Il drammatico contrasto tra l'istinto di sopravvivenza e la scoperta della morte evidenzia in modo crudo la realtà della guerra di trincea

"L’acqua a volte mancava, ed un giorno che avevo una sete da morire, pensai di bere quella del fiume, che vedevo scorrere limpida ed allettante.
Tanto, mi dissi, il tifo l’ho già avuto una volta.
M’appressai ad un pilone e stando defilato alla vista ed al tiro nemico, mi abbeverai tirando su l’acqua colle palme delle mani.
Dopo aver bevuto m’ero alzato soddisfatto e mi venne di guardare, allungando il collo, appena dietro il pilone. Mi sentii sconvolgere per quello che vidi.
C’era riverso un cadavere. Mi venne la nausea. E per tutta la giornata rimasi con la bocca amara e lo stomaco rivoltato".
Antonio De Maria, Piave, febbraio 1918

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