Il Mosè di Michelangelo, Basilica di San Pietro in Vincoli, Roma.

Dal 1545, nel transetto di destra della Basilica di San Pietro in Vincoli si può ammirare uno dei capolavori dell’arte cinquecentesca, il Mosè di Michelangelo.
Progettando la scultura, Michelangelo si basò sulla “Vulgata” o “Volgata”, la traduzione latina della Bibbia dall’antica versione greca ed ebraica eseguita da Sonofrio Eusebio Girolamo, tra la fine del IV e gli inizi del V secolo.
La colossale statua, alta 2,35 metri, scolpita nel 1513 per ornare il monumento funebre che Giulio II aveva commissionato al Buonarroti, fu completata solo alla morte del papa che di fatto è sepolto nella basilica di San Pietro in Vaticano..
L’opera ritrae un maestoso Mosè seduto, con le Tavole della Legge sotto il braccio. Il momento rappresentato da Michelangelo è quello successivo alla consegna dei Comandamenti sul monte Sinai, quando Mosè trova gli israeliti intenti a venerare un vitello d’oro, segno di adorazione di altri dei.
Per quale motivo Mosè ha le corna?
L’autore, durante la traduzione, confuse la parola “keren”, che in greco significo corno, con “karan” ovvero raggio di luce. All'errore può aver contribuito anche il fatto che nel Medioevo si riteneva che solo Gesù potesse avere il volto pieno di luce.
Tratto da: Italia it // Wikipedia // Zogia it

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