Tremila Regni in un Singolo Istante di Vita (Ichinen Sanzen)

Il Buddismo esplicita la verità che la nostra vita non è ristretta nei confini di ciò che comunemente percepiamo come io, ma include gli altri, il mondo esterno e addirittura l’intero universo. La migliore concettualizzazione di questa verità si trova nella teoria dei tremila regni in un singolo istante di vita, che descrive l’illimitato potenziale della vita.
Da questa teoria derivano molti altri principi chiave del Buddismo, come il principio di non dualità di corpo e mente e quello di non dualità della vita e del suo ambiente. Poiché la teoria dei tremila regni colloca i dualismi in un più ampio contesto dove è possibile armonizzare gli opposti, comprenderla può aiutarci a risolvere i problemi che sorgono dal pensiero dualistico.
Il sistema filosofico dei «tremila regni» fu sviluppato in Cina da T’ien-t’ai, straordinario teorico buddista del VI secolo. Il sistema di T’ien-t’ai si basa sul Sutra del Loto e offre una visione del mondo che da conto della relazione di reciproca inclusione tra tutti i fenomeni e la realtà fondamentale della vita. Ciò significa che la vita del Budda è universalmente inerente a tutti gli esseri e che la distinzione tra una persona comune e un Budda esiste solo a livello fenomenico.
In giapponese la teoria di Tien-t’ai è chiamata ichinen sanzen. Ichinen, che letteralmente significa “un pensiero” o “una mente”, indica il vero aspetto della vita, o la realtà fondamentale che si manifesta in ogni momento nell’esistenza dei comuni mortali. Sanzen invece significa “tremila” e indica la molteplicità delle leggi invariabili che governano i fenomeni attraverso i quali la realtà fondamentale si manifesta.
Il numero tremila deriva dalla moltiplicazione dei differenti componenti che costituiscono il principio di ichinen sanzen: i dieci mondi, cioè i dieci stati della vita, ognuno dei quali contiene al suo interno, oltre a se stesso, gli altri nove, per un totale di cento mondi; i dieci fattori, dei quali è dotato ognuno dei cento mondi, e che diventano quindi mille fattori: e i tre regni dell’esistenza in cui ognuno di questi mille fattori opera, arrivando così al totale di tremila.

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