Monte Fior 1916
Uno degli episodi più drammatici della Strafexpedition (o Battaglia degli Altipiani / Battaglia di Asiago), l’offensiva austro-ungarica lanciata il 15 maggio 1916 sul fronte italiano.
Cos’era la Strafexpedition?
Dopo l’entrata in guerra dell’Italia nel maggio 1915 (a fianco dell’Intesa), l’Austria-Ungheria decise di lanciare una grande offensiva punitiva dal Trentino verso la pianura veneta.
L’obiettivo strategico era sfondare il fronte italiano sull’Altopiano di Asiago, raggiungere Vicenza e Bassano e minacciare Venezia e Padova, costringendo l’Italia a chiedere la pace.
Comandata dal generale Conrad von Hötzendorf, fu una delle offensive più violente del fronte italiano.
La situazione sul Monte Fior e zone limitrofe
Dopo i primi successi austro-ungarici (caduta di Asiago e Gallio tra il 28 e 30 maggio), gli italiani si ritirarono sulle linee difensive più arretrate.
Il Monte Fior, il Castelgomberto, il Monte Spil, il Monte Miela e le Melette divennero il baluardo estremo della resistenza italiana sull’Altopiano.
Momenti chiave
28 maggio – primi giorni di giugno 1916: Fase di arretramento italiano e primi violenti attacchi austro-ungarici.
5-8 giugno 1916: Momento culminante della battaglia su questo settore.
Truppe italiane (soprattutto Alpini del Gruppo di Foza – tra cui battaglioni Val Maira, Monviso, Morbegno – e la leggendaria Brigata Sassari) opposero una resistenza feroce.
Il 7-8 giugno gli austro-ungarici (in particolare reparti bosniaci e stiriani) riuscirono a conquistare temporaneamente il Monte Fior e il Castelgomberto dopo combattimenti corpo a corpo estremamente sanguinosi.
Esito della battaglia
Nonostante la conquista temporanea di queste vette, l’offensiva austro-ungarica si esaurì proprio qui. La tenace difesa italiana impedì lo sfondamento verso la pianura. Pochi giorni dopo, a causa della grande Offensiva Brusilov lanciata dai russi sul fronte orientale (4 giugno), gli austriaci furono costretti a trasferire truppe a est, interrompendo l’attacco.
La Strafexpedition terminò ufficialmente a metà giugno 1916 con un fallimento strategico, anche se costò carissime perdite a entrambi gli eserciti (soprattutto italiani).
Perché è ricordata?
Per il valore dimostrato dagli Alpini e dai fanti della Sassari in condizioni estreme (alta quota, artiglieria pesante, combattimenti ravvicinati).
È uno dei luoghi simbolo della Grande Guerra sull’Altopiano di Asiago, insieme a Monte Cengio, Lemerle, Sisemol ecc.
Lo scrittore Emilio Lussu (ufficiale della Brigata Sassari) ambientò gran parte del suo capolavoro Un anno sull’Altipiano proprio in questi luoghi.
Fonte: WW1 Front Line 3D - Italian Front

Commenti
Posta un commento