Venezia FC: Il Venezia in A per restarci

"Rieccol...A" cantano in estasi i tifosi veneziani assiepati al Picco, teatro dell'ultimo atto di una recita perfetta. Iniziata ad agosto, con ancora nel cuore la delusione di una cocente retrocessione. E conclusa in gloria dopo una cavalcata inarrestabile. Il Venezia torna in serie A dopo un solo anno tra i cadetti e un campionato dominato in classifica (vetta conquistata a gennaio e mai lasciata) e dominante nel gioco, a giudizio unanime il migliore mostrato sul campo.
Nonostante la strenua resistenza di Monza (crollato sul più bello aMantova) e Frosinone , a sua volta ad un passo dalla promozione, che hanno spinto la squadra lagunare a dare il massimo sino all'ultimo tornante della scalata. Fino a giocarsi la carta decisiva a La Spezia, dove alla fine è sufficiente un pareggio per dare il via ai festeggiamenti con 90' di anticipo sulla fine del campionato. 
Non senza quache batticuore, ma si sa che la B è sempre imprevedibile: lagunari in avanti 2-0 (con un calcio di rigore sbagliato da Yeboah, autore del primo gol) e rimontati al 90' dai liguri, ultimi e in odor di retrocessione, rimasti in dieci da fine primo tempo, ma comunque promossi grazie al Mantova, capace di piegare al fotofinish il Monza: fosse finita pari tra virgiliani e brianzoli, il Venezia avrebbe dovuto giocarsi tutto all'ultima giornata, venerdì sera in casa col Palermo dei grandi ex, Pippo Inzaghi e Pohjanpalo. Pericolo evitato, meglio così.
E del resto sarebbe stato paradossale non poter celebrare la scalata alla serie A dopo aver raccoltoqualcosa come 79 punti (con 23 vittorie), frutto del miglior attacco (75 gol) e della seconda miglior difesa (31), in un campionato incredibilmente livellato verso l'alto: mai infatti era successo nelle precedenti 59 stagioni che non ci fosse una squadra promossa a due giornate dalla fine, nè che ci volessero così tanti punti per essere certi dalla salita nella massima serie. 
Una promozione fortemente voluta dalla proprietà made in Usa, costruita a tavolino dalle abili mani di Filippo Antonelli. Il direttore generale che ha azzeccato gli acquisti giusti (Adorante su tutti, decisivo con i suoi 17 gol) e ridato stimoli ad una squadra che doveva liberarsi da una deludente retrocessione e ripartire con nuovo slancio. E soprattutto messa nelle mani di un tecnico vincente come Giovanni Stroppa, alla quarta promozione in A con quattro squadre differenti in sole sei stagioni, che ha dato agli arancioneroverdi gioco, organizzazione e una fisionomia a sua immagine e somiglianza. "E' stata una grandissima cavalcata, cominciata dal primo giorno in cui sono arrivato a Venezia" dice raggiante il tecnico. "Ho avuto subito a sensazione di un gruppo mentalizzato e che non vedeva l'ora di essere allenato da me, lo dicoanche con un pizzico di presunzione. Ma abbiamo lavorato e creduto tutti i giorni nell'obiettivo. I giocatori hanno fatto cose straordinarie, sarebbe stato ingiusto non poter vincere un campionato giocato in questa maniera: non ricordo gare dove la squadra non abbia meritato il risultato".
Il Venezia in serie A ripartirà da lui, visto che, con la promozione, scatterà il rinnovo automatico. Anche se Stroppa si schermisce: "Lo deciderà Antonelli, non è un problema, sono molto tranquillo. In otto anni ha ottenuto 5 promozioni, con anche una finale playoff persa proprio contro il Venezia, nel caso una squadra la posso trovare. Ma la sua conferma sulla panchina lagunare è già blindata da Antonelli: "Vogliamo proseguire con lui" assicura il direttore generle, che ha ben chiaro in mente il progetto futuro per il Venezia al piano superiore: "Una volta arrivati in A vogliamo restarci, memori degli errori compiuti in passato quando forse non eravamo ancora pronti. L'obiettivo è far crescere il Venezia, anche grazie agli investimenti della proprietà americana e all'arrivo del nuovo stadio".
Servirà quindi azzeccare le mosse giuste nel mercato estivo, rinforzando la squadra dove occorre: a occhio e croce servirà un centrale difensivo, un esterno sinistro (Haps non rinnoverà) ed un altro attaccante da affiancare ad Adorante. E naturalmente confermare il nocciolo duro della squadra (Busio, K.Perez,Svoboda,Yeboah, Hainaut, Schingtienne, Stankovic), resistendo alle sirene che ronzano attorno a Doumbia, il pezzo pregiato già richiesto da alcuni club esteri a gennaio, pronti a mettere sul piatto 15 milioni di euro.
"Vedremo, avremo tempo per parlarne, intanto godiamoci questo successo, ma abbiamo le idde chiare su cosa fare" chiosa Antonelli. Del resto c'è ancora una partita da giocare ed un ultimo possibile traguardo da tagliare: "Ora vogliamo arrivare primi in classifica perchè ce lo meritiamo" lancia la sfida Svoboda, il capitano. "E anche per i nostri tifosi che ci hanno portato sulle loro spalee in serie A". A Venezia nonsono ancora stanchi di vincere. 
Fonte: Il Gazzettino di Venezia-Mestre 

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