30 dicembre 2011

Tratto dal libro "Saggio sull'intelletto umano"

La candela che è accesa in noi fa luce abbastanza per tutti i nostri propositi. Dobbiamo essere soddisfatti delle scoperte che possiamo fare alla sua luce; e faremo un uso corretto della nostra intelligenza, quando entreremo in rapporto con tutti gli oggetti nel modo e nella proporzione adatta alle nostre facoltà, e sulla base dei fondamenti che possono essere proposti a noi, e se non richiederemo perentoriamente o con intemperanza la dimostrazione e chiederemo la certezza dove la probabilità soltanto può essere ottenuta, una probabilità che sarà sufficiente a dirigere tutti i nostri interessi. Se rifiuteremo la credenza in ogni cosa, perché non possiamo conoscere con certezza tutte le cose, saremo tanto saggi come chi non usasse le gambe, ma restasse fermo e morisse, perché non ha ali per volare. Quando avremo conosciuto la nostra forza, sapremo meglio che cosa intraprendere con speranza di successo. E quando avremo passato accuratamente in rassegna i poteri del nostro spirito e fatto una qualche stima di che cosa ci possiamo aspettare da essi, non avremo piú la tendenza o a restar fermi e a non far lavorare affatto il nostro pensiero, disperati di non poter trovare nulla, né, d'altro lato, metteremo in questione ogni cosa, e rifiuteremo ogni conoscenza, perché alcune cose non possono essere intese.
John Locke

29 dicembre 2011

Pensieri e parole

Questa mattina siamo partiti di buon ora. Era ancora buio e si vedevano le stelle. Il più pigro ad alzarmi sono stato io, volevo assaporare ancora per qualche minuto il caldo del piumino e ascoltare le voci provenienti dalla cucina. Federico con quel suo vocione…”Mi dai lo yougurt mamma”, “Prepari il caffè o lo faccio io?” “Un pezzo di torta” per poi in fretta e furia, come ogni giorno, uscire e sedersi in giardino, con il freddo che fa stamattina, per fumarsi la “cicca”.
Seduto sul letto mi metto i calzini e Carla mi chiede se voglio il caffè io gli rispondo che lo prenderemo fermandoci per strada tanto dobbiamo fermarci per forza.
La vescica neurologica tormenta Federico che ha la necessità di andare al bagno parecchie volte nell’arco della giornata condizionando sempre i nostri spostamenti.
Siamo saliti in macchina che cominciava a far chiaro e siamo entranti in autostrada non prima di aver fatto il pieno di gas.
La radio è già accesa…Blink 182, Green Day, 50cent, Lanny Kravtiz. Poco traffico di camion non se ne vedono ma non è che gli altri giorni ce ne fossero tanti in circolazione.
Ci attendono tre/quattro ore di strada per arrivare ad Innsbruck e sicuramente tre/quattro ore di musica. Il cellulare squilla è la nonna, mia mamma, come va come non va, state attenti per strada, ciao Fede.
Nala il nostro cane rimane da sola a casa d’altronde non potevamo proprio portarla con noi in clinica non c’è il tempo per stargli dietro.
Si vedono le montagne in lontananza le cime sono poco imbiancate, che strano inverno quest’anno.
Che strano ma è tutto come un anno fa. Sempre in attesa della “isola che non c’è” . Combattiamo da quattro anni perché Federico possa essere “una persona come gli altri” una eroica storia di un ragazzo diversamente abile.
Sto scrivendo ora, con il mio pc portatile, mentre ci siamo fermati ad un autogrill, Federico deve fare la pipì. "Non potevi proprio farne a meno è" mi dice Carla. Tante cose mi passano per la mente. Sono come flash fotografici che mi passano davanti agli occhi per poi osservare Fede che beve il cappuccino, sentire la musica che proviene dalla sua radiolina portatile e…doveva rimanere un vegetale.
Innsbruck non ci aspettiamo chissà che cosa solo l’ultima piccola scintilla per dargli un futuro migliore.
In questi quattro anni ho cercato di fuggire il pensiero di come vivrà quando mia moglie ed io non potremo più garantirgli l’assistenza di cui ha bisogno. Me lo rivedo da bambino, poi da adolescente e ancora da quasi uomo.
A febbraio avrà 27 anni e diventerà mai adulto? Riuscirà a gestirsi almeno in parte la propria vita o passerà dalla nostra tutela alla tutela di un istituto o di un rappresentante di una casa famiglia?
“Ehi pà cosa stai facendo?”
“Sto pensando e scrivendo Fe”
“Papà pensa troppo Fede e poi si fa le pare” risponde mia moglie a nostro figlio.
“Dai pà cosa scrivi”
“Prova a indovinare Fe”
“Stai scrivendo di me”
Si, Federico, sto scrivendo e pensando di te. Ma sto scrivendo e pensando anche di solidarietà pubblica. Solidarietà pubblica latente e soprattutto incapace. Tu stai vivendo ora con i tuoi genitori e non esiste nessuna forma di assistenza domiciliare gratuita, economicamente ci arrangiamo tutto noi.
Pensa anche i medicinali che prendi, assolutamente a te necessari, ma non salva vita sono tutti a nostre esclusive spese. La piscina, la palestra, le visite mediche private perché se si aspettano i tempi di matusalemme delle strutture pubbliche andiamo bene, ma non finisce purtroppo qui, soldi per la riabilitazione per la tua disabilità visiva, soldi per consulti, soldi per Innsbruck, ecc.ecc.
Ma se andiamo a vedere realmente, oltre a tutte le voci di spesa elencate, non dimentichiamoci le spese di 50 ore settimanali di assistenza professionale (senza contare i giorni festivi - di permesso e quant’altro previsto dai contratti di lavoro). Ci si trasforma quasi in un imprenditore, con costi economici e umani notevoli anche per gestire queste persone dal punto di vista amministrativo, formativo, psicologico, organizzativo ( sostituzioni, modifiche di orari, emergenze, dinamiche interpersonali) e da queste spese restano ancora fuori ausili, vitto e alloggio, vestiario ecc.
Certo caro Federico e non solamente tu sei stato abbandonato sulle spalle di una famiglia che è già in crisi per conto suo. Non ha nessuna importanza se questa crolla sotto il peso della fatica, non importa le esigenze personali di chi non va più in vacanza, di chi dovrebbe lasciare il lavoro per seguirti meglio e perdere di conseguenza il diritto alla pensione e quant’altro.
Dovresti avere la fortuna, si dice così per dire, di perdere la famiglia così l’ente pubblico si sente obbligato ad intervenire pagando istituti e case di riposo. E nonostante gli sforzi economici a cui sei sottoposto non si possono nemmeno detrarre le spese dal reddito imponibile, perché l’assistenza di uno o più collaboratori non è prevista in alcun modo.
“Sai Fede che bello…quando non ce la faremo più ci porteranno tutti e tre “vicini,vicini” in qualche ospizio”
“Dai pà ma cosa stai dicendo”
Risaliamo in macchina questa volta la radio non è accesa siamo noi tre che cantiamo…questa è la storia di uno di noi…
Buon Anno a tutti...

28 dicembre 2011

Buon Anno

Non Vi auguro un dono qualsiasi,
Vi auguro soltanto quello che i più non hanno.
Vi auguro tempo, per divertirvi e per ridere;
se lo impiegherete bene,
potrete ricavarne qualcosa.
Vi auguro tempo, per il vostro Fare e per il Vostro Pensare,
non solo per Voi stessi, ma anche per donarlo agli altri.
Vi auguro tempo, non per affrettarvi e correre,
ma tempo per essere contento.
Vi auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
Vi auguro tempo perchè ve ne resti:
tempo per stupirvi
e tempo per fidarvi
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Vi auguro tempo per toccare le stelle e
tempo per crescere, per maturare.
Vi auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Vi auguro tempo per trovare Voi stessi,
per vivere ogni Vostro giorno,
ogni Vostra ora come un dono.
Vi auguro tempo anche per perdonare.
Vi auguro di avere tempo, tempo per la vita.
Poesia Indiana

Tempo per la vita. E’ quello che stiamo cercando per nostro figlio Federico. Non ha più senso rimandare. Domani si va è stato deciso. Ci attendono a Innsbruck clinica di Ochzirl per ritrovare il vivere di ogni suo giorno, il sogno di Federico.

Rebus

Due notizie: il crollo dei consumi a Natale e Berlusconi che dice "torno in pista". Qual'è quella peggiore?

27 dicembre 2011

Dal libro "La paura è emoziona tremenda, mentre muta"

Avete presente i fermo-immagine? La cosa che mi ha sempre fatto sorridere è che invece tremano un po' e sono sfocati, così io ho sempre pensato che siano i personaggi che si divincolano all'interno perché si sentono incastrati. Dovrebbero chiamarsi fermo-tempo non fermo-immagine, per essere precisi. In ogni caso conosco moltissima gente che vive in questi fermo-immagine/tempo, mentre fuori c'è mondo da respirare e vita da inventare...
Elisa Favrin

26 dicembre 2011

Il vento ha scritto nella sabbia

Che il bello e l'incantevole
Siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d'artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d'oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi
- effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima.
No, il bello più profondo e degno dell'amore
pare incline a corrompersi,
è sempre vicino a morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d'aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.

Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d'ali d'uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.

Hermann Hesse

25 dicembre 2011

E' Natale tutti i giorni o...non è Natale mai!!!

E' Natale
e a Bologna
che freddo che fa
Io parto da Milano
per passarlo
con mamma e papà

Il mondo
forse no, non è cambiato mai
e pace in terra
no non c'è
e non ci sarà
perché noi non siamo uomini
di buona volontà

Non so perché
questo lusso di cartone
se razzismo guerra e fame
ancora uccidon le persone.

Lo sai cos'è,
dovremmo stringerci le mani
... O é Natale tutti i giorni
o non é Natale mai...

E intanto i negozi
brillano e brilla la TV
e le offerte speciali
e i nostri dischi si vendono di più

Il mondo
forse no, non é cambiato mai
e pace in terra
forse un giorno ci sarà
perché il mondo ha molto tempo,
ha tempo
molto più di noi

E intanto noi
ci facciamo i regali
il giorno che è nato Cristo
arricchiamo gl'industriali
e intanto noi
ci mangiamo i panettoni
il giorno che è nato Cristo
diventiamo più ciccioni

Lo sai cos'è,
dovremmo stringerci le mani
... O é Natale tutti i giorni
o non é Natale maaaai...

... O é Natale tutti i giorni
o non é Natale maaaai...

Luca Carboni

24 dicembre 2011

Natale...con dedica particolare

Poche luci e canzoni per questo Natale di crisi. Non ha nessuna importanza se per quest’anno sotto all’albero non ci saranno regali, non ho fatto il presepe, non mangerò il panettone, né il mandorlato. Per fortuna non pranzo con chi mi vuol domandare come và il lavoro, che ci troverà sciupati e stanchi ma, non fanno niente per darci una mano. Per fortuna un altro Natale senza cognati e nipoti che ti raccontano di brutto che tutto a loro va bene, quello s’è laureato, l’altra farà l’avvocato e non sappiamo che dirci. Che fortuna un altro Natale senza veder sfilate di moda, tacchi a spillo e minigonne. Che fortuna un altro Natale senza tombole e sette e mezzo, le finte urla di meraviglia quando si aprono i pacchetti regalo, ed i baci con lo scambio d’auguri perché si vabbè…si deve far così. Niente televisione con i progammi dai messaggi con i cuori ma solo la musica, musica natalizia di sottofondo. Noi tre ed i nostri amici, quelli veri, quelli che non vengono per la tombola ed il sette e mezzo. Che fortuna un altro Natale con chi mi sento bene. Mia moglie, mio figlio, il mio cane senza cori ne campane. Pochi ma buoni.

Un augurio di Buon Natale a tutti Voi da Federico-Carla-Renato

Immersioni poetiche

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

Kostantin Kavafis

23 dicembre 2011

Primo Piano

Cachet d’oro: A Vieri 630mila euro per ballare con la Carlucci. La conduttrice: è un artista ci porta soldi
L’addio di Minzolini: Ci lascia 10 servizi d’oro usati dal direttorissimo come arma di distrazione di massa per nascondere la crisi. Via all’elenco
Schumacher si tinge i capelli: Michael Schumacher l'ha confessato: mi tingo i capelli da cinque anni....niente di male per carita'...e poi basta guardarsi attorno..non e' certo il solo
Corso di sostegno psicologico: Per cani depressi
Figaro, barbiere del paese fantasma: Una storia davvero incredibile. Protagonista un barbiere che ogni giorno apre il suo salone nel cuore di un paese deserto, distrutto trent'anni fa dal terremoto.
A Milano il primo corso di galateo per cani metropolitani: A Milano il primo corso di galateo per cani metropolitani e soprattutto per i loro padroni
Dall’Inghilterra le capre cavalcavate da fantini di pezza: un servizio sulla corsa delle capre con gli orsetti di peluche in groppa.Hai voglia a seminare qualcosa in questo paese. La desertificazione culturale è quasi completata.
Meglio dimagrire velocemente che lentamente: Meglio dimagrire in fretta che poco per volta, annuncia il Tg1 delle 20 tra i titoli di testa: “vedersi rapidamente più magri forse è il miglior aiuto per perdere peso“. La notizia è bomba, dato che diete improvvise e ferree vengono solitamente associate a scarsi risultati se non addirittura all’insorgenza di disturbi del comportamento alimentare di varia entità.
Tavola sobria ma non minimalista
Città del Capo, a 54 anni muore lo scimpanzé fumatore: lo scimpazè tabagista re del MinzoParede

22 Dicembre 1947: L’Assemblea ha pensato e redatto la costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui esso la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore
Umberto Terracini

Il partito di opposizione che lotta contro i privilegi della politica e contro il “Governo ladro”: I Sindaci senatori del sud salvi grazie al voto della lega. Altro che guerra ai privilegi della casta, ancor più se da «Roma ladrona» in giù. La Lega nord non solo si ricompatta con il Pdl, ma salva pure la poltrona a due sindaci meridionali. Quella dei senatori Marco Azzolini e Vincenzo Nespoli, rispettivamente primi cittadini del centro-destra a Molfetta e Afragola.

Finita l’era del quasi gratis: Il ristorante del Senato si svuota e i camerieri perdono il posto: I senatori intervistati dal TG3 sul perché non vanno al ristorante del Senato…
Baldassari (FLI) “Qui attorno ci sono almeno una ventina di trattorie più economiche”
Garavaglia (LEGA) “Ma ci possono andare anche i giornalisti"
Castelli (LEGA): "Ma la qualità è media, quindi..."
Tommasini (PDL):"Non bisogna chiamare privilegi quelli che sono i diritti dei parlamentari. Il ristorante serve quando c'è necessità"

Fonte: dalla rete

22 dicembre 2011

Difficoltà di sopravvivenza

Sfortunata coincidenza? Da quando i guerrieri con le corna e ampolle del Po "si sono liberati di Berlusconi" il loro giornale LA PADANIA è in difficoltà a rischio chiusura. E' proprio vero mancano i soldi e al sultano di Arcore i leghisti costavano proprio tanto anche come spettacolo di governo.
Se fossi in loro mi vergognerei. Hanno fatto mille spettacoli folkloristici, insultato il tricolore e murales da tardo realismo sovietico ma, nessun progetto che non sia la secessione. E per lo più nessuna visione della secessione che non sia passaggio di proprietà.
Hanno e stanno insegnando agli italiani peggiori a inseguire i Rom e a incendiare i campi nomadi, ma non hanno imparato a organizzare un partito autosufficiente e non Berlusconi-dipendenti.
Ora gridano allarmati alla chiusura della Padania ma, in compenso, aprono il parlamento padano, presieduto da Calderoli. Si da Calderoli l'ex ministro della semplificazione quello dello show imbarazzante degli scatoloni bruciati con il lanciafiamme in tv. Un consiglio al Calderoli che si presenti in parlamento con quei pantaloncini corti che ama esibire d'estate. Chissà, forse si renderà anche lui conto dello stato di sottomissione infantile in cui li ha portati il prolungato legame con il papi di Arcore.
Fonte: Il Fatto Quotidiano

21 dicembre 2011

Pezzi d'Italia




Fonte delle foto: dalla rete


Sole alla valle
e sole alla collina
per le campagne
non c'è più nessuno
Addio addio amore
Io vado via
Amara terra mia
Amara e be..e..e..e..lla
Cieli infiniti
e volti come pie..e..tra
mani incallite ormai
senza speranza
Addio Addio Amore
Io vado via
Amara terra Mia
Amara e be..e..e..e..lla
Tra gli uliveti è nata
già la luna
Un bimbo piange allatta
un seno magro
Addio Addio Amore
Io vado via
Amara Terra mia
Amara e be..e..lla.
Amara e be..e..lla.
Domenico Modugno

Stipendi & Disastri

Leggo che perfino la rivista Harward solleva un dubbio:

"Forse è meglio che i lavoratori facciano da soli"

E' chiarissimo che la tempesta finanziaria che stiamo vivendo oltre allo spread impazzito, al crollo delle quotazioni in borsa, al debito pubblico alle stelle, può essere raccontata attraverso una galleria di volti...le facce da flop i cosidetti

"Capitani di sventura"

Fausto Marchionni
L'uomo del tracollo della Fondiaria

Massimo Ponzellini
Lascia la Bpm nel caos

Sergio Marchionne
Fiat, vendite al palo

Giuseppe Mussari
I guai dell'uomo del Monte

Alessandro Profumo
Unicredit rosso a sorpresa

Mi chiedo e vi domando non sarebbe più logico, a fronte dei danni che i supermanager combinano fare come la Morning Star http://www.morningstarco.com costruita su una filosofia fondamentale di auto-gestione. In ogni reparto i lavoratori si organizzano da soli, niente gerarchie, gli stipendi sono diversi soltanto in base ai diversi risultati ottenuti. Così la competizione è per essere più bravi, non per compiacere il CAPO. Utopia? Chissà. Certamente una bella lattina di pomodoro in faccia potrebbe essere il regalo di Natale giusto per molti di loro.
Fonte: Il Fatto Quotidiano

20 dicembre 2011

Che imbroglio la padania

Qui nell’alta marca trevigiana ci sono piccole zone incontaminate che resistono. Posti dimenticati come Refrontolo che hanno una felicità in sé e conservano un loro incanto. Ma ormai non si può più nemmeno pensarlo, il vecchio Veneto. In giro c’è una ferocia tale che si esprime in un impulso alla velocità, alla fretta…

Questa modernità cannibale mi ossessiona. La stoltezza che circola si palpa come un vento. La mia cultura è soprattutto letteraria. Per questo mi trovo a inseguire delle realtà con il dubbio di non raggiungere nessuna e benché minima formulazione di un quadro attendibile. C’è qualcosa di azzardato e di friabile in questo nostro presente che sento di non poter controllare…

In alcuni momenti credo di poter formulare qualcosa di abbastanza stabile. Forse è soltanto il potere della poesia a far sì che riesca a mantenere un contatto con il mondo nonostante il senso di disappartenenza in cui mi trovo costretto a vivere, anzi a sopravvivere. Ma poi mi accorgo che anche questa è un’illusione. Tutto è pressappoco e ci si trova con il fumo nelle mani…

La mia non è una battaglia antimoderna ma un fatto di identità e civiltà. La marcia di autodistruzione del nostro favoloso mondo veneto ricco di arte e di memorie è arrivata ad alterare la consistenza stessa della terra che ci sta sotto i piedi. I boschi, i cieli, la campagna sono stati la mia ispirazione poetica fin dall’infanzia. Ne ho sempre ricevuto una forza di bellezza e tranquillità. Ecco perché la distruzione del paesaggio è per me un lutto terribile. Bisogna indignarsi e fermare lo scempio che vede ogni area verde rimasta come un’area da edificare…

Mi ha fatto molto piacere sentire il Capo dello stato riaffermare l’unità d’Italia e liquidare certi giochi di parole che negli anni avevano creato un imbroglio. La Padania non esiste, il popolo padano neppure. Questa è una storia più che ventennale di equivoci e spettri. La riaffermazione di Napolitano potrà darci il senso di una tregua. E sono convinto che piano piano questo fantasma sparirà…

Esiste una contraddizione molto forte tra la tradizione dell’Italia una e indivisibile e un paese reale diviso dal punto di vista economico. Questo dualismo lasciato marcire per anni ha confuso i piani producendo l’imbroglio di due paesi altri tra loro. Arrivando all’equivoco padanico…

Come ci ricorda Gian Luigi Beccaria nel suo splendido libretto Mia lingua italiana , per prima è venuta la lingua. Non è stata una nazione a produrre una letteratura, ma una letteratura a prefigurare il desiderio e il progetto di una nazione italiana. A partire da Dante, Petrarca e Boccaccio. Naturalmente ci sono mancanze e ritardi in un processo forse non del tutto riuscito che ha portato all’Italia unita. Storicamente le lingue erano frazionate, c’era una radicalità di dialetti, questo è vero. I mille sbarcati in Sicilia non si capivano, Cavour e la classe colta piemontese parlavano francese. Pittoreschi contrasti che però convergevano verso l’unità del paese, perché la lingua e la nostra tradizione letteraria ci hanno insegnato cosa significasse essere italiani e non soltanto fiorentini, lombardi, veneti, piemontesi o siciliani...

Una lezione che i novant’anni di Andrea Zanzotto, veneto di Pieve di Soligo, la vandea leghista, ricordano a tutti a futura memoria.

10/10/2011

19 dicembre 2011

La perdita ci riconduce al desiderio

O nostra vita, ch'è bella in vista ,
com' perde agevolmente in un matino
quel che 'n molti anni a gran pena
s'acquista!
Francesco Petrarca.

18 dicembre 2011

Fbc Unione Venezia : Con il Belluno il Venezia fa 13

Venezia-Belluno 4-2 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 17^ Giornata -
Primo tempo, in 40 minuti il Venezia sembra chiudere la partita. Tre a zero fino al 40, poi al 44 il Belluno accorcia le distanze e si chiude la prima frazione di gioco sul 3-1. Dopo pochi minuti dall'inizio della ripresa il Belluno segna il secondo gol e per circa una decina di minuti, pur non correndo particolari rischi, al Penzo non si è tranquilli. Il match si chiude definitivamente al 16^ del secondo tempo con un gol di rapina di Zubin per lui oggi doppietta. Il Venezia vince il suo tredicesimo incontro dell'anno, è ufficialmente campione d'inverno e conserva i nove punti di vantaggio sul Delta vincitore a Tamai.
Anche questa volta qualcosina non ha funzionato dietro dove è certamente da dire che la difesa arancioneroverde non è certamente da oscar. Dall'altro canto, comunque, di qualità oggi se ne è vista tanta che fa certamente pendere la bilancia dalla parte della formazione lagunare. Un bell'incontro per chiudere una bella stagione.

Venezia-Belluno 4-2
Arbitro: Sig.Riccardo Panarese
Gol: 23^pt Lauria (UV),37^pt Ciaramitano (UV), 40^pt Zubin (UV), 44^pt Furlan (BL), 6st Marianovic (BL), 16 st Zubin (UV)

Classifica prime cinque posizioni alla fine del girone di andata
Unione Venezia 42
Delta Porto Tolle 33
Legnago 30
Tamai 28**
Union Quinto 26*

Tamai** subjudice
Union Quinto* una partita in meno

E’ un’altra volta Natale


E’ un’altra volta Natale. Sembrava così lontano! Avevo detto sicuramente prima di Natale! All’epoca mancava ancora tanto tempo e invece…invece è già Natale. Un Natale che non ha più nulla a che vedere con quello della mia infanzia e con l’infanzia di mio figlio Federico. Ne abbiamo parlato solo ieri delle feste di Natale di un tempo, quando negli occhi ormai stanchi della messa di mezzanotte, i regali del nostro Babbo Natale arrivavano tardi sempre troppo tardi come se per quell’anno non meritassimo di averne diritto. La mattina della festa, ancora frastornati dal confuso scambio di auguri, ci si trovava seduti per terra accanto all’albero illuminato per convincerci di essere stati buoni e sperare che la lettera indirizzata a Babbo Natale fosse davvero giunta a destinazione.
E ci sentiva orgogliosi dei ostri pacchetti da scartare anche se portavano i segni evidenti di una bellissima arancia rossa ancora avvolta nella sua carta velina o di un piccolo libro di fiabe come quelle che raccontavo a Federico prima di dormire.
E intanto i grandi spiando attraverso i vetri appannati della finestra osservavano preoccupati la nuova nevicata.
Per la stanza si diffondeva lentamente il profumo della buccia lasciata sulla stufa ed ognuno, anche noi bambini, potevamo raccontare le nostre storie sicuri che qualcuno le avrebbe ascoltate.
Ma ora è così tutto diverso. Con l’incontrollabile frenesia di svegliarci presto per correre a sciogliere il fiocco elegante del nostro regalo ora, che la fantasia dei bambini, si è fermato al reparto giocattoli del centro commerciale.
Che non avranno mai la contentezza di quella piccola arancia rossa da custodire con cura per il timore che mangiandola non avremmo più nulla da mostrare agli amici.
Un Natale…breve.
Come è breve la voglia di giocare con qualcosa che più non piace, un giorno ricopiato sulla falsariga di una gioia incapace di essere divisa con gli altri mentre, sprofondati in comodissimi divani, si aspetta solo che arrivi sera per poi ricominciare a chiedersi che cosa desiderare la prossima volta.
Oggi non chiamatemi perché voglio restare da solo seduto accanto all’albero illuminato con in mano il mio vecchio libro di fiabe, la carta velina della arancia rossa perché… mentre fuori vi fingete sorpresi dei regali che riceverete io, riscopro di nuovo fra il grigio dei miei capelli i segreti della mia giovanile spensieratezza.

17 dicembre 2011

A proposito del termine “Scheisse”

Siamo sempre alle solite. Si vede proprio che i leghisti, a cominciare da quel pregiudicato che li comanda, hanno una vocazione per gli escrementi. Questa volta a fare la sua parte ci pensa “l’onorevole Jonny Crosio” che usa il termine scheisse-merda precisando di non voler fare alcun riferimento al cancelliere tedesco Angela Merkel.
Consiglierei i leghisti tutti, elettori e parlamentari, di rivolgersi ad uno psicanalista. I loro continui riferimenti ai ‘ prodotti intestinali’ mi fanno pensare ad una loro naturale proiezione inconscia dell’io funzione propria dell’io stesso attraverso la quale entra in funzione un meccanismo di difesa con modalità al di fuori della sfera della coscienza.
Pienamente inglobato in questo meccanismo di difesa è il ‘decerebrato condottiero celtico’ che, in molti casi, non utilizza le parole ma, ricorre alle pernacchie.
Sarà forse che per il suo cervello devastato risultano molto più congeniali le pernacchie che le parole ma…cittadini del nord se, per caso, avreste la malaugurata sorte di incontrare per strada l’imbroglione con la camicia verde, urlate il suo cognome accompagnandolo con una sonora pernacchia. Statene certi lui ne sarà molto felice, perché più di tutti, comprende questo richiamo corporeo

16 dicembre 2011

Preghiera (ricevo e pubblico)

Googlavo immagini della mia via, cosi' per vederla con gli occhi di altri. Non so perche', Google mi ha portato da te. Ho iniziato a leggere il tuo blog. Poi ho letto qualcosa di Federico. Poco ma abbastanza da scrivervi per dedicarvi una preghiera, per dire a lui che so cosa vuol dire avere qualcosa e perderlo, che non e' lo stesso che nascerci con un problema. E dal mio piccolo (rispetto a cio' che vive lui) gli dico che deve amarsi. Amare se stesso e cio' che e' e puo' fare ancora, anche se in modo diverso. E' il solo modo per andare avanti quando il destino ti toglie una parte di te. Accettarsi e amarsi. Il resto, che comunque resta duro, viene poi. Scusa per il disturbo. E' solo un pensiero che ho sentito il desiderio di scrivere. Spero non sia fastidioso o inopportuno e se lo e' me ne scuso.
Gabriele Favrin

Gli zombie della Padania

Per tre anni hanno fatto la guardia alla stanza delle scelte,
oggi si oppongono non sapendo a cosa...

15 dicembre 2011

Lega Nord: Predoni a casa nostra

Si dice che non c’è due senza tre ma, in questo caso, non c’è uno senza due. Dopo le dimissioni dalla poltrona di Montecitorio di Ettore Pirovano deputato della lega nord già ben noto per l’ incompatibilità del doppio incarico di parlamentare e presidente della Provincia, lascia in fretta e furia la poltrona di Montecitorio l’onorevole Luciano Dussin sempre della Lega Nord. Il Pirovano aveva motivato la decisione di dimettersi per dedicarsi esclusivamente al ruolo di presidente della provincia ma, nella realtà, la decisione è stata presa perché non vuole rischiare, dopo quattro legislature , di mettere in discussione il suo lauto vitalizio: gli uffici di presidenza del Senato e della Camera sembrano intenzionati a modificare, dal 1^ gennaio 2012, il meccanismo retributivo dei vitalizi. Quindi meglio non rischiare, dopo diciotto anni di “duro lavoro” in parlamento, avrà pur diritto ad un bel lauto vitalizio padano a carico degli italiani. O no? Ma se si dimette il Pirovano come faccio a non dimettermi anch’io dice il Dussin. Che non vuol certamente aspettare i 60 anni per percepire il suo lauto vitalizio. I suoi compagni leghisti hanno però salutato come bel gesto le sue dimissioni da deputato anche se la Corte Costituzionale aveva già abolito il doppio incarico di sindaco e deputato. Ma si sa tra compagni di “merende” bel gesto e applausi…ma per piacere!!! Il deputato ha oggi 52 anni e se per malaugurata ipotesi fosse caduto dal suo mandato dopo il 1 gennaio 2012 avrebbe dovuto attendere il suo lauto vitalizio di 5mila euro ancora per otto anni mentre, in questo modo lo incasserà immediatamente. Ma questo non è tutto, il Dussin oltre al vitalizio, all’assegno di fine mandato continuerà a percepire anche l’assegno da sindaco di Castelfranco Veneto (3mila euro).
Fonte: la rete

14 dicembre 2011

Il Paese dell'accoglienza dimenticata...la difesa della razza.

Un carnefice. Un signore di mezza età e la crudeltà del killer tra le dita. L'odio esploso dentro. Estremista di destra, scrittore di articoli sull'esoterismo, single, solitario di famiglia agiata. Spara tra le bancarelle dei mercati fiorentini. Uccide due senegalesi e ne ferisce altri tre. Poi si toglie la vita. Come quel 28 Luglio, in un isoletta vicino a Oslo. Andreas Breivik ha fatto una strage di giovani e ragazzi che partecipavano a un campeggio - seminario politico socialista. Ne ha ucciso 77, oltre a decine di feriti. E...dulcis in fondo le dichiarazioni fatte il giorno dopo di quell'eccidio da Mario Borghezio, capogruppo dei deputati della lega nord al parlamento europeo: "Molte idee di Breivik sono buone, alcune sono ottime. E' colpa dell'ivasione degli immigrati se poi sfociano in violenza". Frase folle. Come Breivik ritenuto dai giudici norvegesi "irresponsabile" quanto all'azione, ma pazzo quanto alle idee. Nello stesso periodo dell'eccidio di Oslo, un conduttore di radio padania (riporto dal sito di repubblica) si è così espresso: "Non è preoccupante se i vostri ascoltatori si chiedano quali siano le mani più sporche di sangue: quelle del -pazzo di Oslo- o quelle di chi lascia entrare i clandestini assassini? Il discorso "furfanleghistaiolo" non fa una grinza tanto più che in quei giorni, il numero due del partito di Borghezio, Maroni, era il numero uno al ministero dell'Interno della Repubblica Italiana. Su Borghezio, certamente più pericoloso del Breivik, non ha detto una sola parola. Nessuna azione è stata intrapresa neanche quella più facile...rinchiudere il Borghezio in un manicomio criminale. Meditate elettori furfanleghistaioli.
Fonte: Il Fatto Quotidiano

13 dicembre 2011

La casta

La ministra Elsa Fornero quella "delle lacrime in diretta", si è fatta gabbare assieme al presidente Mario Monti, quello della "nomina spacca cronometro" a senatore a vita, dal Parlamento sul taglio degli stipendi e alle connesse indennità spettanti ai deputati e ai senatori
E' bastato che il moralizzatore Gianfranco Fini dicesse alla ministra Fornero che il "decreto salva Italia" è "illegittimo" nella parte in cui, all'art.3 comma 7, prevede il taglio degli stipendi dei parlamentari da attuarsi entro il 31 dicembre 2011 e quindi "invade una competenza" che appartiene alle Camere, che tutto si sia fermato.
E' questa la verità?
Sono andato a verificare ed ho scoperto che l'art.69 della Costituzione Italiana prescrive che i membri del Parlamento ricevano una indennità stabilità dalla legge. Mi sono chiesto ma questo cosa vuol dire. In sostanza è solo la legge che può stabilire l'indennità dovuta ai membri del Parlamento per garantirne il libero svolgimento del loro mandato.
La legge in questione prende il nome di "riserva di legge". Legge n°1261 del 31 Ottobre 1965, all'art.1 e all'art.2 ART.1 - Gli Uffici di Presidenza delle due Camere determinano l'ammontare di dette quote in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate -
ART.2 - Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all'indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute dell'Assemblea e delle Commissioni -

Dove sta allora l"illegittimità" e dove l"invasione di competenza" del "decreto salva Italia", se di un decreto legge si tratta e se per Costituzione il decreto legge è "atto avente forza o valore di legge" già prima che sia convertito in legge?
La verità è un'altra.
La verità è che la ministra Fornero e il presidente Monti, con la loro marcia indietro nelle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato, sembra che abbiano dimostrato a sufficienza di non conosce la Costituzione, sulla quale hanno giurato" Prof. Domenico Corradini H. Broussard Ordinario Facoltà Giurisprudenza Pisa - Avv. Patrocinante in Cassazione

Non si smentisce mai...il numero uno è sempre lui. Si certo ma degli imbecilli

Il numero uno del carroccio :
"Adesso l'asse con Berlusconi non c'è, ognuno a casa sua.Berlusconi sta con i comunisti in questo governo, questi non sono tempi di alleanze"...(sbaglio senatur ma il suo passato comunista?)
"Il governo andrà a picco e va bene. Napolitano dovrà prendersi le sue responsabilità"...(e lei e i suoi elettori quando mai ve le prenderete?)
"Un governo autore di una manovra che divide già chi l'ha fatta e che porterà casini (chi perferdy?)...
"Chi la fatta è cattivo, perchè tocca le pensioni,i vecchietti"...(una volta ai bambini buoni si dava la dolce euchessina adesso l'amaro Bossi)
"L'euro è kaputt e la guerra l'ha persa l'Italia e l'ha vinta la padania. Senza l'euro non tornerà la vecchia lira ma la padania si farà la sua moneta, mica può continuare a mantenere tutti questi farabutti"...(senti chi parla)

12 dicembre 2011

dal libro Auschwitz ero il numero 220543 una storia vera

Sto finendo di leggere il libro. Quando era un giovane prigioniero di guerra, Avey ha realizzato un0impresa impossibile: entrare di nascosto nel campo di concentramento di Auschwitz, rischiando di farsi ammazzare seduta stante, pur di capire come agivano gli uomini che stavano perpetrando il peggior crimine della storia. A sessantasei anni dalla liberazione del peggior campo di concentramento nazista, e ora che i testimoni sopravvissuti agli orrori stanno morendo e le file dei negazionisti si ingrossano ogni giorno di più, Denis Avey è arrivato proprio al momento giusto per raccontare la sua vicenda. Ve ne consiglio la lettura. Per me è un libro di capitale importanza, perchè ci riporta subito alla mente i pericoli che incombono sulla società quando intolleranza e razzismo riescono a mettere radici.

"A Buna-Werke levavano a ogni prigioniero fino all'ultima goccia di vita e di energia, e quand'era esausto lo mandavano a morire. A quel tempo il nome della loro destinazione non era ancora noto. Venivano mandati verso ovest, nell'originario campo in muratura, Auschwitz 1, o nella vasta distesa di nuove baracche di legno, Auschwitz-Birkenau. Là morivano anche più in fretta, alcuni direttamente all'arrivo. Dietro l'intera organizzazione c'erano le SS e gli stessi dirigenti della IG Farben. La mia rabbia si concentrava sui kapò, prigionieri messi a guardia dei loro compagni. Erano uomini malvagi, e molti portavano il triangolo verde dei criminali incalliti. La loro sopravvivenza dipendeva dalla disciplina che riuscivano a imporre agli altri detenuti. Se perdevano il loro status privilegiato, non avevano nessuno a cui appellarsi, e non campavano a lungo.
Si sente spesso parlare di quanto sia disumano l'uomo verso i suoi simili, ma là non si trattava nemmeno più di questo: era bestiale e basta. L'amore e l'odio non avevano alcun significato. Il sentimento dominante era l'indifferenza. A ogni omicidio gratuito al quale assistevo mi sentivo sempre più impotente. Vivevo una vitta terribile.
Per i prigionieri ebrei qualunque oggetto di scambio o commestibile aveva un valore inestimabile. Poteva significare campare un giorno in più. Dovevano tutti trovarsi una via di salvezza, un modo di garantirsi qualche caloria extra ogni giorno, o erano spacciati. I rischi che correvano erano incalcolabili.Eravamo circondati da continue atrocità. Un giorno, accanto all'edificio della mensa nel cantiere della IG Farben, vidi un prigioniero ebreo che frugava in un bidone dell'immondizia, in cerca di qualcosa da mangiare o da scambiare, magari un avanzo di verdura ammuffito, un mozzicone di sigaretta o un pezzo di fil di ferro. Si muoveva lentamente. La fame e lo sfinimento gli avevano offuscato i sensi, e lo guidava solo l'istinto a nutrirsi per non morire.
Non ci fu il tempo per avvertirlo. Non si accorse della guardia, una delle poche donne kapò sul posto, finchè lei non gli arrivò alle spalle. Lo scaraventò per terra con un pugno, e gli si mise cavalcioni. Non ci volle molto. Afferrò una grossa pietra nelle mani guantate, se la sollevò sopra la testa, e gli sfondò il cranio"...
Auschwitz ero il numero 220543

11 dicembre 2011

Fbc Unione Venezia : Brutto pareggio a Gradisca

ISM Gradisca-Venezia 1-1 Campionato Nazionale Serie D Giorne C -16^ Giornata
Brutto pareggio a Gradisca dell'undici arancioneroverde. Una squadra di ragazzini fà vedere i sorci verdi per tutto il secondo tempo al team lagunare. Passati quasi inaspettatamente in vantaggio alla fine della prima frazione di gioco il Venezia rientra in campo senza la necessaria concentrazione e determinazione per chiudere la partita. Così gli isontini raggiungono il pari in una azione insistita che vede una approssimativa gestione difensiva dei lagunari. Che dire, si dice che sia ovvia conseguenza per chiunque finora abbia fatto fin troppo. A questo punto c'è da augurarsi che le feste arrivino in fretta e l'anno che viene possa ritrovare la squadra che ad ora sembra scomparsa. Intanto le immediate inseguitrici accorciano il divario vincendo i loro incontri con il Tamai che è andato a vincere in casa del Mezzocorona maramaldo solo 4 giorni fà al Penzo.

ISM Gradisca-Venezia 1-1
Reti. 45' pt Zubin (UV), 38' st.Campanella (ISM)
Arbitro: Sig. Pasquale Boggi

Classifica prime cinque posizioni
Unione Venezia 39
Delta Porto Tolle 30
Legnago 29
Tamai 28
Union Quinto 26

Osservando da una angolazione diversa

Per coloro che non sono capaci di credere, ci sono i riti; per coloro che non sono capaci di ispirare rispetto da sé, c'è l'etichetta; per coloro che non sanno vestirsi, c'è la moda; per coloro che non sanno creare, ci sono le convenzioni e i clichés. Ecco perchè i burocrati amano i cerimoniali, i preti i riti, i piccoli borghesi le convenienze sociali, i bellimbusti la moda, e gli attori le convenzioni teatrali, gli stereotipi e un intero rituale di azioni sceniche.
K.S. Stanislavskij

10 dicembre 2011

Il linguaggio degli occhi

Per saper leggere all'interno di una persona, non bisogna per forza conoscerla da anni. Si può conoscere una persona da cinque minuti e saperla leggere come se fosse un libro aperto e come se la conoscessi da sempre. Basta guardala attentamente negli occhi.Gli occhi sono lo specchio dell'Anima.Dagli occhi si può capire molto di più che da un semplice gesto, da una semplice parola. Dagli occhi si capisce se una persona è triste, allegra, arrabbiata. Dagli occhi si capiscono tante cose. Dagli occhi una persona può essere capace di leggere la nostra interiorità, la nostra anima.L'importante è saper leggere quegli occhi, così profondi.Oramai tutti si fermano a guardare l'apparenza, non quello che hai dentro.Il fatto è che in pochi, oggi giorno, sono ancora capaci di leggere e interpretare il linguaggio degli occhi.
dalla rete

09 dicembre 2011

A proposito del decreto Petrolini

"Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri.
Hanno poco ma sono in tanti"
Ettore Petrolini

Fabrizia (ex impiegata)
Fabrizia è una classe 1952 rimasta incastrata nel limbo della manovra Monti: doveva andare tranquillamente in pensione tra sei mesi, a 61 anni, e invece adesso non sa più quando riuscirà a percepire il suo mensile. "E' iniziato tutto due anni fa. L'azienda per cui lavoravo mi ha chiamato a fare un colloquio. Tutti gentili, tutti carini: sa, signora, c'è la crisi, perchè non valutare l'ipotesi di una uscita anticipata, le garantiremmo continuità di retribuzione fino a quando le arriva la pensione. E io ho accettato, anche per evitare che tagliassero posti a gente messa peggio di me. Invece,adesso, nei guai ci sono finita io". Fabrizia si è dimessa ad Aprile e avrà un forfait che la copre fino a luglio quando doveva scattare il pensionamento. Secondo i nuovi parametri dovrà invece aspettare almeno fino al 2015. " E nel frattempo? Con cosa vivo io? La ministra Fornero piange, poverina. Perchè non viene qua così le spieghiamo com'e restare senza un soldo in tasca?

Armando (ex infermiere)
Perdere 20 o 30 euro al mese dei mille che prende di pensione dopo aver fatto per trent'anni l'infermiere, la rinuncia che gli costa di più sono le figurine che compra a suo nipote ogni domenica. "Andiamo sempre a fare un giro insieme, io e lui. Parliamo, mi racconta della scuola e delle amichette. Non posso fargli tanti regali ma almeno le figurine si, gliele ho comprate senza problemi. Quattro bustine. Sei euro. Per quattro domeniche al mese fanno 24 euro, che non è tanto poco ma non poco quando già tutto il resto è contato".
Il mutuo per la casa è stato pagato fino all'ultima lira, però ci sono le bollette di luce e gas che picchiano sempre di più. Oltre alle tasse, il dentista, la caldaia da cambiare, una settimana di vacanza d'estate per non sentirsi proprio in galera. "I soldi non bastano mai. Mia moglie ha il diabete, dobbiamo comprare il cibo con attenzione: risparmiare su quello sarebbe pericoloso. La macchina l'ho buttata via, che aveva vent'anni e per la revisione mi hanno chiesto più di tremila euro. Figuriamoci. Non la compro più, ormai, tra bollo e benzina è una cosa impossibile da gestire. Però adesso cosa gli dico delle figurine quando me le chiede?"

Salvatore (ex manovale)
Manovale a Milano. In nero per i primi anni. Poi in regola. "Lavoravamo bene, ma a un certo punto non ci pagava più nessuno. Così ci hanno licenziato, e per me è finita. Chi mi assume, adesso a 59 anni?"
Adesso secondo questi qua che governano, dovrei aspettare altri sette anni prima di avere quel poco che mi spetta. Mille, millecento, forse meno. Manco al patronato lo sanno capire più. Ma di sicuro fra sette anni. Quando ne avrò 66, se ci arrivo. Per me vuol dire la morte. Io sono già morto. Quando la legge è cambiata, il 2013 mi sembrava lontano. Però raggiungibile. Mi dicevo: l'ultima fatica. Poi la mazzata. Perchè adesso dicono che sono troppo giovane per andare in pensione. Mica sono un ragazzino. Credo che se uno sta in cantiere bisogna aiutarlo, bisogna lasciarlo andare a casa prima, piuttosto di uno che è sempre stato seduto in banca.
Fonte. Il Fatto Quotidiano

e intanto...
niente aumento delle aliquote più alte dell'Irpef, fino al 46 per cento;
ora che si conoscono i numeri precisi del decreto manovra si capisce meglio perchè il nano di Arcore vuole la fiducia sul testo. I temi cari al Pdl non devono essere toccati;
Monti non ha nascosto un certo fastidio per gli annunci di modifiche che arrivano dai partiti."Il Parlamento è sovrano, il margine è poco, il tempo è pochissimo". Come dire: state attenti, e ancora una volta ha ricordato come solo tre mesi, guardando al trend,ci separassero dal destino greco prima della manovra.
Giorgio Napolitano esprime il suo plaudo per essere arrivati giusto in tempo per evitare sviluppi in senso catastrofico della nostra situazione.
ciliegina sulla torta...
far pagare l'Ici sugli immobili commerciali proprietà di enti ecclesiastici? "E' una questione che l'attuale governo non si è posto". La beata dimenticanza non attenua però l'insostenibilità della situazione, aggravata dal fatto che, proprio mentre non si poneva la questione dei beni con cui la Chiesa genera reddito per se e le sue mille articolazioni, l'esecutivo tartassava la prima casa degli italiani per un ammontare di 3,8 miliardi di euro l'anno. "L'Ici è un problema da studiare e approfondire, però la Chiesa fa la sua parte a sostegno delle fasce più deboli" così il cardinale Tarcisio Bertone.

08 dicembre 2011

Fbc Unione Venezia : Il Venezia si è concesso una giornata di ferie

Venezia-Mezzocorona 0-3 Campionato Nazionale Serie D Girone C
- 15^ Giornata -
Il Venezia fà il ponte e si dimentica di "scendere in campo" oggi con il Mezzocorona che lo schiaffeggia con 3 sberle, due in chiusura di primo tempo e la terza appena iniziata la ripresa. Per i primi 30' del primo tempo si è vista solo una squadra, il Mezzocorona che sembrava per l'appunto una squadra di marziani. Tutta una partita e il Venezia non è stato in grado di fare neanche una azione da gol. Da quando gli arancioneroverdi sono scesi in Serie D mai, al Penzo, è successo di subire una sconfitta per 0-3. L'ultima risaliva al campionato di Serie C2 2005-06 contro il Pergocrema con l'arrivo poi di Nello Di Costanzo e la promozione in serie C1. Che dire se non che è stata la giornata più buia da quando i lagunari sono in serie D. Comunque non succede nulla di irreparabile anche il Delta Porto Tolle incappa nella sconfitta a Legnago e il distacco rimane invariato (11 punti). Resta da prendere in considerazione che i campionati si vincono non mollando mai la concentrazione e l'attenzione, Sassarini dovrà far recuperare morale ad una squadra totalmente demolita.

Venezia-Mezzocorona 0-3
Reti: 32' pt Ghidini (MZ), 40' pt Fischnaller (MZ), 1' st Mele (MZ)
Arbitro: Sig. Diruberto

Classifica prime cinque posizioni
Unione Venezia 38
Delta Porto Tolle 27
Legnago 26
Tamai 25
Union Quinto 23

Buongiorno mondo

Buongiorno a questo giorno che si sveglia oggi con me,
buongiorno al latte ed al caffè,
buongiorno a chi non c'è...
... e al mio amore buongiorno per dirle
che è lei,
che per prima al mattino veder'io vorrei
È un giorno nuovo e spero che sia buono
anche per te.

Buongiorno voce, vita mia, buongiorno Fantasia,
Buongiorno Musica che sei l'oblio dei giorni miei...
... e a coloro che aiutan chi non ce la fa,
per donar loro un giorno che migliorerà...
È un giorno nuovo, e poi chissà, se il mondo
cambierà e ballerà.

Come un walzer, la vita danzarla dovrai,
è un vestito da sera che tu indosserai,
è una festa con mille invitati, un po' belli
e un po' odiati, con cui ballerai.
Ma è danzando la vita che tu imparerai
che ogni grande proposito è un passo che fai!
È un giorno nuovo anche per te,
festeggialo
con me!

Buongiorno cari figli mei, buongiorno a tutti voi !
Pensate al giorno che verrà come una novità,
Ed un dono inatteso che vi arricchirà,
di una nuova esperienza che si può ballar.
E un passo nuovo e un altro ancor, e il
mondo cambierà e ballerà.

Come un walzer, la vita danzarla dovrai,
è un vestito da sera che tu indosserai,
è una festa con mille invitati, un po' belli
e un po' odiati, con cui ballerai.
Ma è danzando la vita che tu imparerai
che ogni grande proposito è un passo che fai!
È un giorno nuovo anche per te,
festeggialo
con me !

Ma è danzando la vita che tu imparerai
che ogni grande proposito è un passo che fai,
È un giorno nuovo e prego che sia tutto
da ballar con te

Luciano Pavarotti