Accettare il cambiamento

È impossibile ignorare le quattro sofferenze della vita: nascita, vecchiaia, malattia e morte. Quando i cambiamenti minacciano l'equilibrio raggiunto, è importante imparare a rinnovarsi   
Nel film The Big Fish il protagonista lascia il paese in cui è nato e cresciuto e si avventura nel mondo. È giovane, ottimista e baldanzoso perché fino a quel momento la vita è stata per lui una continua serie di successi. Così, quando incontra l'impresario di un circo, è certo di ottenere il lavoro che desidera. L'impresario, tuttavia, lo riporta brutalmente alla realtà dicendo: «Tu eri un grosso pesce in una piccola pozza, ma questo qui è l'oceano e ci stai annegando. Segui il mio consiglio, torna a Pozzangherville». L'impietoso giudizio dell'impresario rivela un principio importante: è la scala di valutazione a determinare le reali dimensioni di ogni fenomeno. Il protagonista ha costruito sicurezze relative a sé e agli altri in un ambiente circoscritto, conosciuto fin nei dettagli, ha sviluppato e affermato la propria identità in un luogo piccolo e protetto. In questa pozza piccola è a proprio agio, circondato da certezze, si sente forte e sicuro, ben attrezzato ad affrontare la vita, in sostanza si percepisce come un pesce grosso. Ma, uscito da un ambito protetto e conosciuto, le proporzioni fra il pesce e il suo ambiente si capovolgono e, di fronte alle dimensioni sterminate dell'oceano, il pesce si rivela essere piccolo. È un'immagine che racconta in maniera efficace il processo dello sviluppo e del cambiamento di prospettiva che crescere inevitabilmente produce. Fin dal momento della nascita, che avviene proprio abbandonando una pozza piccola, si è costantemente esposti a un continuo passaggio in pozze di dimensioni crescenti, e ogni volta che ci si lascia alle spalle la pozza piccola per affrontare un ambiente sconosciuto e più vasto, si vive una condizione di preoccupazione e di ansia, quel timore di risultare inadeguati che il Buddismo definisce come "sofferenza della nascita" o della crescita. Ogni cambiamento è intessuto della sofferenza di nascere, di rinnovarsi e rigenerarsi, di trasformare il proprio modo di pensare a se stessi, agli altri e all'ambiente. A volte i cambiamenti sono attesi, più spesso si impongono, comunque, che ci si tuffi volentieri o si venga sospinti dalla corrente, l'effetto è lo stesso: è necessario nuotare in un mare sconosciuto. E, di fronte a questa prospettiva, a volte si soffre tanto da resistere con ogni risorsa al flusso della vita, nuotando ostinatamente controcorrente in prossimità delle rapide. È il caso, ad esempio, del passaggio dalla gioventù all'età adulta, che la società in cui viviamo tende a prorogare sempre più. O anche la difficoltà di accettare il passaggio dalla condizione di single a quella di coppia e poi dalla coppia alla famiglia con figli. A volte è una sofferenza che emerge quando i figli conquistano la propria autonomia, quando finisce una relazione profonda, quando si cambia lavoro o si va in pensione, quando ci si trasferisce o anche quando cambia il livello di responsabilità. Allora tutto quello che si era abituati a considerare come un sistema di riferimento ben oliato e funzionante lascia il posto a una situazione aperta e completamente nuova.
NR 381

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