"Mi fermo, respiro. Sono qui, ora"
Troppo
spesso si liquida con "utopia", "sogno",
"chimera", "illusione", ciò che semplicemente
non si vuole cambiare per pigrizia o abitudine.
Viviamo
catapultati in ritmi spesso frenetici e distanti dal nostro vero
sentire. Oppure, talvolta, la frenesia del fare diventa l'alibi per
non sentire il proprio corpo e le proprie emozioni.
Siamo
così tanto nel passato, in qualcosa che è ormai andato, oppure
proiettati nel futuro, nel lavoro, negli impegni, nelle cose da fare.
A
farne le spese è il momento presente, e con esso il contatto con il
proprio sè più vero e profondo.
Mi
fermo, respiro.
Sono
qui, ora.
Oscar
Travino

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