Ce la posso fare

Il rapporto con il proprio passato può rappresentare una gabbia da cui è difficile uscire. Le paure, la personalità, le esperienze vissute sono elementi che possono impedire di credere nella possibilità di cambiare. Ma dall’incontro col Buddismo possono scaturire un nuovo modo di guardare la realtà e il coraggio di osare.
di Maria Cristina Gori
«Smettila di pensare che non ce la puoi fare»: sembrava uno slogan politico in rima, invece era l’argomento di riunione del mio settore. La parola chiave della frase è “pensare”. Se riflettiamo ci rendiamo conto che il nostro agire inizia dai pensieri. Nichiren Daishonin, consapevole di questo, cita nel Gosho il concetto espresso nel Sutra Ro­ku­ha­ra­mi­tsu: «diventare padroni della nostra mente e non lasciare che la mente sia la nostra padrona» (SND, 5, 4). A volte sembra che la mente vada per conto suo portandoci lontano dai nostri sogni e dai nostri desideri. Anche la mente e le sue dinamiche sono manifestazioni del karma accumulato, che a sua volta ne continua a generare. Le azioni che generano il karma possono essere mentali, verbali o fisiche. Praticare il Buddismo significa trasformare il karma e ciò riguarda anche la trasformazione del pensiero. Chi segue questo insegnamento da un po’ di tempo ha sperimentato che innalzando il proprio stato vitale cambiano anche i contenuti del pensiero. È come imparare a osservare la propria vita a 360°.
Quando le stesse situazioni tendono a ripresentarsi, magari dopo anni, o con protagonisti diversi, ma le dinamiche restano le stesse, significa che sta emergendo il karma accumulato nel passato, come cita Nichiren nell’Apertura degli occhi: «Se vuoi conoscere le cause del passato, guarda gli effetti del presente; se vuoi conoscere gli effetti del futuro, guarda le cause del presente» (SND, 1, 192). Ed è proprio l’azione che compiamo in quel momento a determinare il futuro. A partire dal pensiero con cui reagiamo a un evento. Quando pensiamo “non ce la farò mai” avvengono due azioni contemporanee: da una parte questo pensiero rappresenta il risultato, l’effetto del karma passato e dall’altra stiamo creando cause che influenzano l’esito del nostro futuro.
NR n 375

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