Venezia FC: Il Gazzettino - Ora erve un Penzo caliente -
La nona di Zanetti (nel senso di nona formazione diversa in altrettante partite di campionato), non era un inno alla gioia, si era detto alla vigilia. Certo il tecnico del Venezia sperava non si trasformasse in un inno funebre, come quello sentito nel secondo tempo con il Sassuolo, quando la sua squadra si è letteralmente sciolta, una volta fattasi male da sola con l'autogol di Henry, deponendo anzitempo le armi e incassando la quinta sconfitta dopo tre risultati utili di fila.
Sconfitta frutto della concomitanza di tre fattori, tutti a loro modo decisivi. Primo: l'assenza di alcuni uomini chiave come Aramu, Johnsen e Vacca, a cui si è aggiunta quella di Busio, infortunatosi dopo pochi minuti e uscito al 45'. Secondo: la mancanza di seconde linee all'altezza, almeno per quanto visto sino ad oggi (Peretz ha fallito nuovamente, Sigurdsson ancora non pervenuto anche per problemi fisici, Tessmann buono a portare acqua a centrocampo, ma niente più): non a caso nella ripresa i problemi maggiori sono venuti a centrocampo, incapace di sostenere il tridente d'attacco, che pure aveva funzionato nel primo tempo (anche se Kiyine non ha certo le caratteristiche di Aramu) e soprattutto di trovare aggressività e spaziature giuste per contrastare le offensive avversarie. Tanto che si è rivisto il solito gol arrivato da una percussione centrale, che era stato il cruccio di inizio stagione a cui Zanetti aveva dovuto porre rimedio. Terzo e ultimo, va detto, il maggior tasso tecnico del Sassuolo, che non a caso vanta due campioni d'Europa come Berardi e Raspadori, sabato i migliori in campo per i neroverdi, e soprattutto maggiore esperienza nella gestione del possesso palla e del fraseggio una volta ribaltato il match.
Gli 8 punti che entrambe vantavano prima del match erano perfettamente giustificati per il Venezia, ma non certo per gli emiliani di Dionisi. E sabato il campo ha impietosamente mostrato perché, come riconosciuto, con la solita onestà intellettuale, dallo stesso Zanetti. Detto che deprimersi davanti a una sconfitta per certi versi ineluttabile non ha alcun senso (anche perchè la classifica resta in sostanza immutata, visto dietro hanno perso tutte, tranne la Samp), la mente in casa lagunare è già rivolta al match di domani con la Salernitana, classica partita in cui i punti valgono doppio, perchè c'è l'opportunità di assestare un colpo micidiale ad una diretta concorrente per la salvezza.
NIEDERAUER
Per questo a suonare la carica arriva anche il presidente lagunare Duncan Niederauer, che ha annunciato il suo rientro dagli Usa per stare vicino alla squadra in un momento che potrebbe rivelarsi decisivo, visto che dopo la Salernitana domenica c'è un altro scontro diretto con il Genoa a Marassi. «Sabato abbiamo perso contro una squadra forte come il Sassuolo - dice Niederauer - ora, in questa settimana, ci aspettano due partite importanti, ed io sarò con la squadra in entrambe le occasioni. Dobbiamo ricordarci che solo 3 delle nostre 9 partite sono state giocate in casa fino a questo momento, ed in campionato abbiamo conquistato 8 punti, 4 in casa e 4 in trasferta. Siamo dove speravamo di essere e a parte la sconfitta contro lo Spezia, nella quale avremmo meritato almeno un punto, ritengo che non ci si possa lamentare delle performance della squadra nelle prime nove partite. Contro il Sassuolo, 8 dei nostri 11 titolari erano giocatori arrivati quest'estate, così come 3 dei 5 subentrati; inoltre va detto che ci sono mancati alcuni giocatori importanti. Dati questi cambiamenti, sono molto felice di come i ragazzi stanno crescendo insieme e sono orgoglioso di come Zorro (il soprannome che il presidente ha dato a Zanetti, ndr) li sta gestendo».
OTTIMISMO
Insomma, parole condite dal tipico ottimismo made in Usa, dove si è poco inclini a guardare il bicchiere mezzo vuoto, preferendo concentrarsi sulla metà piena. Con un chiaro invito anche ai tifosi farsi ancora più vicini al Venezia: «Il sostegno dei tifosi contro la Fiorentina ha fatto la differenza, spero davvero che tutti i nostri supporters continuino a venire allo stadio per sostenerci, abbiamo bisogno di voi! Possiamo fare del Penzo un punto di forza per i nostri ragazzi, e martedì sera per noi una partita davvero importante. Ci vediamo al Penzo».
Dove soprattutto Zanetti spera di rivedere anche Aramu, che ha smaltito la febbre, e possibilmente Busio, le cui condizioni dopo la botta alla caviglia saranno valutate oggi, dopo la rifinitura a Sant'Elena: aspettando la sosta per il rientro di Johnsen e Vacca, sarebbe già qualcosa per rivedere il Venezia il più possibile vicino a quello ideale.
Marco Bampa
Salernitana e Genoa, due squadre in crisi di risultati
Se il Venezia non ride, Salernitana e Genoa comunque piangono. È un momento nerissimo quello attraversato dalle due prossime avversarie, entrambe alle spalle (seppur di poco) degli arancioneroverdi avendo vinto finora una sola volta in nove giornate. Scioccante soprattutto il 4-2 incassato sabato dalla Salernitana nel faccia a faccia tra neopromosse con l'Empoli, davanti agli oltre 11mila dell'Arechi nel match del ritorno di Stefano Colantuono in panchina dopo l'esonero di Fabrizio Castori (fatale il ko di La Spezia). Clamoroso soprattutto il punteggio di 3-0 a favore dei toscani di Aurelio Andreazzoli dopo neanche un quarto d'ora di gioco, in virtù dei gol degli attaccanti nostrani Pinamonti (2') e Cutrone (11') seguito dalla sfortunata e maldestra autorete del centrale difensivo Strandberg. Allo scadere del primo tempo l'Empoli ha calato il poker con Pinamonti su rigore, dopodiché nella ripresa la Salernitana ha sicuramente cambiato volto senza però riuscire a scalare una montagna ormai inaccessibile.
I granata hanno perso 7 delle prime nove partite (battendo 1-0 proprio il Genoa e pareggiando 2-2 col Verona, sempre in casa) e, a dirlo è lo storico della Serie A, quattro delle ultime cinque squadre con almeno sei sconfitte a questo punto del campionato sono poi retrocesse (unica eccezione la Sampdoria 2019/20). Tuttavia, vista con gli occhi del Venezia, non è passato inosservato il campionissimo francese Franck Ribery che a 38 anni suonati la letteralmente preso per mano i compagni nel secondo tempo.
Per l'ex Bayern Monaco, nel dettaglio: assist al 3' per il gol dell'1-4 di Ranieri, al 10' cross per il colpo di testa di Strandberg salvato sulla linea di porta da Luperto; all'11' assist per Kastanos il cui diagonale si stampa sul palo con l'empolese Ismajili a firmare l'autorete del 2-4. E ancora, al 20' palla sulla testa di Simy bloccato dall'ex lagunare Vicario, infine al 45' percussione a sinistra cross dal fondo per l'incornata di Djuric respinta ancora da Vicario sulla linea. Il Venezia insomma è avvertito.
IN CRISI
Decisamente male se la passa anche il Genoa, per quanto vivo avendo segnato due reti sia nel pareggio in rimonta col Sassuolo, sia nel 3-2 incassato venerdì a Torino.
Sulla graticola e (di nuovo) a rischio esonero l'allenatore Davide Ballardini, tanto che la dirigenza avrebbe già contattato (invano) Gattuso e starebbe pensando a Liverani, Maran e Nicola per la sostituzione. «Sono arrabbiatissimo, conosco i giocatori che abbiamo lo sfogo di Ballardini a Dazn dopo l'ennesima sconfitta, sinonimo di penultimo posto Ci alleniamo, facciamo tanta fatica durante la settimana, poi gli errori compromettono la partita.
Sono arrabbiato anche con me stesso, preoccupato mai. Abbiamo avuto due occasioni in più del Torino, ma non possiamo accontentarci della prestazione». (M.Del.)
OKEREKE GIÀ PROTAGONISTA
Dopo tante meteore, ora il Venezia sembra aver pescato bene tra i talenti nigeriani. Vedi Tyronne Ebuehi, terzino destro 25enne negli ultimi 180' titolare al posto di Mazzocchi sotto contratto coi portoghesi del Benfica e giunto in prestito (con obbligo di riscatto in caso di salvezza) dopo il Twente nell'Eredivisie olandese. Ma soprattutto vedi David Chidozie Okereke, al quale poche presenze sono bastate per diventare un beniamino e meritarsi grazie alla prodezza di Empoli quel coro Se segna Okereke diventato ormai una hit tra i tifosi. E il suo secondo gol, in effetti, il 24enne attaccante di proprietà del Bruges (in laguna in prestito con diritto di riscatto) l'ha messo a segno due giorni fa sul campo del Sassuolo, un tiraggiro degno del napoletano Insigne che purtroppo ha illuso per appena 5', prima di incassare la tripla rimonta emiliana.
«Il Sassuolo è una grande squadra, palleggia bene e quando ha alzato il ritmo siamo andati in sofferenza la franca ammissione del numero 77 arancioneroverde Partita dopo partita stiamo crescendo, dobbiamo affrontare una gara alla volta ed è necessario studiare gli errori commessi per cercare di migliorarci. L'obiettivo è la salvezza ma cerchiamo di raccogliere il più possibile e vedremo alla fine dove saremo. Sto crescendo? Personalmente mi trovo benissimo con tutti i miei compagni in attacco, chiunque siano gli interpreti scelti da mister Zanetti».
Con l'assenza di Johnsen probabilmente fino a metà novembre, Okereke può scorgere un ampio utilizzo. E fin d'ora è facile prevedere che sarà tutt'altro che secondaria la sfida a distanza con il suo connazionale Nwanko Simy, il totem 29enne di 198 centimetri che dopo i 20 gol di Crotone (non sufficienti per salvare i calabresi in A) si è sbloccato quest'anno solo nel recente ko con lo Spezia.
PIU' BASSI CHE ALTI
Quelli fatti registrare dai calciatori nigeriani con la maglia del Venezia. Okereke è già riuscito a fare meglio di Kenneth Zeigbo, classe '77 acquistato dall'allora ds Gianni Di Marzio per affrontare la Serie A 1998/99. Il buon Kenneth, falcidiato dagli infortuni, collezionò due sole presenze (a firmare la salvezza furono Maniero, Recoba e Tuta, mentre altro oggetto misterioso fu il ghanese Ahinful) e tre nella B 2002/03 senza più riavvicinare i fasti del Legia Varsavia.
Sempre nei primi anni 2000 dalla Primavera sfiorarono la prima squadra il portiere Adeniyi Saula e la punta Razaq Ishola (30' complessivi in Coppa Italia contro Treviso e Modena) che il tecnico uruguagio Ribas aveva ribattezzato addirittura pantera. In precedenza nel 2002 un gettone per l'ala destra Kolawole Agodirin tuttora a 38 anni nell'Eccellenza pugliese dopo tanta Serie C inserito da Bellotto per 8' al posto di Fantini in un derby di Coppa Italia perso 2-1 al Penzo col Vicenza. Non dai Dal Cin bensì dalla Roma era stato scoperto invece Akande Ajide, punta tascabile prestato dal club giallorosso in laguna (5 impalpabili comparse nella B 2004/05, sparendo già a novembre).
Dal Palermo era arrivato poi John Olufemi, attaccante in campo 6 volte in quella stessa sciagurata annata ma che l'unico gol in arancioneroverde lo segnò in C2 nel 2005 fortunosamente con le natiche, a terra nell'area piccola spalle alla porta in un derby col Bassano prima di svernare in Svizzera come Ajide. Stringi stringi dunque, prima di Okereke, il miglior nigeriano a Venezia era stato nettamente Francis Kelechi Ibekwe. Il quale, dopo aver esordito in B nella a suo modo famosa rissa di Bari col Messina firmata Soviero-Maldonado, festeggiò 8 volte con la sua capriola le reti messe a segno in 38 gare tra C2 e C1. Compreso l'1-1 di Sesto San Giovanni che nel 2009 regalò una vana salvezza pre-fallimento.
Marco De Lazzari
Il Venezia Primavera si riscatta a metà
Al Venezia l'operazione riscatto riesce solo a metà. Il pareggio per 1-1 con il Cittadella, peraltro raggiunto in rimonta nel finale, non è senza dubbio risultato sufficiente per cancellare il pesante 4-1 incassato in casa dell'Udinese. Dopo la sconfitta con i friulani Soncin conferma Arvidsson (non bene nel precedente match) tra i pali, in difesa tornano titolari Palsson e Peixoto, a centrocampo de Vries dal turno di squalifica, mentre davanti c'è Sandberg per Jonsson. Ancora in esilio al Biotto di Campagna Lupia in attesa di rientrare a Mestre (l'auspicio del club è a novembre) nel rinnovato Taliercio, i lagunari nel primo tempo recriminano per la traversa colpita da Pecile, insistendo anche nella ripresa alla ricerca di quel vantaggio che invece trovano i padovani. Pilotto dagli undici metri batte Arvidsson a poco più di un quarto d'ora dal termine, il tempo è poco ma la reazione del Venezia c'è e si concretizza a 10' dal termine con un provvidenziale palo-gol di Mozzo. Gli altri risultati della sesta giornata: Alessandria-Como 1-1, Brescia-Cremonese 1-1, Monza-Reggiana 3-0, Parma-Vicenza 3-3, Pordenone-Udinese 0-4, ha riposato Virtus Entella. La classifica del girone A del campionato Primavera 2: Parma, Udinese e Monza 13, Brescia 11, Virtus Entella 10, Venezia 9, Cremonese e Vicenza 8, Cittadella 5, Pordenone 4, Como 2, Reggiana e Alessandria 1. Nel prossimo fine settimana gli arancioneroverdi osserveranno il turno di riposo, ripartendo sabato 6 novembre in trasferta ad Alessandria, una delle nuove avversarie di questa stagione al momento sul fondo con la Reggiana. (M.Del.
Venezia, un errore fatale
Un'incomprensione tra il portiere Italiano e la lituana Zizyte costa caro al Venezia Fc Women. Le arancioneroverdi cadono a Bressanone col minimo scarto, un 1-0 per un pasticcio evitabile in avvio di ripresa, sufficiente a scivolare inaspettatamente già a -5 dalla vetta dopo tre sole giornate di Serie C. Davanti a tutti assieme al Riccio c'è proprio il Brixen Obi, avversaria che si sapeva esser ostica soprattutto tra le mura amiche. Venezia pericoloso al 20' sull'asse Govetto-Zuanti che spreca in area, poi ci prova Mantoani ma al 30' Italiano viene salvata dal palo sulla punizione di Nischler. Al rientro in campo il vantaggio brissinese, Zuanti e Mantoani non hanno la stessa fortuna e alla mezzora è la traversa a strozzare l'urlo di gioia di Stefanello per il possibile pareggio che non arriva.
Domenica prossima operazione riscatto in casa della Triestina, derby triveneto anteprima del dentro-fuori di Coppa Italia prima di Natale. Gli altri risultati: Atletico Oristano-Accademia Spal 2-2, Riccione-Padova 3-1, Portogruaro-Isera 3-0, Trento-Triestina 4-0, Vicenza-Jesina 3-0, Vis Civitanova-Mittici 0-1. La classifica del girone B: Riccione e Brixen Obi 9, Vicenza, Trento e Vfc Venezia 7, Venezia Fc Women, Portogruaro e Oristano 4, Spal, Padova, Jesina, Bologna e Mittici 3, Triestina 1, Isera e Vis Civitanova 0. (M.Del.)

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