“Fede uguale vita quotidiana”
Il
Daishonin scrive a Shijo Kingo: «Considera il servizio al tuo
signore come la pratica del Sutra del Loto» (RSND, 1, 804).
Il
“servizio al tuo signore” in termini attuali è equiparabile a
qualsiasi responsabilità negli affari, nel lavoro e nella società
in generale.
Questo
passo insegna che la vita quotidiana è il luogo della pratica
buddista. È il contesto in cui dimostriamo come si vive basandosi
sulla fede.
Il
nostro comportamento non è altro che un’espressione della nostra
vita interiore. E la fede è il potere che ci permette di trasformare
la nostra vita al livello più profondo.
Nel
corso della vita ci imbattiamo in tante difficoltà, ma se
continuiamo a sforzarci di affrontarle basandoci sulla recitazione
del Daimoku con fede nel Gohonzon, quelle stesse difficoltà
diventano il motore che fa emergere la nostra natura di Budda.
La
realtà quotidiana con le sue difficoltà diventa così il
palcoscenico della trasformazione dell’essenza della nostra vita.
Inoltre, quando l’energia e lo stato vitale che coltiviamo
attraverso la pratica buddista diventano la base della nostra
esistenza, anche le circostanze iniziano naturalmente a cambiare in
meglio.
Se
paragoniamo la fede alle radici di un albero, la nostra vita
quotidiana è costituita dal tronco e dai rami che producono fiori e
frutti.
Una
vita che non ha come fondamento la fede sarà come una pianta priva
di radici che si fa facilmente trasportare da ciò che accade
nell’ambiente. Il Buddismo del Daishonin ci insegna che più
profonde sono le radici della fede, più stabile e sicura è la
nostra vita personale.
La
fede e il modo in cui viviamo sono inseparabili.
Il
principio di “fede uguale vita quotidiana” spiega che la nostra
vita è un’espressione della nostra fede e che un praticante del
Buddismo del Daishonin dovrebbe sforzarsi di godere della fiducia
delle persone nella società e vincere in ogni aspetto della sua
vita. (cfr. NR, 592, 594, 631) NR 657
Nel
Buddismo del Daishonin la fede e la vita quotidiana non sono
separate.
Il
Daishonin scrive a Shijo Kingo: «Considera il servizio al tuo
signore come la pratica del Sutra del Loto» (RSND, 1, 804).
Il
“servizio al tuo signore” in termini attuali è equiparabile a
qualsiasi responsabilità negli affari, nel lavoro e nella società
in generale.
Questo
passo insegna che la vita quotidiana è il luogo della pratica
buddista. È il contesto in cui dimostriamo come si vive basandosi
sulla fede.
Il
nostro comportamento non è altro che un’espressione della nostra
vita interiore. E la fede è il potere che ci permette di trasformare
la nostra vita al livello più profondo.
Nel
corso della vita ci imbattiamo in tante difficoltà, ma se
continuiamo a sforzarci di affrontarle basandoci sulla recitazione
del Daimoku con fede nel Gohonzon, quelle stesse difficoltà
diventano il motore che fa emergere la nostra natura di Budda.
La
realtà quotidiana con le sue difficoltà diventa così il
palcoscenico della trasformazione dell’essenza della nostra vita.
Inoltre, quando l’energia e lo stato vitale che coltiviamo
attraverso la pratica buddista diventano la base della nostra
esistenza, anche le circostanze iniziano naturalmente a cambiare in
meglio.
Se
paragoniamo la fede alle radici di un albero, la nostra vita
quotidiana è costituita dal tronco e dai rami che producono fiori e
frutti.
Una
vita che non ha come fondamento la fede sarà come una pianta priva
di radici che si fa facilmente trasportare da ciò che accade
nell’ambiente. Il Buddismo del Daishonin ci insegna che più
profonde sono le radici della fede, più stabile e sicura è la
nostra vita personale.
La
fede e il modo in cui viviamo sono inseparabili.
Il
principio di “fede uguale vita quotidiana” spiega che la nostra
vita è un’espressione della nostra fede e che un praticante del
Buddismo del Daishonin dovrebbe sforzarsi di godere della fiducia
delle persone nella società e vincere in ogni aspetto della sua
vita.
(cfr.
NR, 592, 594, 631) NR 657

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