Il significato del dubbio nella nostra pratica quotidiana

Nel Buddismo di Nichiren Daishonin si parla dell’importanza di recitare Daimoku con una mente libera dai dubbi per poter risolvere un problema o una sofferenza che stiamo affrontando. Infatti Nichiren Daishonin afferma:  
«Sebbene io e i miei discepoli possiamo incontrare varie difficoltà se non nutriamo dubbi nei nostri cuori raggiungeremo naturalmente la Buddità» (RSND, 1, 200)  
Da questa frase tratta dal Gosho L’apertura degli occhi, si intuisce l’importanza di non nutrire dubbi nel proprio cuore quando si recita Daimoku per realizzare delle grandi trasformazioni e vittorie personali. Ma quanto è difficile continuare a praticare quando i dubbi sono così forti da non permetterci di distinguere la realtà dall’illusione! A tale proposito il Daishonin scrive:  
«Quando la pratica progredisce e aumenta la conoscenza, i tre ostacoli e i quattro demoni emergono facendo a gara per interferire. Non dovete farvi influenzare né spaventare da loro. Se vi fate influenzare, sarete trascinati nei sentieri del male. Se vi fate spaventare, vi sarà impedito di praticare il corretto insegnamento» (RSND, 1, 437)  
Questo significa che più avanziamo nella nostra pratica e nella nostra rivoluzione umana, più gli ostacoli – che si possono manifestare anche attraverso l’emergere di dubbi rispetto al potere del Daimoku e alla validità del Buddismo – sorgeranno per farci smettere di praticare. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin, infatti, spesso si parla di “esercito dei demoni”, ossia tutti quegli ostacoli che ci spingono ad allontanarci dal sentiero corretto che stiamo portando avanti: ovvero una pratica sincera, coraggiosa e determinata. Uno di questi “demoni” è proprio il dubbio che si insinua nella nostra mente, portandoci a volte a isolarci, a lasciare che sia proprio il dubbio a controllare la nostra vita, la nostra mente, la nostra fede.
NR 867 

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