31 ottobre 2011

Fbc Unione Venezia : Allungo fallito

Venezia-Legnago Salus 1-1 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 9^ Giornata -
Fallita l'opportunità di allungare sul Delta (costretto al pari a Sacile) per un Venezia che non brilla, subisce l'aggressività del Legnago e la sua realizzazione e reagisce bene nella seconda parte di gara grazie agli innesti effettuati da Mr. Sassarini che danno vitalità al gioco, attivando uno scatenato Zubin, protagonista a tutto campo, per il gol del pareggio. Sta stretto al Venezia questo pari? No, è il risultato più giusto che possa arrivare al termine di un match che ha visto entrambe le squadre impegnarsi per il successo, arrivando alle realizzazioni, ma anche a tante opportunità da rete. Io dico che abbiamo guadagnato un punto e non che ne abbiamo persi due in primis perchè si aveva davanti una squadra importante costruita per vincere il campionato. Il bicchiere è senz'altro mezzo pieno perchè il campionato è ancora molto lungo, per questo un pareggio in uno scontro diretto non va buttato, a maggior ragione considerato che siamo rimasti in vetta. Il loro gol? Che dire sono tiri particolari su palla da fermo e da grandissima distanza, traiettorie difficili, per giunta il pallone ha rimbalzato in maniera determinante, penso che fosse stato difficile per il nostro portiere fare di più. Poi quel palo di Ciaramitaro, 6 minuti dopo il gol del pareggio di Zubin, aveva quasi fatto gridare al gol del sorpasso ed invece continua la marcia appaiata con il Delta ed il Tamai che incalza a due punti: domenica trasferata a Castelfranco Veneto contro il Giorgione.

Venezia-Legnago Salus 1-1
Arbitro: Sig. De Lorenzo di Brindisi
Reti: pt. 37^ Segato (LS), st. 12^ Zubin (UV)

Classifica prime cinque posizioni
Unione Venezia 23
Delta Porto Tolle 23
Tamai 21
Legnago Salus 14
Mezzocorona 14

30 ottobre 2011

Dal libro "Castelli di Rabbia"

Perchè è così che ti frega la vita
Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata
e ti semina dentro un'immagine,
o un odore, o un suono che poi non te li toglie più.
E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri
da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva
Alessandro Baricco

29 ottobre 2011

Da Siddartha

E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita.
Hermann Hess

28 ottobre 2011

Dal libro "La luna e i falò"

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Cesare Pavese

27 ottobre 2011

E con questo siamo a quattro

Quattro anni in cui scrivo in questo spazio virtuale. 29 Ottobre 2007 il primo post “Siamo tutti africani…un unico menoma, un unico pianeta” sul blog. Una data cui tutto ha avuto inizio. Da quel giorno sono cominciati poesie, pensieri, frammenti di quotidianità, essere, berlusconi, filosofando e, tre mesi più tardi i post su mio figlio Federico. Come sempre ho affermato l’idea non è partita da me. Io? Aprire un blog? Non sapevo neanche cosa fosse! Tutto nasce da uno chiacchierata con l’amico Novalis che diventa l’imput per creare un blog. Questo post mi offre la possibilità di ringraziare tutti coloro che sono passati da qui, chi ha trovato interessante questa finestra, chi ha letto con piacere e chi non, chi è passato in silenzio e chi ha lasciato una emozione. Eh si…sono passai quattro anni da quando ho realizzato ( in piccolo) un mio sogno e cioè scrivere, condividere pensieri e idee, di esprimere opinioni anche poco ortodosse e di poter (spero) aver offerto ai miei lettori qualche spunto di riflessione o anche solo un po’ di curiosità per i miei post. Un piccolo spazio (senza pretese) che mi è accanto nel bene e nel male, forse senza essere troppo originale , un piccolo puntino nel mondo del web.
Per l’occasione ripubblico il “mio primo post”.
Siamo tutti Africani....un unico genoma, un unico pianeta
Capire chi siamo è notoriamente complicato; non lo è per l'antropologia che può dircelo, e nemmeno sospetto che ci sia un'altra scienza in grado di farlo. Dove andiamo non lo sà nessuno e, mi sembra, và sempre meno di moda chiederselo. Ma da dove veniamo ormai lo si sa. Trentamila anni fà circa, i nostri antenati africani si ritrovano da soli in tutto il vecchio mondo. Ci vorrà un pò di tempo perchè qualcuno imbocchi il passaggio a nordest per le Americhe ( diecimila anni ?, quindicimila ? antropologhi e genetisti non hanno una risposta sicura ), e ancor di più per colonizzare la Polinesia ; ma 30mila anni fà, con l'estinzione dei Neardenthal, la nostra specie rimane l'unica specie umana sulla terra. Li finisce l'evoluzione umana e comincia una vicenda che va avanti tuttora. Dunque da dove veniamo lo si sa; dall'Africa, tutti quanti. Può far piacere o no, ma gli immigrati africani non sono fra noi, siamo noi. Come facciamo a dirlo e cosa voglia esattamente dire lo si capisce dallo scienzato che ci ha collocati fra le scimmie ( non Charles Darwin come molti antievoluzionisti pensano e talvolta mettono pure per iscritto, ma il naturalista svedese Lineeo ) che ci dice che per comprendere il posto dell'uomo nella natura non è uno scherzo. Bisogmna studiare le ossa, quelle dei viventi e quelle delle specie estinte di cui rimangono resti fossili ; bisogna studiare aspetto e comportamento dei nostri parenti scimpanzè e gorilla , bisogna studiare il Dna ; bisogna saper interpretare questa massa di dati. Nessuno è capace di farlo da solo, e allora l'unica è parlarsi, fra esperti di campi diversi. Se guardiamo nell'albero genealogico degli ominidi vediamo che è composto da parecchi soggetti bizzarri. Ci sono gli austrolopiteci, di piccola statura, iversi da noi nell'aspetto, a cui va il merito di aver cominciato a camminare sulle gambe; cosa non da poco e non priva di conseguenze formidabili; ci sono le primeforme del genere Homo, ( tutte africane, come anche gli austrolopiteci ), capaci di produrre con le proprie mani oggetti che nessun'altra specie prima di loro ha mai saputo fabbricarsi; e poi c'è la prima diaspora dell'umanità; uscita dall'Africa, un paio di milioni di anni fà, di gente capace di spingersi diecimila chilometri a est fino all'isola di Giava, e cinquemila a ovest fino al Portogallo. I resti fossili ci raccontano come e quando sia avvenuta questa diaspora. Con un comprensibile favoritismo ( italiano ) l'evoluzione si sofferma su una vecchia conoscenza, l'uomo di Ceprano, il più antico abitante noto d'Italia; una creatura per molti versi lontana da noi, e anche dall'uomo di Neanderthal di cui rappresenta, forse un progenitore. Ma anche una creatura inequivocabilmente umana, che 800mila anni fà viveva ( e pensava, e chissà se e come parlava ) dalle parti di casa nostra. E poi.... arrivano i nostri. L'abbiamo appena visto siamo africani in senso lato perchè provengono dall'Africa tutte le forme di uomo documentate, in Africa e fuori, negli ultimi due milioni di anni. Ma siamo anche più africani di così perchè abbiamo le prove di una seconda diaspora. Centomila anni fà gli europei, non c'è dubbio, erano gli uomini di Neanderthal. Erano una specie dal cranio grande quanto il nostro e a volte più, e quindi dotata di un cervello grande quanto il nostro, ma di forma diversa.
Erano più bassi di noi, col naso più grande, gambe e braccia più corte, niente mento e uno spesso arco osseo sopra le orbite. Gente come moi, con un cranio e uno scheletro come il nostro, in Europa non c'era. Stava,invece, in Africa, dove il suo nuovo cervello, più alto e più corto di quello delle specie umane precedenti già faceva meraviglie: si sviluppavano nuove tecnologie per produrre attrezzi, ci si decorava il corpo con pigmenti colorati. E in Asia c'era una terza specie umana, Homo Erectus, distinta sia dal Neanderthal che dalla nostra, e forse una quarta. Poi, nel giro di pochi millenni, gli africani dilagano in tutto il pianeta e gli altri si estinguono. Si può ragionare a lungo su quanto fosse inevitabile che andasse così. Arrivano gli africani e in Europa, dove da questo punto di vista non ra mai successo niente, compaiono le pitture rupestre, le collane, le statuette e i primi strumenti musicali, oltre a un sacco di cose utili come gli aghi d'osso per cucire. Culturalmente, il più fenomenale balzo in avanti nella storia del pianeta.
Da allora ne sono successe di cose : sia nella storia dell'umanità che in quella della scienza che cerca di ricostruirla. L'ultima, in ordine di tempo, è l'analisi di tutto il patrimonio genetico di un individuo. Ciascuno di noi, in ciascuna sua cellula, porta 46 cromosomi, provenienti metà dalla madre e metà dal padre. E li, nel Dna dei cromosomi, che stanno le istruzioni genetiche che fanno di noi quello che siamo, in una complessa interazione con l'ambiente. Ma, a sua volta, ciascun genitore ha ricevuto metà dei suoi cromosomi da sua madre e metà da suo padre, e così via, risalendo nel tempo. Perciò in ogni nostra cellula c'è un mosaico di messaggi dal passato spediti da tantissimi antenati. Ciascuno di noi ha un ampio repertorio di possibilità genetiche, lo si sapeva già, ma oggi emerge con chiarezza. le nostre genealogie si intrecciano, ogni popolazione contiene, in proporzioni diverse, quasi tutte le varianti genetiche dell'umanità. Ma le varianti che troviamo nel Dna degli europei attuali non hanno niente a che vedere con quelle dei Neanderthal. C'è poco da fare non sono i Neanderthal i nostri progenitori!!!!!!!!! Avevano tanto in comune con noi, vivevano dove viviamo noi, ma forse 600mila anni fà si sono staccati dal nostro albero genealogico. Il Dna dei nostri antenati, è della gente venuta in Europa dall'Africa, con un cranio e uno scheletro come il nostro. Non erano solo fisicamente come noi, avevano anche un corredo genetico che si sovrapponeva al nostro. Lo studio del genoma della nostra specie ha suscitato grandi e fondate aspettative. Non sarà domani, ma nel prossimo futuro capiremo meglio le cause delle demenze senili, del cancro, dell'ipertensione, e potremo combatterle. Già abbiamo capito perchè diverse persone reagiscono diversamente alle medicine, e una terapia farmacologica calibrata sulle nostre caratteristiche non è più un'utopia. Ma la grande massa dei dati che lo studio del genoma produce ha anche messo in chiaro le vicende attraverso cui si è evoluta la nostra specie. Ci è andata bene, possiamo dirlo.
In fondo, tutti i nostri parenti più stretti sis sono estinti e noi no, anzi siamo diventati 6miliardi.
Per quanto ancora saremo quì, bè, questo non si sà, ma dipende soprattutto da noi. Il fatto che siamo tanti testimonia del nostro successo evolutivo, ma pone anche problemi su cui l'umanità precedenti, più sfortunata di noi, poteva tranquillamente sorvolare. Noi no, noi non possiamo sorvolare. E non ci vuole molto per capire che il nostro futuro dipende in buona parte da quanto saremo sensibili ai segnali di sofferenza che il nostro pianeta, molto sfruttato e molto popolato, da un pò di tempo ci stà inviando.
Ricerche: Errebi

26 ottobre 2011

Ciao grande Marco

Questo post vuol essere un omaggio a Marco Simoncelli da parte di mio figlio Federico.
"Ciao Sic anche tu, come me, con la moto non ci avrei mai pensato...forse è stato meglio così. Ora mi resta solo Vale.
Tra i tanti articoli che gli ho letto dai quotidiani Federico ha scelto questo perchè : "Avrebbero detto così anche la mia mamma e il mio papà, e perchè ci assomigliavo un pò anch'io al Marco".
Mamma Rossella
"Per quello che ci ha dato Marco, e per la Martina che è rimasta con me. La vita deve andare avanti, Marco ci sarà sempre. Era molto ironico, cercava sempre di sdrammatizzare le cose, certamente questa è una cosa che non si può sdrammatizzare perchè è così e basta. Però noi dobbiamo essere sereni e tenerlo vivo. Ci mancherà molto perchè era un grande casinaro, la casa era bombardata da quello che lasciava in giro, dal suo tono di voce forte. Questo chiasso ci mancherà. Noi lo abbiamo accompagnato solo in quello che gli piaceva fare. La vita se non facciamo quello che ci piace diventa un rimpianto e lui sicuramente di rimpianti non ne avrà. Non ci è mai passato per l'anticamera del cervello di pensare: se non lo avessimo fatto. Perchè come avrebbe detto Marco, eh,oh, sono le corse.
Dicono che Dio chiama in paradiso i migliori, non lo so, magari fosse così.

25 ottobre 2011

Che cos'è la vita ?

"Che cos'è la vita ?
Lo sfavillare di una lucciola nella notte.
Il respiro sbuffante di un bisonte nell'inverno.
La breve ombra che scorre sopra l'erba e si perde dentro il sole"
Piede di Corvo

24 ottobre 2011

Fbc Unione Venezia: Aggancio in vetta

Pordenone-Unione Venezia 1-3 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 8^ Giornata -
E' un Venezia maestro di cinismo, e con una panchina davvero d'oro (Zubin e Cubillos entrano e segnano) quello che sbanca il "Bottecchia" di Pordenone e aggancia in vetta il Delta Porto Tolle, bloccato sul 2-2 dall'Union Quinto. La settimana della grande rimonta arancioneroverde. Quattro lunghezze sotto il Delta Porto Tolle domenica scorsa, Il Venezia, grazie al campo e al giudice sportivo, si ritrova adesso in vetta a pari punti con i grandi rivali per la conquista della promozione in Seconda Divisione. Prima o poi anche il Delta avrebbe dovuto rallentare. Restare secondi con 22 punti conquistati su 24 sarebbe stato davvero inconsueto guardando gli altri gironi della serie D. La squadra ha la vocazione di riscattarsi da inizi di gara poco brillanti. E' successo con la Sacilese, il St,Georgen, l'Union Quinto e la scorsa giornata con il SandonàJesolo. Si tratta di un segno che la squadra c'è, sa soffrire e trovare il modo di venirne sempre fuori.
Nel primo tempo parte forte (grande occasione di Lauria dopo pochi minuti), poi soffre tanto e meriterebbe lo svantaggioa; nel secondo tempo subisce la rete di Carli, ma reagisce ribaltando il risultato con Zubin (rigore generoso) e Oliveira. Il tris di Cubillos arriva durante i titoli di coda. Si chiude così una settimana super, e pure molto fortunata, per la nuova capolista: 6 punti in due trasferte complicate (San Donà e appunto Pordenone), a cui aggiungere il ricorso vinto che ha trasformato il pareggio con il Montebelluna (1-1 sul campo) in un successo.

Pordenone-Venezia 1-3
Arbitro: Novellino di Brescia
Reti: st 7' Carli (PN), 12' Zubin rig. (UV), 32' Oliveira (UV), 48' Cubillos(UV)

Classifica prime cinque posizioni
Unione Venezia 22
Delta Porto Tolle 22
Tamai 18
Legnago 13
Mezzocorona 13
Montebelluna 13

23 ottobre 2011

Fan culo “tutti” riflessioni di un diversamente abile

Fede è quello con la maglietta nera a destra

In questi ultimi quattro anni sono stato ospite di vari centri, Lido di Venezia, Lecco, Pieve di Soligo, Verona e Trieste. In tutti questi centri hanno cercato di aiutarmi moltissimo . Nel camminare, nel parlare, nel ritornare a mangiare correttamente senza che uscissero pezzi di cibo dal piatto, nel cercare di allungare il piu’ possibile i tempi della mia concentrazione. Uno dei problemi più difficili da gestire per me è andare in bagno. Ho sempre lo stimolo di urinare che mi tormenta e per questo ogni ora e mezza, se tutto va bene, sono costretto ad interrompere qualsiasi attività che stia facendo per andare al bagno. Il vizietto di fumare non l’ho perso. Anche se fumo dalle otto alle nove sigarette al giorno il mio pensiero è sempre rivolto ad avere la cicca accesa in bocca e perciò sono costantemente che controllo l’orario tra una cicca e l’altra. La cosa più brutta, oltre naturalmente al gravissimo trauma cranico, che mi ha lasciato in dono l’incidente che ho fatto, è che sono rimasto cieco. Fan culo. Per questo sono un po’ “in merda” perché non riesco a fare le cose che facevo prima. Giocare al computer, mettere a posto la mia moto, sistemare la mia camera, giocare a calcio, andare in giro con le “fie”, e quando la mamma me lo chiedeva lavare per terra, non posso più farle. Però, nonostante tutto, la mia vita continua anche se adesso è una vita “di merda”. Ho passato anche un periodo al CEOD per mè bruttissimo e inutile. Le persone che frequentavano il centro diurno avevano molti più problemi di me, erano disabili dalla nascita. Io no, lo sono diventato dopo un incidente La Marta che, ogni mattina, mi salutava minimo cinque volte dicendo “iao Feeico”, Giacomo che era in carrozzina e quando parlava non si capiva nulla di nulla ed io gli dicevo “ehhh” però mi ha fatto un bel regalo…un cd di Lanny Kravtiz. Il centro diurno è stato un posto di passaggio perché aspettavo l’ok dalla direzione ulss per andare a Trieste. Comunque non ci voglio più ANDARE. L’ok è arrivato dopo 10 mesi dalla richiesta fatta dai miei genitori e…andata male. Il mio carattere testardo, la mia indolenza, la voglia di non voler far niente e il troppo tempo trascorso sono stati i motivi che hanno decretato il mio fallimento. Ora sono a casa in attesa di decisioni superiori. La mamma è dovuta restare a casa dal lavoro perché non posso rimanere a casa da solo ho sempre bisogno che ci sia qualcuno. Papà invece continua a lavorare ed è con me il sabato e la domenica. E’ un po’ duro con me ma è giusto perché sono un po’ “din,don,dan”. Tra un po’ la mamma tornerà al lavoro ed io resterò con Thomas un ragazzo che ha deciso di darmi un’aiuto chiaramente retribuito. Per quanto riguarda chi dovrebbe aiutarmi concretamente stendiamo un velo pietoso. Per me stesso mi ripropongo di cercare di essere meno “din,don,dan” per non far fallire ogni volta qualsiasi tentativo di darmi un’altra ennesima possibilità, possibilità che non sia il CEOD che, non è una possibilità ma il mettermi la tanto per sollevare un pò i miei genitori.
Fede

22 ottobre 2011

La tua leva più potente...credi in te stesso

Solo per oggi, e domani ancora...
Alzati presto. Fai un sorriso
Lascia andare i sensi di colpa,non guardarti indietro.
Fai un piano, credi in te stesso.
Goditi ciò che sei. Accetta la tua umanità.
Chiedi aiuto, e accetta ciò che gli altri hanno da darti.
Ringrazia.
Cambia, senza indugio e con coraggio.
Accetta ciò che non può cambiare. Sii paziente
Mantieni le promesse, quelle del tuo cuore.
Non indugiare sul passato.
Vivi con amore ogni momento. Costruisci un domani migliore.
Apri il tuo cuore, esplora la tua anima.
Ricorda, i miracoli accadono.
Sorridi
Stephen Littleword

21 ottobre 2011

dal libro Trentuno canzoni

Con un figlio disabile impari molto rapidamente a rinunciare alle tue ambizioni di un tempo e cominci a nutrirne altre [...] Per questo amo il suo rapporto con la musica: mi fa capire che dentro di sé ha qualcosa che gli altri possono aiutarlo a esprimere. Anzi, pensandoci bene, questo è il motivo per cui amo il rapporto che lega chiunque alla musica: perché in noi c'è qualcosa che va oltre i limiti delle parole, qualcosa che si sottrae ai nostri tentativi di tirar fuori il nostro pensiero. È la parte migliore di noi, probabilmente, quella più ricca e strana, e anche Danny ce l'ha, ovvio; solo che lui è stato dispensato dall'esprimere le cose più terrene e meno preziose.
Nick Hornby

20 ottobre 2011

Venezia

Gia di settembre imbrunano
a Venezia i crespuscoli precoci
e di gramaglia vestono le pietre.
Dardeggia il sole l'ultimo suo raggio
sugli ori dei mosaici ed accende
fuochi di paglia, effimera bellezza
Vincenzo Cardarelli

Bella e perduta...L'Italia del Risorgimento

Dal 1796 al 1870 vi è stato un tempo della nostra storia nel quali molti italiani non hanno avuto paura della libertà, l'hanno cercata e hanno dato la vita per realizzare il sogno della nazione divenuta patria. E' stato il tempo del Risorgimento quando la libertà significava verità. Anzitutto sentirsi partecipi di una Italia comune, non dell'Italia dei setti Stati, ostili tra loro e strettamente sorvegliati da potenze straniere. La conquista della libertà "italiana" è stata la rivendicazione dell'unità culturale, storica, ideale di un popolo per secoli interdetto e separato, l'affermazione della sua indipendenza politica, la fine delle molte subalternità alla Chiesa del potere temporale, l'ingresso nell'Europa moderna delle Costituzioni, dei diritti dell'uomo e del cittadino, del senso della giustizia e del valore dell'eguaglianza ereditati dalla rivoluzione francese.
Lucio Villari

Questo resta l'orizzonte storico insormontabile della nostra identità nazionale e del nostro Stato democratico

19 ottobre 2011

Fbc Unione Venezia: 3-0 a tavolino

E' finalmente arrivata la decisione del giudice sportivo sul reclamo del Venezia in riferimento alla partita contro il Montebelluna finita in parità 1-1. Durante tale partita la formazione trevigiana aveva schierato il giocatore Matteo Vigo che risultava essere stato squalificato nella precedente stagione, quando militava nella formazione Beretti del Bassano, squalifica non ancora scontata. La vittoria a tavolino porta gli arancioneroverdi a 19 punti in classifica, due in meno della capoilsta Delta Porto Tolle, matricola terribile del girone che, dopo 7 partite, si trova a punteggio (21 punti) pieno in conseguenza delle sette vittorie ottenute.

Pillole di...cultura

Il deputato di Popolo e Territorio Antonio Razzi, ex Idv passato tra le file della maggioranza il 14 dicembre 2010, ospite della trasmissione radiofonica - La Zanzara - Radio24, ha dato dimostrazione della sua immensa cultura con una performance linguistica di primo piano. Se non lo sapete lo stesso è menbro delle commissioni "Cultura, scienze ed istruzione" e "Politiche dell'Unione Europea".
Tratto da La Zanzara - Radio 24 -
" Il 14 dicembre ha portato fortuna al governo Berluscone e il 14 novembre porterà altrettanta fortuna. In questo momento ci bisogna avere la responsabilità del paese, che il governo deve andare avanti, perchè? Perchè altrimenti al posto di Berluscone chi c'è? Non c'è nessuno. Sennò altrimenti lo dobbiamo formare un altro Berluscone"
"Magari forse ci sono quelli che aspirano a poltrone grandi, a grandi poltrone. Io no: a me basta che ho la sedia per votare. Arrivare a fine legislatura? E dare del bene al paese. Altrimenti si spende circa un miliardo e mezzo"
"No, io non so' venuto a lavora' perchè per me li considero un lavoro! Trovo che oggi una cosa scandaloso che i cittadini votano per il centrosinistra perchè lo devono rappresentare in aula e oggi non c'erano. E dov'erano? A fare shopping per Roma! Quando il presidente Berluscone ha parlato loro potevano fare delle proposte. Ma i cittadini italiani sono abbastanza indelligendi e lo capirà, lo capirà...e dopo quando arrivan alle urne si saprà sicuramente scegliere il voto a chi l'ha rappresentato"
"Ma guarda che tutt quelli che hanno votato all'estero addirittura s'hanno comblimendato. Me l'hanno detto lo ho votato a te e non al partito. L'aspirazione a parlamentare non è solo mio, ma sono di 60 milioni di italiani. E ognuno di voi vuole arrivare al coso, come tutti i grandi sindacalisti che fanno bla bla blaf per tutte le parti e qua..e dove lo..dove lo ritrovi? Lo ritrova alla Camera e al Senato. Prima parlano a favore dell'operaio e poi quando sta in parlamento s'è dimenticato, come si dice a Napoli "scurdemoce o' passad' e non fa più e dopo non guarda più a queremente a quello che fabbisogno l'operaio"
"Sembra chissà che a me m'hanno combrado, ma a me non mi conbrano mango Cristo: me ne avrei andato pure a pagando io. La differenza tra Berluscone e Di Pietro? Quella che ci passa tra il giorno e la notte. Io, con 15 anni che sono stato con Di Pietro non ci ho parlato mang nu minuto. Con Berluscone ci parlo quando sento problema. Comunque, sto facendo un libro, ma devo trovare un editore: se ci riesco esce a dicembre.Finchè che l'editore non mi consiglia alla...perchè gli ho dato 4 o 5! Parla la mia storia da emigrato, ma parla degli ultima avvenimendi, perchè sono andato via dall'Idv. Quello che del libro io non prendo niente perchè lo devolgo alla Chiesa che sta cadendo"
"Non ho mai venuto qui per prendere la pensione da parlamentare, non me ne frega niente, ma sono venuto per il bene della mia nazione"
"Nella vita bisogna sapere tutto, se no non si va avanti. Il professore Sgarbi m'insegna la cultura perchè è l'unica in Italia che ne sa"
"Vabbè, le devo anche lasciare, perchè sono cl Maestro. Sull'italiano mi dovete correggere voi, quindi, e vi ringrazio che mi aiutate".
E questi sono i personaggi (responsabili) che tengono in vita il governo "berluscone".Se ci aveto capito qualcosa fatemelo sapere...
Fonte: Il Fatto Quotidiano

18 ottobre 2011

La vera anima della lega...un partito di m...a

Centinaia, migliaia di militanti leghisti si sentono traditi dai loro capi. Molto spesso si tratta (vedi la lettera al Corriere del sindaco di Macherio) di persone perbene, che si sono buttate in politica per servire la loro comunità. È un sollievo vederli reagire alla squallida agonia del governo di cui fanno parte. Non è un sollievo, però, sapere che a metterli in allarme, prima di adesso, non sono bastati quel linguaggio da trivio,quegli slogan razzisti,quella violenza verbale, quel dito medio divenuto il misero scettro del capo. Non è una questione di forma. Nessuna cosa davvero buona, davvero utile può nascondersi dentro un involucro così torbido e così sciatto. Il più onesto dei politici, il più virtuoso dei programmi non può usare a lungo parole volgari, battute infami, senza esserne intaccato, sporcato. Senza distruggere, per prima, la sua politica. Il linguaggio ben temperato e la cultura non sono vezzi da fichetti, come credono le camicie verdi (e come credevano gli squadristi). La cultura è ciò che dà dignità al popolo, lo libera dalla sottomissione, lo trasforma in classe dirigente. È facile, adesso che il vassallaggio di Bossi verso Berlusconi è così palese, sentirsi traditi. Peccato non essersi sentiti traditi prima, quando la rivoluzione leghista si annunciava, ancora in culla, con parole rasoterra, meschine, prive di nobiltà. Senza nobiltà (di intenzioni e di parole) la politica non può che tradire.
Fonte: L'Amaca - Michele Serra -

17 ottobre 2011

Fbc Unione Venezia: l'arbitro regala il derby al Venezia

SandonàJesolo-Venezia 0-1 Campionato Nazionale serie D Girone C - 7^ Giornata-
Un regalo dell'arbitro spiana la strada al Venezia.I lagunari si impongono nel derby con il SandonàJesolo (in precedenza quattro sconfitte e un pari) grazie a un rigore inesistente che l'arbitro ha concesso per un contrasto tra Zanella (SJ) ed Essoussi (UV) un paio di metri fuori dall'area. Così il Venezia incassa tre punti importantissimi senza averli meritati, anzi proponendosi in una maniera balbettante e di certo poco convincente: un pareggio avrebbe certamente fotografato meglio quanto visto in campo. Soprattutto perchè alla fine nessuna delle due squadre avrebbe meritato di vincere. Il SandonàJesolo ha interpretato bene il match, con la grinta giusta e accorgimenti adeguati per frenare il gioco lagunare, nonostante le assenze importanti di Barbieri e Cacurio.
Soddisfazione per i tre punti conquistati contro un avversario tutt'altro che facile. La squadra ha capito che per vincere i campionati occorre soffrire, correre e rincorrere anche con giocatori di qualità. Più in sofferenza nel primo tempo quando gli arancioneroverdi si sono affidati ai lanci lunghi. La musica è invece cambiata nel secondo tempo quando la squadra si è accorciata. Si è vinto su un campo dove il Venezia ha sempre perso: significato c'è.

SandonàJesolo-Venezia 0-1
Reti: st. 37' Esspussi (UV) RIG.
Arbitro: Mangino di Tivoli

16 ottobre 2011

Tela di ragno

Sono una tela di ragno sospesa
Sono l’acqua che stagna marcita
Sono la crosta di sangue che piaga una vecchia ferita
Sono una mosca che sporca il bicchiere
Sono la brace che sporca il cuscino
Sono una sveglia che suona sbagliata di primo mattino
E…Sono un cane che abbaia di notte
Sono vernice che macchia il vestito
Sono un treno arrivato in ritardo che tutto è finito
E sono rogna patema imbarazzo
Sono un grumo di sale nei denti
Sono la chiave lasciata in ufficio che ha chiuso i battenti
Sono corrente che manca d’inverno
Sono ruota finita in un fosso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono tempesta sul grano maturo
Sono singhiozzo che viene e non passa
Sono l’anello prezioso perduto nell’acqua più bassa
Sono un martello sul dito e sul muro
Sono una lettera che non arriva
Sono l’inutile cosa buttata che adesso serviva
Sono la coda nel posto sbagliato,gatto nero sull’itinerario,
coincidenza perduta partita da un altro binario
Sono la mano sudata che stringe
Sono zucchero al posto del sale
Sono l’amante tenuta segreta che chiama a Natale
E…Sono sabbia che punge nel letto,scarafaggio che ti sale addosso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono polvere nell’ingranaggio
Sono il rovescio che non ha medaglia
Sono l’ago trovato con un piede in un mucchio di paglia
Sono biglietto vincente perduto
Sono il rubinetto che cola una goccia
Sono saliva sputata che arriva e offende la faccia
Sono la porta che batte sul naso
Sono rifiuto da chi non ti aspetta
Sono vergogna privata finita alla gogna di tutti
Sono la mano sinistra del caso
Sono silenzio che gela un saluto
Sono soccorso che arriva correndo ma a tempo scaduto
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano… al semaforo rosso
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano al… semaforo rosso

Gianmaria Testa

15 ottobre 2011

La scelta

Vogliamo parlare della libertà e del suo esercizio. L’esercizio della libertà consiste nella capacità di assumere innanzitutto la cura di se stessi, di scegliere, di prendere delle decisioni e di restarvi fedeli. Decidere significa leggere la realtà con il pensiero per interpretare, valutare, stabilire connessioni, distinguere, astrarre. L’atto della decisione non può essere lasciato agli altri, ma neanche all’impulso del momento e all’emozione. Esige l’esercizio della riflessione e del discernimento. Solo così potremo evitare il rischio in cui oggi è facile incorrere: di restare degli eterni indecisi che si bloccano con una infinita serie di possibilità senza alcun “aut-aut” che costringa a scegliere e conduca così ciascuno a dare forma precisa e personale alla propria umanità. Lo sappiamo bene, anche decidere è un’operazione dolorosa perchè comporta dire dei no, tralasciare delle possibilità, comporta rinunce, riconoscere che il tutto non è alla nostra portata e che i limiti sono l’alveo al cui interno soltanto può avvenire la nostra libertà. Ma chiunque opera delle scelte significative per la propria vita (scegliere un certo tipo di scuola, un certo lavoro, un modo di vivere) non lo fa pensando agli infiniti “no” (ad altre scuole, ad altri lavori ad altri modi di vivere) che di fatto dice, ma solo al sì che lo porta a privilegiare una cosa rispetto ad un’altra. E qui occorre ricordare che la libertà non è mancanza di vincoli ma è sempre libertà all’interno di legami e di limiti. La libertà non coincide con ciò che è più facile o immediato, ma esige una disciplina, un ordine. L’uomo libero è colui che sa determinarsi in modo libero a certe azioni e che sempre rispetta la libertà degli altri. Può forse sembrare difficile tutto questo, ma è il modo con cui si può fare della vita un autentico capolavoro, un’opera d’arte, rifuggendo la tentazione del nichilismo, del ripiegamento su di sè, della cultura della sopravvivenza senza alcuna progettualità. Questo lavoro è umano, è umanissimo e attende tutti noi. Ne dipende la nostra felicità e il nostro futuro, ma anche la nostra capacità di vivere con gli altri.
Enzo Bianchi – priore di Bose -

14 ottobre 2011

Il valore di una persona risiede in ciò che è

Il valore di un uomo dovrebbe essere misurato in base a quanto dà e non in base a quanto è in grado di ricevere.
Albert Einstein

13 ottobre 2011

Preghiera (Il signor G) 1970

Signore delle domeniche, prova ad esserlo anche del lunedì e di tutti quei giorni tristi che ci capitano sulla Terra.
Signore dei ricchi e dei fortunati prova ad esserlo, se puoi, anche di quelli che non hanno niente. Anche di chi ha paura e soffre, anche di chi pena e soffre, anche di chi lavora e lavora e lavora... e soffre e soffre e soffre.
Signore dei gentili e dei buoni prova ad esserlo, se vuoi, anche di quelli che sono cattivi e violenti perché non sanno come difendersi in questo nostro mondo.
Signore delle chiese e dei conventi, Signore delle suore e dei preti prova ad esserlo, se credi, anche dei cortili, delle fabbriche, delle puttane, dei ladri. Signore, Signore dei vincitori, prova ad esserlo, se ci sei, anche dei vinti.
Amen.
Giorgio Gaber

12 ottobre 2011

Ecco...la musica è finita

Gli amici se ne vanno,
che inutile assemblea nell’aula di Montecitorio
Tremonti
Ho aspettato tanto per vederti
Ma non è servito a niente niente
nemmeno il tuo voto
l’accenno di una intesa ti dico…
Tremonti
Nascondendomi dietro la mascella alta,
circondato dai miei inutili ministri.
Cosa non farei Per stringerti a me
Cosa non darei Per quel voto.
Ecco la musica è finita
Gli amici se ne vanno
E il voto non c’era più
E tu mi lasci solo
Più di prima
Un istante lungo da morire
All’improvviso
La maggioranza non c'è più
Non buttiamo via così
Alas cinco de la tarde
La speranza di una vita « d’amore »
La mia forza me l’hai data tu
Il mio mondo è cominciato in te
Il mio mondo finirà con te
E se tu,
mi lascerai
In un momento così,
tutto per me finirà con te.
liberamente tratto da La Musica è finita

11 ottobre 2011

Da "Cuori allo specchio"

Siamo come candele accese. Il rosso della fiamma non è l'unico colore, ma solo il più esterno e visibile. Ci sono anche il giallo e il blu: alla base, intorno allo stoppino. Allo stesso modo in noi convivono tre livelli di "combustione": il rosso delle passioni all'esterno, il giallo delle emozioni e, alla base il blu dello spirito. Chi passa la vita ad inseguire passioni per provare emozioni fa una cosa molto vitale, ma insufficiente ed è per questo che rischia di rimanere sempre inappagato. Per trarre dai sensi tutto ciò che possono darti, occorre lavorare sullo strato più profondo e nascosto. Imparare a cercare risposte all'interno e non all'infuori di te. Altrimenti sarai sempre vittima delle circostanze e degli ondeggiamenti emotivi altrui.
Massimo Gramellini

10 ottobre 2011

Fbc Unione Venezia: i lagunari ritornano al successo

Venezia-St Georgen 5-3 Campionato Nazionale Serie D Girone C - VI Giornata-
Il Venezia vince ma soffre. Segna cinque reti ma ne rimedia tre da un St Georgen che oltre a spaventare i lagunari si propone in maniera spregiudicata ed efficace, contribuendo a rendere particolarmente gradevole il match. Differenza di caratura evidente tra le due squadre, ma il team altoatesino riesce a proporsi con grande vitalità e fisicità al punto di sopperire alla minor qualità. Il Venezia domina il campo ma non appare attentissimo dietro, tant'è che lo sbilanciarsi in avanti del team altoatesino, con uno schieramento offensivo particolarmente nutrito, crea qualche grattacapo. Una vittoria di una prestazione "tutta rabbia". I nostri avversari, che finora sono stati l'unica squadra a venire al Penzo per giocarserla e non solo per non prenderle, non buttavano mai via il pallone, verticalizzando bene per i due attaccanti davvero bravi. Prestazione più che buona dei lagunari dalla cintola in su, con numerose occasioni propizie create, mentre dietro i centrali hanno lasciato a desiderare distraendosi un pò troppo, e inoltre il portiere Amadori non si è dimostrato di certo così sicuro, nè adeguatamente reattivo. Proprio sui cali di attenzione si è basata la difficoltà incontrata dai lagunari per dominare con una certa serenità il match. La prima rete ospite, infatti, è la foto di questa situazione. Ma, come detto, ben cinque sono state le reti degli arancioneroverdi che hanno finalmente interrotto il periodo di vacche magra sottoporta. Ancora più confortante è stato l'atteggiamento che la squadra ha avuto nella ripresa con una grande carica agonistica a rimarcare la capacità di dominio della gara anche in situazioni difficili, dopo aver proposto un'adeguata ed efficace reazione allo svantaggio. Mister Sassarini dovrà ora lavorare per registrare la difesa, soprattutto a livello di concentrazione, per ridurre la vulnerabilità del Venezia, specie in vista del derby contro un Sandonà che davanti si presenta più che concreto.

Venezia -ST Georgen 5-3
Arbitro: Amoroso di Paola
Reti: pt. 15' Zubin (UV), 16' Mair (SG), 26' Bachlechner (SG), 33 Cubillos (UV),44 Biagini (UV), 45' Lauria (UV); st. 14 Ziviani (SG), 25' Marcolini (UV)

09 ottobre 2011

Altrove

Leggere è vivere attraverso gli occhi di un altro. In questo modo si esce poco a poco fuori da sé, dimenticando i problemi e gli assili mondani per calarsi in un altrove sovente straniero e sconosciuto. Che miracolosamente calma e guarisce".
Miro Silvera

08 ottobre 2011

Tutto era già stato detto: internet e la censura

Prendo, copio e incollo questo post scritto il 13 giugno 2011 da brunocorino.blogspot.com che ritengo molto interessante e da approfondire…
In vista di un probabile scontro elettorale alle prossime elezioni politiche, è meglio smantellare tutti quei programmi ritenuti "scomodi" dall'attuale proprietario di Mediaset (nonché presidente del consiglio). I vantaggi che ne derivano sono duplici: da un lato si fanno fuori trasmissioni che possono inficiare le favole narrate dal governo, e dall'altro si eliminano dall'offerta televisiva dei forti concorrenti, in modo che trasmissioni come "Il grande fratello" e altre possono aumentare negli ascolti e quindi aumentare gli incassi degli introiti pubblicitari. Qualcuno da tutta questa operazione trarrà un duplice beneficio: i milioni di euro guadagnati con la pubblicità servono a finanziare la propria offerta politica, e la propria politica serve ad aumentare gli indici d'ascolto delle proprie televisioni. Tutto questo a dispetto di milioni di telespettatori che pagano il canone e che lo si vedranno aumentare alla fine dell'anno. Così, siamo "costretti" a sorbirci i ferrara, i minzolini, i paragoni, gli sgarbi, a cui si aggiungeranno altri probabili candidati "non faziosi". Poi, se questi conduttori non vi sono graditi, potete cambiare canale e vedere "gratis" (come scrive un giornalista non fazioso come Belpietro) i conduttori di mediaset. Qualcuno s'appella a La7: ma chi controlla il mercato delle inserzioni pubblicitarie quando ci mette a farla "saltare"? E, poi, si può vincere una battaglia navale se la tua flotta dispone di qualche incrociatore e quella dell'avversario ha tre corazzate, due incrociatori e una portaerei? Ovviamente, questa analisi si rifà a uno scenario vecchio della comunicazione. Gli "esperti" del premier in queste ore, immagino, gli staranno spiegando che il messaggio politico passa sempre meno attraverso la televisione generalista e sempre più attraverso la rete. Per citare un esempio, la "casalinga" degli anni Novanta che si lasciava incantare dallo stile comunicazionale "dell'uomo che si è fatto da solo" non è che non ci sia più, per esserci c'è ancora, ma adesso ha un figlio o un nipote che s'informa dalla rete (quando non è lei stessa a farlo), che le dice che quello che passa attraverso la tv è un cumulo di sciocchezze. Le tesi del capo del governo sono smontate pezzo per pezzo dalla rete, la sua propaganda politica viene irrisa, i suoi messaggi sono ripresi e rimessi in un altro contesto che li depotenzia. Una televisione monocorde perde di credibilità sul piano della comunicazione, si incaglia nel paradosso del mentitore: la tv dice che tutto ciò che la tv afferma è falso. Voglio dire anche quell'unica volta su cento che la tv afferma una cosa vera comunque verrà considerata non attendibile: anche quando afferma che a Piovarolo c'è il sole comunque si è scettici fino a quando non si trovi un'altra possibilità per verificarne la veridicità. E, infine, finisce col fare un danno a se stessa, perché finisce con l'allontanare da sé un numero sempre maggiore di telespettatori. La rete è diventata la sfera pubblica dove si forma l'opinione pubblica: l'informazione della carta stampata e televisiva è un tipo di informazione limitata, gerarchica, unilineare, ed eterodiretta; l'informazione che passa sul web è illimitata, multilineare e autodiretta. In Italia, il primo ad aver capito questa svolta epocale è stato Beppe Grillo: il suo è il primo movimento nato nella e alimentato dalla rete. Il duo B&b questa rivoluzione ancora non l'ha compresa appieno e crede che basta mettere un po' di bavaglio all'informazione televisiva per riconquistare il consenso perduto. Tuttavia, una volta che anche il duo B&b comprenderà questa svolta rivoluzionaria dirigerà tutta l'attenzione al web per limitarne la forza dirompente. Se questo governo passerà la tempesta che s'annuncia vedremo che i prossimi disegni di legge andranno in questa direzione: come esercitare un controllo sul web.
Bruno Corino la rete: dove si forma l’opinione pubblica

07 ottobre 2011

Omaggio a Tomas Transtromer

Le pietre

Sento cadere le pietre che abbiamo gettato,
Cristalline negli anni. Nella valle
Volano le azioni confuse dell'attimo
Gridando da cima a cima degli alberi, tacciono
Nell'aria più leggera del presente, planano
Come rondini da cima
A cima dei monti finchè
Raggiungono l'altopiano più remoto
Lungo la frontiera con l'aldilà.
La cadono
Le nostre azioni cristalline
Su nessun fondo,
Tranne noi stessi.
Tomas Transtromer (premio Nobel letteratura 2011)

06 ottobre 2011

Ci ha lasciato il visionario della Silicon Valley

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Steve Jobs

D’ora in poi non ne voglio più parlare

Sapete che succede?
Succede che mi sono stancato…
Succede che mi sono stancato di sentire sempre la solita tiritera…Bunga-bunga…giustizia…intercettazioni…pdl…pd..lega…
Succede che mi sono stancato Di Cicchitto, La Russa, Gelmini, Lupi, Angelino Alfano, Bossi, Calderoli,il Trota, Tremonti, Cota, Scilipoti, Gasparri, Borghezio, Maroni, Scajola, Denis Verdini, Saverio Romano, Gianni e Pinotto, Ric e Gian…
Succede che mi sono stancato di scrivere e pensare A tutti i danni che combina questo “governo” Succede che mi sono stancato Che ci sia una sola unica verità Che sti dà una parte Sia un perseguitato E chi sta dall’altra Pensi solo a perseguitare
Succede che mi sono stancato Di una sinistra complice Inesistente, incoerente, elitaria e idealista. Succede che mi sono stancato Di questa gente Di chi li vota e li voterà.
Succede che mi sono stancato Di indovinare da che parte Andrà l’Italia Guidata da questa accozzaglia.
Succede che mi sono stancato di entrare nel merito di cosa sia bene e cosa sia male di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato
Succede che mi sono stancato Che resti una sola certezza Che il reuccio per sua natura Non può far altro Che chiedere ancora più potere
Succede che mi sono stancato che difficilmente si accontenterà mai di quello ottenuto.

Post Scritmun
Begnini ha detto che il reuccio ha le orge contate. Penso, purtroppo che non sia vero. Al contrario ogni minuto di permanenza di B. al governo è un'orgia di poteri, abusi, oltraggi contro tutti i cittadini onesti. Le agenzia di rating ci declassano ci dicono chiaramente che il declassamento è dovuto alla sua incapacità ma, il declassato,se ne infischia. Intanto ha consumato la sua ultima orgia...mettere il bavaglio all'informazione. Ma cosa dobbiamo ormai più aspettarci da un parlamento di nominati comprati un tanto al kilo dallo stesso figuro...e ora di dire BASTA senza se e senza ma

05 ottobre 2011

Non posso dirvi altro

Voi dovete vivere giorno per giorno, non dovete pensare ossessivamente al futuro. Sarà una esperienza durissima, eppure non la deprecherete. Ne uscirete migliorati. Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita. Questa è almeno la mia esperienza. Non posso dirvi altro
Giuseppe Pontiggia

04 ottobre 2011

Non dovresti conoscere la disperazione

Non dovresti conoscere la disperazione
se le stelle scintillano ogni notte;
se la rugiada scende silenziosa a sera
e il sole indora il mattino.

Non dovresti conoscere la disperazione ,seppure
le lacrime scorrano a fiumi:
non sono gli anni più amati
per sempre presso il tuo cuore?

Piangono, tu piangi, così deve essere;
il vento sospira dei tuoi sospiri,
e dall'inverno cadono lacrime di neve
là dove giacciono le foglie d'autunno;
pure, presto rinascono, e il tuo destino
dal loro non può separarsi:
continua il tuo viaggio, se non con gioia,
pure, mai con disperazione! "

Emily Bronte

03 ottobre 2011

Fbc Unione Venezia : Ultimamente gli arancioneroverdi "sembra" si stiano smarrendo

Montecchio Maggiore - Unione Venezia 1-1 Campionato Nazionale Serie D Girone C - V° Giornata -

C'è poco da dire sulla prestazione dei lagunari in quel di Montecchio Maggiore. Ancora una volta un calcio di punizione, come domenica scorsa in casa con il Montebelluna, è stato determinante. Ancora due punti lasciati sul campo dagli uomini di Sassarini, passati in vantaggio al 25' del secondo tempo con Oliveira. Nulla da recriminare sul punteggio finale della partita, più di qualcosa da recriminare sul fronte del gioco. Si attendono intanto i due punti che verranno recuperati per l'errore del Montebelluna che domenica scorsa, al Penzo, ha schierato il giocatore Matteo Vigo, nonostante quest'ultimo, dovesse scontare un turno di squalifica. Intanto, la matricola terribile Delta Porto Tolle, continua a vincere trovandosi in vetta al girone C di Serie D con 15 punti ( 5 partite, 5 vittorie).

Montecchio Maggiore - Unione Venezia 1-1
Arbitro: Andrea Naccari di Messina
Reti: 25' st. Oliveira (UV) - 33' st. Combani (M)

Dal libro Walden ovvero vita nei boschi

Andai nel mondo perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo, spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita.
Henry David Thoreau

02 ottobre 2011

Consigli

"Goditi potere e bellezza della gioventù, non ci pensare: il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite ma credimi, tra 20 anni guarderai quelle tue vecchie foto in un modo che non puoi immaginare adesso; quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi. Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro, oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita sono quelli che non ti erano neanche passati per la mente, di quelli che ti colgono di sorpresa, alle 4 di un pigro martedì pomeriggio. Fa una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta! Non essere crudele con il cuore degli altri, non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perdere tempo con l'invidia, a volte sei in testa, a volte resti indietro; la corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricordati i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente, dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa fare della tua vita: le persone più interessanti che conosco a 22 anni non sapevano che fare della loro vita, i quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no, forse avrai figli o forse no; forse divorzierai a 40 annni, forse ballerai con lei al cinquantacinquesimo anniversario di matrimonio; comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi, senza paura e senza temere quello che pensa la gente! E' il più grande strumento che potrai mai avere. Balla, anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza, ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni - i più preziosi - rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perchè più diventi vecchio, più avrai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po', ma lasciala, prima che ti indurisca. Vivi in California per un po', ma lasciala, prima che ti rammollisca. Non fare pasticci con i tuoi capelli, se no quando avrai 40 anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostaglia: dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quello che vale. Ma accetta il consiglio, per questa volta".
dal film The Big Kahuna

01 ottobre 2011

Tratto da - La Storia -

L'umanità, per propria natura, tende a darsi una spiegazione del mondo, nel quale è nata. E questa è la sua distinzione dalle altre specie. Ogni individuo, pure il meno intelligente e l'infimo dei paria, fino da bambino si dà una qualche spiegazione del mondo. E in quella si adatta a vivere. E senza di quella, cadrebbe nella pazzia.
Elsa Morante