Le azioni umane plasmano la realtà interconnessa, rendendo il silenzio complice della sofferenza
La
responsabilità personale: Il Buddismo insegna che non siamo esseri
isolati e che le nostre azioni (o inazioni) hanno conseguenze. Tacere
davanti al male significa permettere che la sofferenza continui.
Azione
contro il male: Daisaku Ikeda, maestro buddista, sottolinea spesso
che l'intelligenza o la fede non servono a nulla se ci si rifiuta di
lottare contro l'ingiustizia.
Compassione
attiva: La vera compassione buddista non è una passiva gentilezza,
ma un desiderio attivo di alleviare la sofferenza degli altri.
Sradicare la sofferenza richiede azione.
Distinzione
tra passività e tolleranza: Il Buddismo incoraggia la tolleranza
verso le persone, ma non la passività di fronte al male che
compiono. Il silenzio è visto come una mancanza di coraggio, una
delle virtù essenziali nel sentiero del Bodhisattva.
La
filosofia di Daisaku Ikeda

Commenti
Posta un commento