Omaggio ai muli della Grande Guerra
"Tre
volte cadde sulla mulattiera, poi la mitraglia al suolo l''inchiodò.
Nell''occhio spento c''era una preghiera, il conducente in pianto lo
baciò"
Umile
e generoso, forte instancabile lavoratore coraggioso, a cadere a
terra è un mulo, uno dei tanti muli che trovarono la morte nel corso
della Prima Guerra Mondiale. A baciarlo è un alpino di cui quel mulo
fu fedele compagno d''armi.
Insieme
avevano percorso sentieri impervi, condiviso silenziosamente fatiche
e rischi, sopportato con pazienza durissime privazioni. Insieme si
erano sacrificati per la Patria
Nel
corso del Primo Conflitto Mondiale si creò l''indiscutibile connubio
dei muli con i soldati e soprattutto con i servizi di artiglieria
alpina.
Durante
la Grande Guerra il mulo rappresentò l''unico mezzo di trasporto
attraverso i difficili sentieri alpini che, non a caso, continuavano
a essere chiamati "mulattiere". Autentico mezzo da
combattimento, il mulo fu fondamentale per trasportare le armi e
rifornire i reparti logistici in alta montagna. L''ultimo censimento
ne dava presenti al fronte ben 520.000 capi.
PREGHIERA
DEL MULO AL SUO CONDUCENTE
"Non
ridere o mio conducente ma ascolta questa mia preghiera. Accarezzami
spesso e parlami imparerò così a conoscere la tua voce ti vorrò
bene e lavorerò più tranquillo. Sii buono comprensivo e paziente
pensando che anche noi muli siamo di carne e di ossa. E ricorda anche
che migliaia dei miei fratelli per portare ai reparti armi e mezzi
sono morti straziati dai proiettili e dalle bombe travolti dalla
tormenta o dalle valanghe annegati nei torrenti e nel fango esauriti
dalle fatiche dalla sete e dal gelo. Ricordati mio caro conducente
che come tu hai bisogno di me io non posso fare a meno di te.
Dobbiamo quindi scambievolmente conoscerci comprenderci e volerci
bene per formare una coppia perfetta. Ricordati mio caro conducente
che come tu hai bisogno di me io non posso fare a meno di te."
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