Venezia FC: "Ostrega!" Il mirabolante mercato invernale del Venezia

Dopo aver raggiunto la vetta della serie B, in Venezia non sembra più intenzionato a voltarsi indietro. Per raggiungere l’obiettivo agognato senza troppi rischi, il mercato di gennaio è stato a dir poco mirabolante, sia perché è stata mantenuta l’ossatura vincente della prima parte della stagione – trattenere Doumbia e Kike Perez i capolavori - sia perché si è andati a puntellare laddove la rosa non presentava alternative all’altezza dei titolari.
Così come la società lagunare ci ha abituato negli ultimi anni, tra i colpi di questa sessione c’è quel tocco esotico che tanto piace alla società per allargare i confini del brand. È il caso di Marko Farji, ala sinistra irachena classe 2004, pagato 1,3 milioni di euro dai norvegesi dello Strømsgodset IF e nel giro della Nazionale, con cui vanta già otto presenze. Un giocatore bon si giudica da qualche highlights cucito trovato su Youtube, però il ragazzo pare decisamente un esterno frizzante, molto abile nel saltar l’uomo in maniera fantasiosa. Stroppa molto probabilmente lo utilizzerà come scheggia impazzita negli ultimi minuti in caso di sfide bloccate. L’altro colpo, che sarebbe insolito per chiunque ma non per gli arancioneroverdi, è Lion Lauberbach. Di mestiere attaccante, classe 1998, autore di 6 goal in 22 partite nel campionato belga con il Mechelen, è stato pagato la cifra sostanziosa di 3 milioni. Tedesco, nato a Erfurt, in Germania, il ragazzo ha una stazza importante, visto il metro e 94 centimetri, ma è abile anche partendo dall’esterno, da appoggio per un altro partner vista la sua capacità di spaziare. In coppia con Adorante, in alternativa al brio di Yeboah, è un’altra soluzione interessante nella faretra di Stroppa. Prende il posto di Fila, ceduto in prestito all’Empoli e in cerca di rilancio. 
Il colpaccio, però, è stato Matteo Dagasso. Il classe 2004 del Pescara, nel giro dell’Under 21 di Baldini, era assai ambito in questa sessione di mercato, visto l’interesse pure del Genoa, ma i 2 milioni di euro versati agli abruzzesi sono stati sufficienti per accaparrarselo. È un colpo per il presente, ma soprattutto per il futuro. Pareva dovesse andarsene Bohinen, considerato tra i possibili partenti per il poco spazio in campo, e invece è stato acquistato a titolo definitivo proprio dal Genoa nell'ultimo giorno di calciomercato. 
Passa al Pescara Lamine Fanne, mediano classe 2004 spagnolo-senegalese, arrivato delle ultime ore dal Luton Town e subito girato al Pescara, dove avrà sicuramente spazio per poter fare esperienza nel campionato italiano. Stessa idea che vale per Junior Ligue, dallo Zurigo, comprato per 2,5 milioni e subito girato in prestito al Mantova. Terzino sinistro, ha già compiuto tutta la trafila nelle nazionali svizzere: altro profilo futuribile e decisamente interessante. Ancor più in prospettiva è l’arrivo di Edoardo Mariani, centrocampista del 2008 (!) proveniente dalla Vis Pesaro con cui ha già collezionato 10 presenze in C e in cui rimarrà fino a fine stagione. Investimento di 500 mila euro. 
Che dire, il DS Filippo Antonelli si è davvero esaltato. Davvero difficile trovare un difetto a questo mercato, che, tra l’altro, dimostra la stabilità societaria e la possibilità di manovre importanti, dopo gli scricchiolii di un paio di anni fa e l’intervento del deus ex machina Drake, in un momento nel quale gli spettri del passato parevano riemergere. La rosa, così com’è ora composta, vale più di 53 milioni, il dato più alto della cadetteria. Sembra tutto apparecchiato per il raggiungimento dell’obiettivo che era già chiaro ai nastri di partenza: il ritorno in A. Sta arrivando pure lo stadio nuovo, anche se – consiglio – frequentare il Penzo di questi tempi, magari con un po’ più di tepore in primavera, è uno spettacolo da cogliere al volo, finché si potrà, visto sia il contesto che la qualità offerta dalla squadra di Stroppa. 



Commenti

Post popolari in questo blog

Tutto inizia la sera nella notte del 14 maggio 1916: sta per scatenarsi la Strafexpetion austriaca…

Ma in una notte triste si parlò di tradimento. II lezione

S.Osvaldo – 6 aprile 1916 la fine della compagnia della morte