Venezia FC: Gli arancioneroverdi a tre punti dal traguardo
E’ incredibile, a ben guardare, che con 78 punti Giovanni Stroppa non possa ancora alzare le braccia al cielo. Ma nemmeno dodici mesi dopo il trionfo alla guida con la Cremonese quando nessuno se lo aspettava più, il tecnico lodigiano venerdì potrebbe festeggiare al Picco la seconda promozione consecutiva di una carriera sfavillante. Prima Foggia, poi Crotone, poi Monza, poi Cremona, adesso Venezia. Non è ancora fatto, ma all’appello mancano appena tre punti, indipendentemente dai risultati di Monza e Frosinone. Contro quello Spezia che Stroppa condannò un anno fa, la storia può ripetersi. E vien da chiedersi quanto crudele possa essere, a volte, il calcio. Luca D’Angelo era a un passo dal portare la squadra in Serie A, si è visto sfilare dalle mani il boccone da sotto il naso. E un anno dopo si ritrova a un passo dalla C e ben difficilmente potrà evitare il baratro. Stroppa era stato esonerato a Cremona e poi richiamato, ma nessuno sembrava crederci poi troppo, a quella promozione. Fu lui a trascinare tutto l’ambiente fino alla fine e, se il Venezia taglierà il traguardo il primo maggio, lo dovrà soprattutto al suo allenatore che sta per compiere un autentico capolavoro. Era partito a rilento, come da tradizione delle sue squadre, stava scivolando addirittura fuori dai playoff, ma la società, anziché cadere nella solita trappola di scaricare sull’allenatore tutto quello che non va, gli ha dato forza e lo ha aiutato. E quando semini bene, il raccolto è sempre copioso. Del Venezia tatticamente oggi non si scopre nulla: 3-5-2 d’attacco, quanto di più lontano dai moduli difensivi interpretati da alcuni allenatori nostrani, una sorta di evoluzione ibrida del 4-3-3 d’ispirazione zemaniana. Due moduli distanti anni luce nelle movenze e nello sviluppo del gioco, eppure simili per interpretazione nei concetti di calcio di Stroppa che sta mostrando a tratti qualcosa di sublime. Una squadra fisica soprattutto dietro, con tre energumeni come Schingtienne, Svoboda e Sverko, un portiere saracinesca (Stankovic), un esterno intoccabile (Hainaut, forse il migliore in assoluto), un altro che quando vuole sa essere spumeggiante e concreto allo stesso tempo (Haps), una mente pensante che da regista ha regalato meraviglie (Busio), una mezzala estrosa e geniale (Kike Perez), l’astro nascente Doumbia pronto a spiccare il volo. Davanti una punta che si è confermato (Adorante), una seconda punta unica come caratteristica in rosa (Yeboah). Tutto funziona a meraviglia e adesso manca solo l’ultimo passaggio. Visto che Frosinone e Monza sono sempre lì col fiato sul collo a soffiare dietro le spalle, giusto usare tutta la prudenza del mondo, perché il traguardo è tale solo quando viene tagliato, più che mai in una stagione dove le prime quattro della classe hanno scavato un solco profondo su tutte le altre.

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