Trincee del Carso, sui monti dell’Isonzo, a Caporetto

I
l terreno conquistato era coperto di morti[…] non si poteva andare più oltre […] era un’ubriacatura. Coloro che confezionavano gli ordini li spedivano da lontano; e lo spettacolo della fanteria che avanzava, visto dal binocolo, doveva essere esaltante. Non erano con noi, i generali; il reticolato non l’avevano mai veduto. I nostri soldati si fecero ammazzare così a migliaia, eroicamente, in questi attacchi assurdi che si ripetevano ogni giorno, ogni ora, contro le stesse posizioni”.
Carlo Salsa, Trincee Confidenze di un fante

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