Venezia FC: Il Gazzettino Slittano i progetti con la Cina - Poggi "Continueremo a seminare"
Negli ultimi tre anni, in veste di responsabile dei progetti internazionali del Venezia, ha esportato il brand arancioneroverde a varie latitudini con un particolare occhio di riguardo proprio per la Cina.
Rapporti e contatti che Paolo Poggi continua ogni giorno a coltivare, forzatamente a distanza ora che il coronavirus è diventato in Italia il mostro da combattere, tanto da costringere tutti i cittadini a chiudersi tra le mura casa per evitare un contagio che non ha risparmiato nemmeno il pallone.
«Il mio parere è che il calcio sia stato fermato troppo tardi, in totale controtendenza con ciò che stava succedendo intorno la voce del 49enne dirigente veneziano Un fatto grave, non penso dovuto a interessi economici, ma al disinteresse nei confronti degli altri intesi come giocatori, tecnici, giornalisti e via dicendo.
Questo modo di fare mi ha fatto davvero arrabbiare, il primo pensiero non può essere altro che tutti stiano bene, ora è fondamentale essere rispettosi verso gli altri salvaguardando sé stessi».
Smessi i panni del calciatore nel 2009, l'ex attaccante vive a stretto contatto la quotidianità del team arancioneroverde. «Staff e giocatori ce l'hanno sempre messa tutta con la massima professionalità, inevitabilmente però non fai il tuo lavoro al 100% della concentrazione. Ti alleni perché la palla rotola, ma sei distratto da ciò che senti, giochi ma un attimo dopo temi il contagio.
TEMPI
Non capisco come si possa pensare che il 3 aprile sia finito tutto e si ricominci. Se vogliamo che i rischi passino è giusto prendere tutto il tempo che serve, senza pensare ai risultati. Ci sarà sempre chi si arrabbierà, ma se davvero la priorità è la salute allora non ce n'è alcun motivo. Va da sé, mi auguro che i campionati ripartano perché significherebbe che il problema si è risolto, ma la vedo poco realistica». Quanto al suo filo diretto con la Cina? «Ora sono gli amici cinesi a chiedere come stiamo, la situazione si è rovesciata e mi rendo conto che noi italiani ci siamo preoccupati meno di quanto loro non facciano verso di noi. Quello dei cinesi è un affetto sincero perché gli italiani si sono sempre comportati bene, con rispetto per la loro cultura e storia. Hanno grande considerazione per cosa abbiamo portato, non mi stupisce ci stiano mandando medici e materiali.
Personalmente mi sento ancora più vicino a loro, ma anche ai coreani che a Daegu hanno avuto momenti abbastanza difficili». I progetti del Venezia in Cina? «Abbiamo seminato a Suzhou, Shanghai, Yixing e Chengdu, zone meno colpite rispetto a Wuhan e in percentuale anche meno dell'Italia. Chiaramente osservano ancora i protocolli sanitari, siamo d'accordo di risentirci e concordare nel momento più favorevole come far ripartire il nostro tavolo di lavoro, in particolare col comune di Suzhou e alcune società locali. Tra giugno e luglio avremmo dovuto sviluppare altra attività nel distretto di Gusu con bambini e allenatori come due estati fa, tutte solo rimandate. Se ci sarà ancora da pazientare facciamolo, l'importante è uscirne».
Marco De Lazzari
Pordenone-Venezia, il derby si gioca sui social
Non potendolo fare alla Dacia Arena di Udine Venezia e Pordenone hanno simpaticamente dato vita a distanza e in forma inedita al derby del Triveneto di Serie B. In modo fantasioso e che ha strappato sorrisi ai tifosi orfani del calcio giocato, i leoni arancioneroverdi e i ramarri neroverdi si sono sfidati ieri sera sul prato verde dei social network. I due club si sono virtualmente dati la mano, aderendo alla campagna #DistantiMaUniti che sta coinvolgendo gli atleti di tutti gli sport, in questo momento azzerati dall'allarme-coronavirus. Annunciato dai tipici post del matchday che scandiscono l'avvicinamento al fischio d'inizio di ogni gara, il derby ha avuto come uomini copertina i rispettivi bomber, per il Venezia Samuele Longo e per il Pordenone quel Luca Strizzolo che il 29 ottobre scorso al Penzo aveva risolto la gara al 93' dopo il botta e risposta Capello-De Agostini. La sfida è poi proseguita coinvolgendo altri calciatori, partendo dai due capitani Marco Modolo e Mirko Stefani che hanno introdotto la sequenza di video girati dai rispettivi compagni di squadra tra le mura domestiche. Così Mattia Aramu ha fronteggiato Simone Pasa nel rifacimento dei propri letti, Michele Cremonesi e Gianvito Misuraca hanno mostrato i muscoli cimentandosi nel sollevamento figli, mentre Antonio Luca Fiordilino e Michele De Agostini hanno inseguito la stiratura perfetta della loro maglia da gara. (M.Del.)

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