«Dunque avevamo finalmente incontrato i nostri rivali! Per la prima volta della storia, carro affrontava carro!»
Il
primo scontro fra carri armati della storia.
24
- 25 aprile 1918 (con sviluppi fino al 27)
La
seconda battaglia di Villers-Bretonneux fu uno scontro sul fronte
occidentale della prima guerra mondiale, combattuto fra il 24 e il 25
aprile 1918 nel quadro dell'offensiva di primavera.
L'esercito
tedesco, guidato dal generale Erich Ludendorff, attaccò il villaggio
di Villers-Bretonneux come azione diversiva rispetto alla
contemporanea Quarta battaglia di Ypres, per cercare di interrompere
la linea ferroviaria Parigi-Amiens e incunearsi fra le truppe inglesi
e francesi.
Il
24 aprile, le unità tedesche sfondarono le linee britanniche e
presero il villaggio e le zone circostanti.
Tuttavia,
un contrattacco delle forze dell'Intesa guidate dal generale Henry
Rawlinson, I barone Rawlinson, iniziato nella notte del 24 e
proseguito nei giorni successivi, riuscì a riconquistare il terreno
perduto.
La
particolarità di questa battaglia fu l'impiego dei mezzi corazzati:
i tedeschi utilizzarono 13 carri A7V, mentre i britannici impiegarono
dieci tra carri Mark IV e Whippet.
Fu
proprio durante questa battaglia che ebbe luogo il primo scontro fra
carri armati della storia.
Il
24 aprile, le truppe tedesche lanciarono l'assalto al villaggio.
Le
condizioni si rivelarono favorevoli all'impiego di mezzi corazzati:
il terreno era pianeggiante, asciutto, quasi privo di trincee e
ostacoli e non troppo martoriato dai crateri delle artiglierie.
Inoltre,
quel giorno era presente nebbia, che protesse i carri
dall'artiglieria britannica.
Per
la battaglia, furono impiegati tre divisioni di fanteria e i 13 A7V
della 2. Armee, divisi in tre gruppi.
La
prima unità, composta dai carri 526, 527 e 560, supportò la 228ª
Divisione nell'assalto a Villers-Bretonneux.
L'offensiva
fu un successo: protette da proiettili fumogeni e favorite
dall'effetto sorpresa — i britannici dell'8ª divisione non si
aspettavano che i tedeschi disponessero di carri armati — le truppe
presero la città in circa tre ore.
La
seconda squadra di A7V, incaricata di supportare la 4ª Divisione
Guardie, fu divisa in due sottogruppi comprendenti tre carri
ciascuno. Il primo di questi, costituito dai carri n. 505, 506 e 507,
avanzò aggirando Villers-Bretonneux da sud, mentre il secondo,
formato dai veicoli 541, 562 e 501, si diresse verso il Bois
d'Aquenne.
Nonostante
alcuni imprevisti, il più grave dei quali fu il ribaltamento del
carro 506 Mephisto che l'equipaggio dovette quindi abbandonare, anche
quest'unità si dimostrò efficace, sostenendo la fanteria
nell'attacco al bosco.
Il
terzo gruppo di carri, comprendente i mezzi n. 542, 561, 525, 504,
era invece destinato ad muovere verso Cachy, scortando la 77ª
Divisione: la presa di quella città avrebbe dato ai tedeschi
l'accesso alle alture dominanti Amiens, e consentito loro di
incunearsi fra le forze britanniche e francesi.
Durante
l'avanzata l'A7V 542 Elfriede si ribaltò quasi subito in una buca di
sabbia; gli altri tre carri riuscirono invece a raggiungere Cachy.
Nel
frattempo, le truppe alleate nascoste nel Bois d'Aquenne erano state
informate della cattura di Villers-Bretonneux.
Per
impedire la caduta anche di Cachy, fra le ore 10 e le ore 11[4] fu
presa la misura di emergenza di inviare verso la città i tre carri
armati Mark IV presenti nel bosco appartenenti alla compagnia "A"
del 1º battaglione carri. Il primo mezzo, comandato dal luogotenente
Frank Mitchell, era un "Maschio", ovvero un modello armato
con due cannoni Hotchkiss da 6 lb (57 mm) e mitragliatrici da 0,303
in (7.7 mm). L'equipaggio previsto era di sette uomini oltre al
comandante, ma il carro dovette partire con soli quattro operatori,
perché gli altri erano stati intossicati dai gas lanciati durante i
bombardamenti.
I
due carri che accompagnavano Mitchell erano invece delle "Femmine",
esemplari dotati solo di mitragliatrici.
Superati
i bombardamenti di sbarramento, i Mark IV procedettero verso Cachy,
ma improvvisamente si imbatterono in uno dei carri tedeschi del terzo
gruppo d'assalto, in procinto di dirigersi verso il proprio punto di
ritrovo dopo aver raggiunto la
città trattava
del mezzo n. 561 Nixe, comandato dal sottotenente Wilhelm Biltz, che
era rimasto leggermente più a nord degli altri.
Avvistati
i nemici, gli equipaggi si apprestarono al combattimento.
Nonostante
la superiorità numerica di tre contro uno per i britannici, lo
scontro fu molto equilibrato.
Le
mitragliatrici dei Mark IV si rivelarono infatti impotenti contro la
corazza dell'A7V.
Viceversa,
il cannone da 57 mm del Nixe aprì ampi squarci nella corazza delle
due "femmine", al punto di esporre i loro equipaggi al
fuoco delle mitragliatrici.
I
due mezzi, danneggiati e senza armi efficaci, furono perciò
costretti a ritirarsi, lasciando il "maschio" di Mitchell a
duellare contro gli uomini di Biltz.
Il
carro britannico rimasto doveva però muoversi continuamente, per
evitare il fuoco dell'artiglieria tedesca e del mezzo nemico, e ciò
rendeva molto complicato il puntamento dei suoi cannoni Hotchkiss.
I
contendenti continuarono a manovrare e spararsi vicendevolmente,
finché il Mark IV azzardò a fermarsi, per consentire al puntatore
di tirare con precisione.
La
manovra ebbe successo: il Nixe fu centrato tre volte e messo fuori
combattimento, e il mitragliere del Mark IV uccise cinque membri del
suo equipaggio mentre abbandonavano il mezzo.
Dopo
il duello con quello di Biltz, il carro di Mitchell vide
sopraggiungere truppe tedesche e, in lontananza, i due A7V superstiti
del terzo gruppo, il 525 Siegfried e il 504 Schnuck, anch'essi di
ritorno da Cachy.
La
fanteria fu affrontata con proiettili a mitraglia, ma i carri erano
una minaccia maggiore: se avessero ingaggiato il Mark IV, questo si
sarebbe trovato a mal partito.
Con
sorpresa di Mitchell, però, i conducenti nemici si allontanarono
dopo i primi colpi di aggiustamento sparati dal Mark IV.
I
britannici, rimasti padroni del campo, decisero tuttavia di
ritirarsi, poiché il loro lento e massiccio mezzo era divenuto un
ovvio bersaglio per l'artiglieria nemica.
Durante
il ripiegamento di Mitchell, la 77ª Divisione Guardie tedesca fu
assaltata da un gruppo di sette carri armati Whippet, appartenenti al
1º e 3º battaglione carri, comandati dal capitano Thomas Reginald
Price.
Si
trattava di mezzi britannici di nuova concezione, più leggeri e
veloci dei Mark IV, che erano di guarnigione a Cachy.
I
Whippet attaccarono i fanti sia sparando sia travolgendoli,
provocando gravi perdite (Mitchell, che fu testimone dell'episodio,
osservò che i loro cingoli erano coperti di sangue), mentre in
soccorso della 77ª giunsero truppe d'assalto della 4ª Divisione
Guardie e l'A7V Siegfried, comandato dal luogotenente Bitter.
Nel
combattimento, tre Whippet furono messi temporaneamente fuori uso e
uno fu distrutto.
Riguardo
alla causa della perdita di questo carro, le versioni differiscono:
secondo Price, il Whippet fu colpito solo dall'artiglieria tedesca.
Secondo
fonti tedesche, invece, a distruggerlo fu il Siegfried, che inoltre
colpì anche altri Whippet per poi inseguire il resto dei nemici in
fuga e scortare la fanteria di nuovo a Cachy, tornando infine al
punto di ritrovo intorno alle ore 14:45.
L'episodio
non fu mai chiarito, e non è tuttora stato accertato nemmeno se il
Siegfried avesse o meno ingaggiato i carri nemici.
Anche
il carro di Mitchell, mentre affrontava un quarto A7V tedesco
incontrato durante il ripiegamento, fu costretto a fermarsi, colpito
da un proiettile di mortaio che ne danneggiò un cingolo.
L'equipaggio
abbandonò il mezzo e si rifugiò in una trincea britannica.
Università Popolare di Mestre - Le battaglie della Grande Guerra -

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