La piccola conformista
In
casa nostra non c'erano orari, non c'erano divieti, non c’erano
gerarchie. Mio padre diceva che la disciplina era la tomba della
creatività. Io, a sei anni, avrei dato qualunque cosa perché
qualcuno mi dicesse semplicemente: 'Vai a letto, sono le otto'.
La
loro libertà mi sfiniva; era un lavoro a tempo pieno a cui non
potevo dare le dimissioni. Il mio sogno più grande? Volevo essere
normale.
Ingrid
Seyman

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