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La dura verità del marciare in una legione romana

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Il vero fallimento non è sbagliare, ma arrendersi

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"Anche se lungo la strada doveste sperimentare una crisi temporanea e pensare che non siete in grado di proseguire, la cosa importante è continuare ad andare avanti senza arrendervi. Fallire nella vita non vuol dire fare degli errori, ma arrendersi quando avete fatto degli errori o quando vi sentite scoraggiati. Vuol dire non riprendere il cammino quando attraversate una crisi o subite una delusione. I veri vincitori sono quelli che si rialzano ogni volta che cadono." Daisaku Ikeda - Amore e Amicizia

Cave di Selz, Ronchi dei Legionari (GO) il 30 marzo 1916

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Uscimmo dalla trincea coperta; una vampata di sole caldo c’investì abbarbagliandoci la vista. Nel cielo purissimo brillava il più vivido sole che io abbia mai visto e quel sole cocente ci scaldava il sangue che a tuffi saliva alla testa. “ È morto il capitano” mi dissero. Un moto di dolore passò sul volto dei soldati; “ma non è vero, è ferito” dissi io. “Avanti!”. Avanti di corsa e ci slanciammo verso il punto da cui si doveva irrompere sulla trincea nemica. Sorpassammo gli altri plotoni, fummo in testa, ma bisognava attendere ancora che giungessero altri soldati perché l’addensamento fosse compiuto. “Alle feritoie! Fuoco! Fuoco!”. Ormai la trincea rigurgitava di soldati; ad ogni feritoia ce n’erano tre o quattro ed altri dietro non trovando posto attendevano in ginocchio il turno per sparare, ed altri ne giungevano ancora. “ Fuoco senza tregua!”. I fucili scottavano, bruciavano le mani… Il nemico che sotto l’infuriare del cannoneggiamento si era rintanato nelle caverne scavate lungo ...

La battaglia delle Melette 11 novembre 1917

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L' arretramento dell'esercito italiano dal fronte dell'Isonzo, dalla zona Carnia e dal Cadore, ebbe delle ripecussioni anche sulla zona dell'Altopiano di Asiago. Nonostante il fronte trentino non fosse stato attaccato, i comandi della 1a Armata decisero di arretrare il fronte di alcuni chilometri. Asiago e Camporovere due paesi ormai completamente distrutti vennero abbandonati e la nuova linea lungo le cime est di Asiago si saldò al fondamentale Massiccio del Grappa. All'inizio di novembre il Gen. Conrad, che da sempre sosteneva la necessità di attaccare la 1a Armata per puntare verso la pianura veneta, chiese di poter avere dei rinforzi ed organizzare un'azione in contemporanea a quelle previste sul corso del Piave e sul Grappa. Ottenuto il permesso ma non i rinforzi, l'ex Capo di Stato Maggiore austroungarico lanciò l'offensiva: lo scopo era conquistare le montagne attorno a Gallio, ed in particolare le Melette di Foza e le Melette di Gallio. Gli attac...

Venezia FC: Venezia-Spezia 2-0 Serie BKT 27 settembre 2025

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Il ponte di Cesare sul Reno. Come l'hanno costruito?

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Senza lasciare traccia

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“ L’amore non è un’equazione, come cercò di farmi credere tuo padre. Non è un contratto, e non è un lieto fine. È la lavagna sotto al gesso, il terreno su cui si alzano edifici, l’ossigeno nell’aria. È il luogo in cui ritorno, ovunque mi sia diretta”. Jodi Picoult