Prima Guerra Mondiale. I Reggimenti degli Alpini durante la Grande Guerra.
ANNO 1915
All'inizio delle ostilità il "Val Maira", accantonato in
Tolmezzo, fa parte, unitamente ad altre truppe da montagna e di
fanteria, della riserva del comando Zona Carnia.
Durante la prima quindicina di giugno, protraendosi per parte di
entrambi gli avversari la lotta per la conquista del Freikofel, è
chiamato nell'alto But, ove sostituisce il "Val Tagliamento"
sulle posizioni selletta Freikofel - M. Pal Grande.
Bombardamenti di eccezionale violenza si abbattono sulla linea e
nella giornata del 14 luglio azioni dimostrative del nemico sulla
fronte del battaglione appoggiano l'attacco del M. Pal Piccolo.
Fino al 19 luglio, data in cui il battaglione scende a riposo a
Treppo Carnico ed a Zenodis, non si svolgono ulteriori azioni
importanti, ma solo alcune vigorose puntate offensive che portano
alla conquista di piccoli elementi di trincea particolarmente
fastidiosi alla nostra difesa ed alla nostra osservazione.
Dal 27 luglio al 6 agosto le compagnie 217a e 219a tornano a
presidiare le posizioni lasciate, mentre la 218a si porta nelle
trincee dello Zellonkofel passando alla dipendenza del comando
regione Pal Piccolo; non si verificano avvenimenti degni di rilievo
all'infuori di alcuni movimenti offensivi che l'avversario effettua
inutilmente contro il passo del Cavallo.
Accantonatosi ancora a Treppo Carnico, il battaglione torna in linea,
il 18 agosto, con la 217a e 219a a Pal Grande - Freikofel e con la
218a allo Zellonkofel - M. Coglians - M. Collina.
Ai primi di settembre i riparti si riuniscono per breve tempo a
Sutrio, la 219a si trasferisce il 10 a Stauli Roner, per l'impianto
di una teleferica, il 14 va a presidiare il M. Pal Piccolo.
In questo giorno, in seguito alla perdita di M. Lodin e di Cima Val
di Puartis, l'altra parte del battaglione va ad accamparsi a M.
Paularo con un distaccamento (217a) nel paese omonimo.
Il 19, prevedendosi un attacco in forze sul Freikofel, il comandante
raggiunge con la 218a e con la sezione mitragliatrici Casera Pal
Piccolo, assumendo la difesa del Freikofel e diramando riparti al
Freikofel - colletta Pal Piccolo - cima del Pal Piccolo.
Si sposta più tardi al M. Pal Grande.
Gli ultimi mesi dell'anno sono trascorsi su queste posizioni o nelle
regioni di Monte Croce e di val Collina.
La 217a, che, come detto, il 14 settembre si era portata a M.
Paularo, presidia la Forca di Lanza, è impiegata per lavori a Casera
Pizzul o riposa per brevi periodi a Treppo Carnico.
ANNO 1916
La prima parte dell'anno trascorre senza scosse per i riparti in
trincea, salvo il succedersi di grosse valanghe che costringono il
comando della divisione (26a) a far ritirare i posti dislocati nelle
località più minacciate.
In tali contingenze, elementi del battaglione, insieme a sckiatori di
altri, riescono il 14 marzo, dopo varie ed infruttuose prove, a
guadagnare la vetta di M. Coglians ed a portar soccorso ad un posto
d'osservazione (101° compagnia) bloccato dalle nevi.
Nella notte del 26 marzo, il nemico, senza preparazione d'artiglieria
conquista di sorpresa una quota centrale del M. Pal Piccolo. Ai
contrattacchi, che il giorno seguente ricacciano l'avversario,
partecipano la 218a operante unitamente alla 109a compagnia alpina
dal passo di M. Croce, ed un plotone della 219a che subisce forti
perdite.
Il 4 aprile il battaglione scende a Sutrio e, nei giorni seguenti,
per Stazione per la Carnia, Cividale, Caporetto giunge a Kosec
passando agli ordini del comandante del gruppo B.
Il 13 sostituisce riparti del "Monviso" e del "Dronero"
sulle posizioni di colletta Kozliac, M. Nero e M. Rosso rimanendovi
fino ai primi di maggio, quando, il 10, è di nuovo a Kosec per
lavori stradali.
Dopo altro periodo trascorso sulle note trincee ed a M. Pleca (15 -
22 maggio), transita ancora per Cividale; il 24 è a Bassano a
disposizione della 1a armata, ed il 27 a Ronchi.
E' in pieno svolgimento l'offensiva austriaca sugli altopiani, e
mentre la linea del XIV corpo d'armata si va deflettendo per la forte
pressione avversaria, con i battaglioni Monviso e Val Maira viene
formato un nucleo che ha il compito di garantire gli sbocchi della
val Frenzela.
Il 28, incaricato di proteggere il ripiegamento della brigate
Catanzaro e Lombardia, che trovansi più a nord verso il M.
Confinale, il "Val Maira" prende posizione prima a M. Nos
ed a M. Baldo poi a M. Cimon ed a M. Longara.
Su tali linee piccoli attacchi di riparti esploranti vengono
facilmente respinti. Il 30, giunti nella zona l'"Argentera"
ed il "Morbegno", con essi, col "Val Maira" e col
"Monviso", si forma il "gruppo di Foza".
I primi battaglioni d'assalto nemici cozzano con impeto contro
il nuovo ostacolo. Gli eventi precipitano, a M. Cimon la 218a dopo
tenace resistenza è costretta a cedere ed a ripiegare mentre
l'avversario imbaldanzito e padrone di punti dominanti, raddoppia gli
sforzi. Il battaglione, unitamente alle compagnie alpine 100a e 124a,
che fin dal giorno precedente erano state inviate come rinforzo,
retrocede portandosi prima sulla cresta della Meletta di Gallio e poi
a M. Castelgomberto, ove, il 5 giugno, dopo aver sostenuto un
bombardamento di violenza eccezionale, respinge un attacco portato
contro la sinistra della posizione.
Due giorni dopo la lotta si riaccende furiosa; la 217a e la 218a
resistono a M. Castelgomberto e la 219a concorre a M. Fior a ripetuti
assalti con altre truppe, subendo fortissime perdite.
Nel battaglione, già decimato, il giorno 8 di tutti gli ufficiali
esiste un solo capitano. I superstiti del "Val Maira"
ripiegano trincerandosi sul M. Tondarecar.
Il 12 i superstiti scendono a riposo a Lazzaretti ed il "gruppo
di Foza" si scioglie.
Del bel contegno tenuto dal "Val Maira" durante il primo
anno di campagna a M. Pal Piccolo, al Freikofel, a M. Pal Grande e
nel giugno 1916 a M. Fior ed a M. Castelgomberto è fatto cenno nella
motivazione di una delle medaglie d'argento.
Stroncata, sull'altopiano dei Sette Comuni, l'offensiva austriaca e
passato al "gruppo speciale Stringa", il "Val Maira"
partecipa con questo alla riscossa.
Dopo essersi trasferito a Malga Giogomalo, inizia il 16 l'avanzata,
con le truppe che si dirigono verso la testata di Val Gozzo; il 25
occupa senza resistenza il costone di Cima delle Contese ed il
Grottone del Ghiaccio ed il giorno seguente costituisce rincalzo del
"Val Cenischia" mentre si sta svolgendo l'azione per la
presa di Cima della Caldiera.
Conquistata questa il battaglione vi si porta spostandosi quindi a M.
Lozze da dove invia la 217a in ausilio alle truppe operanti contro M.
Ortigara; tal riparto è impegnato il 30 in asprissimi combattimenti
e riesce ad ottenere brillanti risultati mentre il resto del
battaglione, portandosi a M. Chiesa, partecipa col "Bassano"
ad altre operazioni.
Dopo alcuni spostamenti a M. Lozze, a Cima della Campanella ed infine
alle falde dell'Ortigara, il "Val Maira" partecipa
all'azione del 6 luglio; cinque giorni dopo passa in seconda linea
nella regione Ponari (q. 1921).
Dal 16 al 23 luglio è adibito a lavori stradali sulla mulattiera
Osteria alla Barricata - Malga Fossetta, poscia, per Primolano ed
Avio, raggiunge Sabbionara rimanendovi fino al 10 agosto.
Destinato alla 44a divisione, che opera nella regione Pasubio - Alpe
Cosmagnon, si trasferisce ad Ala, andando a rilevare il 15 ottobre
l'"Aosta" sulle posizioni dei "Panettoni" (alto,
medio e basso) e del "Prato".
Il 17, mentre le fanterie del settore Pasubio procedono ad un
attacco contro il "Dente" omonimo, ad una compagnia del
"Val Maira" (la 218a) è affidato l'incarico di concorrere
alla azione puntando sul "Prato" ed in direzione della
selletta, ma il fallimento dell'attacco principale limita il concorso
del riparto ad un'azione semplicemente dimostrativa.
Nel pomeriggio del giorno seguente però il movimento viene ripreso e
mentre la 218a resta a presidiare le trincee sulla linea q. 2200 - q.
1985, il resto del battaglione (217a in prima linea e 219a in
rincalzo), avanza con obiettivi "Prato" e selletta.
Pur subendo rilevanti perdite, a causa dell'intenso fuoco
dell'artiglieria avversaria, la 217a procede decisamente collegata
con l'"Aosta" operante contro il "Dente", mentre
il III/79°, che ha alla sua sinistra il "Val d'Adige", si
dirige con fatica verso la "Caserma difensiva".
Anche in questa giornata, però, non si conseguono risultati
apprezzabili.
Gli insuccessi, anzichè scoraggiare i nostri comandi, li inducono a
preparare una ripresa offensiva ancor più intensa.
Nel pomeriggio del 19, ardite colonne, precedute da pattuglie munite
di scudi e dopo fuoco tambureggiante delle artiglierie, si spingono
ad ondate verso i designati obiettivi.
La 219a del "Val Maira" rincalzata dalla 217a, superando
forti difficoltà di terreno e l'offesa violenta delle mitragliatrici
avversarie, raggiunge con slancio la selletta ed il cucuzzolo
immediatamente a nord - ovest di essa, mentre la compagnia di testa
del III/79° scala il costone roccioso antistante alla "Casera
difensiva" sulla quale altri riparti convergono dalla sinistra.
Il successo è di breve durata, poichè il difensore, sboccando da
sicure caverne, riprende le posizioni del "Dente" ed il
"Val Maira" e la III/79°, rimasti privi dell'appoggio
sulla destra sono costretti a ripiegare.
Il 20 segna forti sacrifici di uomini per la 219a che, impiegata
nuovamente con l'"Adamello" e con l'"Exilles", si
dissangua contro le posizioni nemiche; giunge sotto la selletta ma
falciata dal fuoco delle mitragliatrici, tormentata dalla bufera di
neve che imperversa e senza appoggio alle ali, anche questa volta
deve ripiegare.
La sera stessa, rilevato dall'"Adamello", il "Val
Maira" si disloca presso i roccioni Lora e viene impiegato in
lavori.
Dopo breve permanenza sul Rojte (217a e 219a) il battaglione, va ad
accamparsi a Malga dei Busi, rimanendovi fino al 31 ottobre, indi,
destinato di nuovo in val Lagarina (37a divisione), parte in
autocarri alla volta di Novale e raggiunge per via ordinaria Campo
Tommaso. Il 5 novembre è ad Ala; il 6 a Brentonico; il 7 va a far
parte, nel settore Baldo, delle truppe del presidio Grogolli,
occupando i trinceramenti di q. 576 in sostituzione del I/41°, ivi
rimane sino alla fine dell'anno.
ANNO 1917
Se si eccettui un turno di lavori trascorso sulla seconda linea da q.
985 a Doss del Remit e la caduta di grosse valanghe, non si
verificano durante l'inverno avvenimenti degni di rilievo. Ai primi
di luglio il battaglione lascia le posizioni occupate e per Ala - S.
Margherita va a rilevare il III/208°, allo sbarramento Serravalle -
Fortini.
Il 26 agosto si porta a riposo a Prabubolo Alto, ed il 15 settembre è
a Sdruzzinà per muovere alla volta della regione Filippini (Grigno).
Dal 17 al 21 è alla dipendenza del 15° gruppo alpini.
Il 22 per Fiera di Primiero e S. Martino di Castrozza si reca a
sostituire il XX battaglione bersaglieri sulle posizioni del M.
Colbricon.
Ai primi di novembre, in seguito agli avvenimenti svoltisi durante
l'ultima decade di ottobre sulla fronte della 2a armata, anche le
truppe della 17a divisione ripiegano per portarsi sulle nuove linee
ed il "Val Maira" scende il giorno 3 a Fiera di Primiero,
iniziando il movimento.
Lungo la marcia, presidia successivamente le posizioni di passo
Alvise e di passo di Finestra, supera faticosamente tra violenta
bufera M. Grappa e giunge l'11 novembre a Crespano; due giorni dopo,
unitamente al "Val Cenischia", costituisce riserva del
XVIII corpo d'armata.
Assegnato alla 56a divisione, il 14, va ad occupare la linea M.
Spinoncia, Porte di Salton - q. 1213 (esclusa) e lavora alacremente
per la sistemazione difensiva, inviando pattuglie in ricognizione.
Dopo altri spostamenti dei dipendenti riparti, il 26 novembre il "Val
Maira" è alla testata di val Calcino unitamente al "M.
Pavione" (11° gruppo). Le artiglierie nemiche compiono in
questi giorni tiri di aggiustamento sulle nostre posizioni ed il
mattino dell'11 dicembre la linea Col dell'Orso - Punta Brental è
avvolta in poche ore in una nube di fumo, prodotta dallo scoppio di
innumerevoli proiettili che scavano palmo a palmo il terreno
d'attacco.
Particolarmente intenso, tambureggiante si abbatte l'uragano di ferro
su q. 1601 del Solarolo ed in fondo val Calcino; verso mezzogiorno
forti colonne nemiche incitate dalla speranza di raggiungere la
pianura, urtano contro la linea Col dell'Orso - Solarolo (q. 1601) e
contro il M. Spinoncia.
Arrestata nel primo tratto, la marea nemica gravita allo Spinoncia;
l'esile barriera è presto travolta, mentre la furia nemica si volge
in val Calcino sul centro e sulla destra del "Val Maira".
Aggrappati alle difese, presi d'infilata e si schiancio dalle
raffiche violente delle mitragliatrici, piazzate sui pendii e fra le
rocce dello Spinoncia, i riparti del battaglione e la 95a del "M.
Pavione" contendono il passo al nemico.
Per tre volte in furiosi corpo a corpo il saliente di M. del Tas è
perduto e riconquistato e di nuovo perduto.
Nelle prime ore del 12 dicembre col favore di densa nebbia, si cerca
di effettuare un'operazione di sorpresa contro lo Spinoncia, ma le
pattuglie di avanguardia del "Cividale", avvistate dalle
vedette nemiche e fatte segno al loro fuoco, devono arrestarsi.
Il "Val Maira", dopo aver tentato di far volgere di nuovo
la sorte in suo favore al saliente del Tas, deve sottostare a nuovi
assalti che durante l'intera giornata si succedono senza tregua. Ha
già assorbito il "M. Pavione", due compagnie del 53° e
riparti d'assalto, ma non basta; la situazione è sempre critica.
Un nuovo tentativo contro lo Spinoncia subisce medesima sorte del
precedente.
Il mattino del 13 il bombardamento riprende violento investendo tutto
il tratto di fronte che da Stalla Col dell'Agnello per M. Solarolo
discende in val Calcino mentre grandi masse procedono verso il
Solarolo (q. 1601), M. Fontanel, val Calcino.
I battaglioni Arvenis, Feltre, Val Camonica si sostengono sulle
posizioni; a M. Fontanel il "Val Cenischia" semidistrutto
ed in parte tagliato fuori è costretto a ritirarsi sulle pendici di
M. Valderoa. In val Calcino il "Val Maira", il "M.
Pavione" e gruppi del 53° fanteria si accaniscono per l'intera
giornata in combattimenti corpo a corpo strappando volta a volta alle
truppe d'assalto avversarie il poco terreno conquistato; la 218a è
ridotta ad un minuscolo manipolo: un ufficiale, venticinque uomini. I
feriti rimangono al loro posto di combattimento ed i cadaveri dei
caduti servono di trincea ai superstiti, ma all'imbrunire, minacciati
di aggiramento ha inizio il ripiegamento.
I riparti, apertosi un varco tra le file del nemico che già ha
postato parecchie mitragliatrici a tergo della nostra linea, si
ritirano per la val Calcino, riunendosi a Cason del Sol.
Centocinquanta sono i rimasti del "Val Maira".
L'olocausto del battaglione è consacrato dalle significative parole
che il 15 dicembre lo additano all'ammirazione dell'esercito intero:
"....ed il "Val Maira" che nel fondo di Val Calcino
sbarrando la via al nemico col glorioso sacrificio, ha affermato
ancora una volta l'eroico motto: "di qui non si passa"
insegna e vanto degli alpini nostri....".
Una medaglia d'argento gli sarà più tardi decretata.
Il 15 il "Val Maira", il "Val Cenischia" ed il
"Val Camonica", formano rispettivamente le compagnie: 219a,
236a, 250a. Queste, riunite, assumono la denominazione di "Val
Maira provvisorio". Il 17 il battaglione va a rilevare in
regione Col dell'Orso il II/46°; vi si trattiene un sol giorno, poi
scende di nuovo nei pressi di Cason del Sol, per trasferirsi il 19 a
sud di Paderno d'Asolo, dove, rinsanguato da nuovi complementi, si
riorganizza su tre compagnie mentre la 236a e la 250a lo abbandonano.
Istruzioni e riposo riportano ben presto in completa efficienza il
"Val Maira" che fino al termine dell'anno sosta nella
stessa dislocazione.
ANNO 1918
Trasferitosi il 1° gennaio a sud - est di Onè ed il 27 nella conca
di S. Liberale, raggiunge il giorno seguente il vallone Boccaor ed a
sera occupa il costone sud orientale del M. Valderoa nel tratto di
linea che dai pressi di q. 1570 raggiunge il fondo di val Calcino.
Vi si trattiene fino al 13 febbraio allorchè scende a riposo a
Pradazzo d'Asolo.
Dopo altri due turni di trincea, trascorsi, il primo, nelle note
posizioni del M. Valderoa (28 febbraio - 12 marzo) ed il secondo
sulla fronte q. 1676 del Solarolo - Stalla Col dell'Agnello (28 marzo
- 15 aprile), il battaglione trasferitosi il 22 maggio a Bassano, il
29, parte in ferrovia da Fontanaviva, arriva a Tirano ed il giorno
seguente a Grossotto.
Destinato in val Camonica (Tonale), viene trasportato su autocarri
nella valle delle Messi per compiervi lavori stradali. Il 10 giugno
si sposta di nuovo, le compagnie 217a e 219a si portano sulla linea
che da Punta di Montozzo va fino a q. 2733 e la 218a in quella Case
Pirli - Punta delle Graole.
Trascorso un breve periodo di riposo (20 giugno - 1° luglio) a valle
delle Messi, il battaglione fa ritorno alle note posizioni,
eccettuata la 218a che fin dal giorno 3 trovasi a rifugio Gavia a
disposizione della 75a divisione.
All'infuori di vivaci duelli delle artiglierie e di uno spostamento
della 218a che si porta sull'Albiolo, nulla d'importante si verifica
fino alla metà di agosto, quando cioè il battaglione prende parte
attiva alle operazioni che la 5a divisione va svolgendo nella zona
del Tonale ed in val di Genova. Sceso il 22 ancora in val delle
Messi, il 4 settembre è al rifugio Gavia a disposizione del 15°
gruppo alpino.
Disloca i suoi riparti sulle posizioni di Punta Pedranzini, Cima
Dosegù, q. 3276, passo della Sforzellina, e si fraziona tra il 22 e
il 23 a Savillasca e Fumero.
Durante l'ultima vittoriosa offensiva, destinato l'11° gruppo del
quale il battaglione fa parte, in val Giudicarie, il "Val Maira"
si sposta a Vobarno, si concentra il 2 novembre col "Val Tanaro"
e col "Val Cenischia" a Storo, poscia, avendo le truppe
della 4a divisione infrante le difese nemiche di val Chiese, marcia
celermente su Tione. Prosegue il 4 con altre truppe per la val
Rendena, e, pervenuto a circa due chilometri dalla località S.
Antonio, è raggiunto dalla notizia dell'armistizio.
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