Questo pensiero, portato avanti nonostante la prigionia, sottolinea una morale basata sulla responsabilità individuale e l'impegno sociale attivo.

Makiguchi , mentre era in prigione,  per stimolare i vicini di cella a riflettere,  chiedeva a voce alta : " Non fare il bene non è forse uguale a fare il male ?"
La maggior parte della gente crede che fare il male sia peggio che non fare il bene e vive evitando di commettere il male , ma non facendo neanche il bene.
Makiguchi sosteneva che non fare il bene equivale a fare il male.
Egli portava il seguente esempio: poniamo che qualcuno metta un masso sulle rotaie del treno e che un'altra persona veda il masso , ma non lo tolga né dia allarme ; è vero che questa persona non ha commesso l'azione,  ma non ha neanche fatto niente di buono e , se il treno deraglia a causa della sua omissione , è come se l'avesse commessa. 
Non lottare contro il male è di per sé male.
Con questa convinzione Makiguchi sostenne l'importanza di " creare attivamente il bene ".
Egli diceva pure che accumulare " piccoli bene " serve a poco : " È stato detto che l'accumulo di particelle di polvere formerà una montagna , ma il massimo che potete fare con particelle di polvere è un cumulo di polvere ; Egli concludeva : " Le montagne sono formate dal movimento della crosta terrestre . Se non cambiamo gli esseri umani e la società dalle fondamenta sarà troppo tardi per l'umanità. 
Diffondere il Sutra del Loto e creare tali cambiamenti è un " grande bene ".
Martin Luter King credeva che coloro che assistono al male senza reagire aiutano a favoriscono il male. Chi non si oppone al male ne è complice.Il movimento buddista di kosen-rufu mette in pratica il principio di unità tra bene e male , in cui anche il male viene incorporato nel bene .  
DAISAKU IKEDA, La saggezza del Sutra del Loto n.2 pag.165-6


Commenti

Post popolari in questo blog

Ma in una notte triste si parlò di tradimento. II lezione

S.Osvaldo – 6 aprile 1916 la fine della compagnia della morte

Castagnevizza (Kostanjevica na Krasu), Slovenia il giugno 1917, in mezzo ai cadaveri