"Il silenzio prima della battaglia"

Si dice che {secondo alcuni fonti storiche} prima della battaglia i "Legionarii" romani stessero in assoluto silenzio, battendo ritmicamente con i "Gladii" sugli "Scvta", il che era abbastanza terrorizzante, perchè riuscivano a battere ritmicamente in precisione assoluta, come un sol uomo.
Nel tardo "Imperivm", cioè dal IV secolo, si usava anche il "Barritvs", potentissimo urlo che i romani avevano mutuato dai germani. Vero è che nel IV secolo le legioni erano formate perlopiù da germani, una delle cause della caduta dell'impero romano.
Dunque, i romani avanzavano senza un grido, ma col fragore ritmico delle spade sugli scudi {modalità copiata oggi dalle squadre di polizia antisommossa} mentre i nemici si dimenavano urlando e saltando ognuno per suo conto come era usanza tra i barbari occidentali {in oriente i costumi variavano da paese a paese}.
Si dice che non gridassero per udire meglio gli ordini in battaglia, ma non è così perchè gli ordini in quel frangente erano uditivi e visivi, uditivi per i suoni delle varie trombe, con suoni diversi a seconda del comando di avanzare, di ritirare, di compattarsi, di coprirsi ecc., visivi perchè per maggior sicurezza venivano sventolati dei "Vexilla" che segnalavano gli ordini di cui sopra, per essere certi che i legionari avessero compreso.
In alcune epoche e zone venivano usati anche i fischietti. Un primo fischio per lanciare i "Pila", un secondo fischio per coprirsi con gli scudi e sguainare il gladio, e così via per lasciare il posto alle fila posteriori per un ricambio {"Mvtatio"} delle forze che erano così sempre fresche. Naturalmente poi c'erano i "Centvriones" a ribadire gli ordini per essere certi che tutti avessero compreso.
Dunque il fragore delle armi sugli scudi o dei barriti che venivano eseguiti dietro gli scudi in modo che questi agissero come cassa di risonanza non erano da meno delle urla. Il tacere aveva un significato diverso. Anzitutto dimostravano al nemico che le loro minacce non li intimorivano per cui non rispondevano alle provocazioni. In effetti, per i barbari, abituati alle battaglie fra tribù dove tutti urlavano e si dimenavano, il comportamento minaccioso ma ordinatissimo delle fila romane era un po' destabilizzante.Peraltro l'urlo di guerra stabilito dal comandante rafforzava l'unione degli intenti, la fedeltà al generale e la disciplina nella coesione perfetta: un urlo poderosissimo si, ma voluto dal generale e gridato come fossero un sol uomo.
Dunque, dopo essere arrivati a distanza {X-XX ca}. di tiro di un pilvm nel più assoluto silenzio, ma battendo le spade sullo scudo, veniva lanciato il pilvm, si avanzava ancora di qualche metro e poi dopo aver lanciato l'urlo di guerra si caricava. Per evitare di perdere compattezza la carica doveva essere fatta il più tardi possibile, ed è a questo punto, che si lanciava il fatidico urlo di battaglia, che era lo stesso per tutti, scelto ogni volta dal proprio comandante per quel giorno e per quella battaglia. Generalmente si invocava "Mars" il Dio della guerra con "EXVRGE MARS". Ma poteva variare a seconda dei generali e dell'imperatore al comando.

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