La Convinzione
La
prima cosa è percepire il potere della fede; dipende cioè dalle
esperienze che si è in grado di realizzare nella propria vita. Le
persone che possiedono una propria esperienza di fede sono forti
perché percepiscono il potere del Gohonzon con la propria vita.
È
certamente importante comprendere a livello teorico il Buddismo, e
questa comprensione costituisce la spinta per andare avanti.
Ma
ciò non ci rende ancora abbastanza forti. Una cosa è comprendere il
Buddismo con la mente, altra cosa è percepirlo con la nostra vita.
Anche
nel kendo e nello judo non si diventa forti solamente imparando le
regole e assimilando le tecniche di allenamento. Solo continuando a
esercitarsi concretamente e facendo esperienza attraverso un gran
numero di incontri, il corpo apprende e la vita percepisce “come si
può vincere” e “come comportarsi in un determinato frangente”.
La nostra tecnica viene affinata in questo modo. Lo stesso vale per
la fede. Le esperienze di fede rappresentano la via più rapida per
acquisire convinzione nella pratica buddista. Nel corso della vita ci
attendono numerose prove, e sofferenze grandi e piccole. Possiamo
incontrare difficoltà sul lavoro, nelle relazioni umane o, ad
esempio, nel crescere i figli. Si può essere improvvisamente
coinvolti in un incidente o soffrire per una malattia. Vi sono
persone che si affannano perché non riescono a parlare agli altri di
Buddismo. Bisogna affrontare ogni singola preoccupazione, ogni
singola prova che si presenta dicendo: “Questo è il tema che devo
affrontare”, e impegnarci con forza nella recitazione del Daimoku e
nelle attività della Soka Gakkai. Agendo in questo modo potremo
sicuramente superare le nostre preoccupazioni.
A
volte saremo in grado di risolverle una a una, altre volte riusciremo
a risolverle tutte insieme, in un sol colpo, come afferma il
Daishonin nel Gosho: “Le sofferenze dell’inferno svaniranno
immediatamente” (RSND, 1, 173). Anche se il problema che ci
affligge dovesse persistere, saremo in grado di elevare il nostro
stato vitale in modo tale da non soffrire sentendoci assillati, né
di lasciarci vincere da esso, poiché saremo in grado di trasformare
il nostro stato vitale.
Accumulando
questo tipo di esperienze alla fine riusciremo ad approfondire e a
rafforzare la nostra convinzione in questo Buddismo”
Daisaku
Ikeda, (vol. 27, cap. 2, p.ta 43, la Nuova rivoluzione umana)

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