Excelsior Thévenot P2
Fra le bombe a mano più
conosciute dagli appassionati della Grande Guerra un posto speciale
spetta alla Excelsior Thévenot P2 colloquialmente chiamata oggi,
come allora dai soldati, “signorina” o “ballerina”.
Il nomignolo si deve al
caratteristico fazzoletto in stoffa fissato al governale e che
ricordava una gonna svolazzante.
Si trattava di una bomba a mano
di origine francese e diffusissima, probabilmente, assieme alla SIPE
la più usata dal Regio Esercito.
Realizzato in ben sette varianti,
l’ordigno era costituito da un involucro a lamiera cilindrica entro
il quale si trovava una ghiera in ghisa a frattura esterna
prestabilita.
Sopra la cupola era posizionata
l’elichetta che fungeva da percussore con una coppiglia di
sicurezza.
Alla base della bomba vera e
propria il lungo manico di legno (come governale) provvisto di
sottanina di tela che serviva a dare stabilità alla traiettoria.
La bomba (di tipo difensivo) dal
peso complessivo di 600 grammi era caricata con 80 grammi di echo
(esplosivo simile all’ammonal, composto da nitrato di ammonio,
polvere di carbone e polvere di alluminio).
Il sistema di lancio, una volta
rimossa la coppiglia di sicurezza prevedeva una traiettoria molto
arcuata; l’elichetta girando rapidamente avvicinava il percussore
al detonatore che, una volta giunta la bomba a terra, vincendo la
resistenza della molla a spirale, causava lo scoppio dell’ordigno.
La bomba poteva essere lanciata
fino a 40 metri con un raggio di azione di circa 20 metri.
Ricerche sulla Prima Guerra Mondiale - Università Popolare di Mestre

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