Una profonda e amorevole partecipazione al dolore altrui, basata su una comune umanità e sul rispetto, non sulla superiorità.
Compassione,
nel senso Buddhista, significa profonda e amorevole partecipazione al
dolore degli altri.
Provare
compassione significa perciò condividere una comune umanità o
parentela, un legame tra essere viventi . Si potrebbe anche chiamare
amore, ma non è l'amore egoistico che può facilmente trasformarsi
in odio, è un amore per l'umanità che ha radici nella comprensione
della natura della vita. Potremmo anche definirlo un genuino
sentimento di solidarietà che emerge dalla comune aspirazione alla
felicità . Condividere le sofferenze degli altri si può definire
con il termine empatia. Se vediamo qualcuno che soffre, la
compassione ci spinge a tendergli una mano per aiutarlo a
condividere la sua pena. È un'emozione profonda . Provare
compassione per un'altra persona non significa guardarla dall'alto al
basso, come se fossimo in una posizione di superiorità. È un
sentimento di simpatia per l'altro in quanto essere umano come noi,
basato sul rispetto.
Discutiamo
e impariamo gli uni dagli altri perché siamo tutti esseri umani e
insieme ci sforziamo di migliorare le nostre vite.
Daisaku Ikeda BS 598

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