Cadorna, la mattina del 25 ottobre, telegrafava al governo, in via riservata, che: Alcuni reparti del IV corpo abbandonarono posizioni importantissime senza difenderle. La colpa del crollo morale dell’esercito, aggiunse, era responsabilità dei nemici interni e della propaganda pacifista, che il governo di Roma non aveva combattuto adeguatamente così minando la combattività dei soldati. Era l’inizio di una strategia volta a scaricare ogni responsabilità per la sconfitta sui fanti. La mattina del 28 ottobre il bollettino del Comando Supremo, quando furono più chiare le proporzioni del rovescio militare, addossò ufficialmente le responsabilità della disfatta alla mancata resistenza di reparti della II Armata vilmente ritiratisi senza combattere o ignominiosamente arresisi al nemico. La pesante accusa, spinse il ministero dell’Interno a fermare la diffusione del bollettino, censurando i giornali che lo avevano pubblicato. All’estero, tuttavia, le accuse di Cadorna ai soldati ebbero diffusi...
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