cerca di riparare ma... rimane tutto un po' mentale.
«Tuttavia - scrive il Daishonin - io feci il voto di risvegliare in me il potente cuore dell'illuminazione e di non retrocedere mai» (RSND, 1,  212)
Come si fa a rinnovare il voto? E a farlo con sincerità?
Sento che devo fare un salto, ma quale? Cosa devo migliorare, cambiare? Cuore e testa non rispondono, calma piatta. Tocca scavare a fondo, e con questa intenzione vado davanti al Gohonzon. Da questo deserto deve nascere del nuovo, anche se ancora non so cosa si, anzi proprio perché non lo so sarà meraviglioso e mi stupirà. Rinnovo il mio centro, il Buddismo: «Il Buddismo è come il corpo e la società come l'ombra»,  dice il Gosho (RSND, 1,923). Mi sforzo di andare avanti, "con coraggio e diligenza".
E mentre prego mi torna alla mente il mio grande dolore e il grande beneficio della pratica buddista, aver affrancato la mia vita da quel dolore. Provo un'immensa gratitudine per chi mi ha fatto shakobuku. E decido, a mia volta, di fare shakobuku per far si che altri non abbiano  a soffrire di quel mio stesso dolore.
Tutto si alleggerisce, in un attimo. Ho rinnovato il mio voto.
Buddismo e Società n. 147 -  luglio  agosto 2011


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