Un Dio personale, antitetico alle religioni istituzionalizzate e libero da odio o vendetta

Certo il Dio in cui io spero non rassomiglia affatto a quello dei cattolici, né a quello dei musulmani, e neppure a quello degli ebrei. 
Il Dio in cui io nutro speranza non ha mai suggerito ai suoi seguaci i sentimenti della calunnia, dell’odio, della vendetta, sfociati in orribili guerre, in devastanti persecuzioni, in spaventose varietà di tormenti fisici e morali. 
Il Dio in cui nonostante tutto continuo a sperare è un’entità al di sopra della parti, delle fazioni, delle ipocrite preci collettive, un Dio che dovrebbe sostituirsi alla cosiddetta giustizia umana in cui non nutro alcuna fiducia, alla stessa maniera in cui non la nutriva Gesù il più grande filosofo dell’amore che
donna riuscì mai a mettere al mondo.
Fabrizio DeAndré

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