30 giugno 2011

Io sono

Vedo il mondo a tutto tondo
che rimbalza sopra e sotto di me..
Vedo il mondo e sullo sfondo
biondo il sole che si è spento eiè...
Tutt' intorno piove un cielo
fatto a cerchi in bianco e nero, e Chagall...
Su una nuvola di fiori
suona musica a colori per me...
che mentre canto...

Sono il tempo, Sono il vento, Sono Dio...
Sono l'acqua, Sono il fuoco, Solo Io...
Sono il sesso, L' Universo, E' solo mio...
che mentre canto sono...

Vedo il mondo a tutto tondo
rotolare sopra un'onda laggiù
Vedo il mondo che va a fondo
su una zattera di piombo e bambù... e bambù...
Sopra l'acqua che è di vetro,
la ribalta di un teatro e più in là...
Su di un palco, Re, Regine
e diecimila ballerine per me...
che mentre canto...

Sono il tempo, Sono il vento, Sono Dio...
Sono l'acqua, Sono il fuoco, Solo Io...
Sono il sesso, L' Universo, E' solo mio...
che mentre canto sono...

Negrita – da Paradisi per illusi -

29 giugno 2011

Il principe nella nebbia

L'età ti fa capire certe cose. Per esempio, adesso so che la vita di un uomo si divide fondamentalmente in tre periodi. Nel primo, uno non pensa neppure che invecchierà, né che il tempo passa, e che fin dal primo giorno, quando nasciamo, camminiamo verso un unico e identico fine. Passata la prima giovinezza, comincia il secondo periodo, nel quale uno si rende conto della fragilità della propria vita, e quello che in principio è una semplice inquietudine va crescendo nell'animo come un mare di dubbi e incertezze che ti accompagnano durante il resto dei tuoi giorni. Per ultimo, alla fine della vita, si apre il terzo periodo, quello dell'accettazione della realtà e, di conseguenza, quello della rassegnazione e della speranza. Lungo la mia vita ho conosciuto molte persone che sono rimaste agganciate a uno di questi stadi senza mai riuscire a superarli. È qualcosa di terribile... è un cammino che ognuno di noi deve imparare a percorrere da solo, pregando Dio di aiutarlo a non perdersi prima di arrivare alla fine. Se tutti fossimo capaci di comprendere all'inizio della nostra vita questa cosa, che sembra così semplice, buona parte delle miserie e delle pene di questo mondo scomparirebbero. Però, e questo è un incomprensibile paradosso, ci viene concessa questa grazia solo quando è troppo tardi.
Carlos Ruiz Zafón dal libro "Il principe della nebbia"

28 giugno 2011

Sorridi

Sorridi, anche se il tuo cuore soffre
Sorridi, anche se si sta spezzando
Quando ci sono nuvole nel cielo,
"Non ci penserai"
Se sorridi
Attraverso la tua paura ed il tuo dolore
Sorridi e forse domani
vedrai il sole levarsi e splendere
Per te.

Illumina il tuo volto con la gioia
Nascondi ogni traccia di tristezza.
Anche se una lacrima
potrebbe essere sempre così vicina
Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare,
Sorridi, che senso ha piangere?
Scoprirai che vale ancora la pena di vivere
Se solo sorridi.
Charlie Chaplin

27 giugno 2011

Metro 2033

"Tutti sanno che la morte è inevitabile. All'interno della Metro, la morte faceva parte della vita quotidiana. Tuttavia, sembrava che capitasse solo agli altri: lui era sempre riuscito a schivare le pallottole, a superare indenne le malattie. La morte di vecchiaia era comunque un processo molto lento, però non c'era bisogno di pensarci. Non si può vivere continuando a meditare sulla propria mortalità. Bisogna dimenticarsela. Sebbene prima o poi il pensiero ritornerà, si deve sempre cercare di scacciarlo via, soffocarlo, altrimenti potrebbe radicarsi nella coscienza e rendere la vita una miseria. Non si può pensare al fatto che si deve morire, altrimenti si impazzisce. C'è solo una cosa che può salvare l'uomo dalla pazzia, ed è l'incertezza. La vita del condannato a morte è diversa da quella di una persona normale solo perché il primo sa con esattezza quando morirà, mentre il secondo ne è totalmente all'oscuro e perciò ha la percezione di poter vivere per sempre, anche se esiste sempre una piccola possibilità che potrebbe finire ucciso il giorno successivo, per una disgrazia. La morte non fa paura di per sé, ciò che si teme è l'attesa."
Dmitry Glukhovsky

26 giugno 2011

Stanchezza

Chiusi i pensieri
tra le braccia incrociate.
Curve le spalle
ad incatenare emozioni.
Marcate le rughe
nei capillari di paure.
Più piccoli gli occhi
profondo lo sguardo.

Vestito di fatica
unto di preoccupazioni
che allontanano
il te da te
e il te dall’io.

Piegato, accartocciato
dall’involucro del quotidiano.
Inchiodato al suolo
come piedistallo basculante.

Lascia, lascia tutto.
Chiudi gli occhi
fino a guardarti dentro.
Apri larghe le braccia
al sogno che ti sorregge.

Non devi fare nulla
uomo.
Fermati.
È il momento di essere.

Teresa Hagendorfer

25 giugno 2011

Storie di "straordinaria" disorganizzazione

Visite del tutto inutili, illegittime e superflue, documenti inviati più volte, commissioni incompetenti, indelicate e disinformate…queste sono soltanto alcune segnalazioni che si ricevono quotidianamente, dalle persone con disabilità (quelle “vere”) e dai loro genitori e familiari su tutto il territorio nazionale e che raccontano di disagi continui che forse potrebbero essere evitati con un po’ di organizzazione e preparazione, nonché, ovviamente (anche se pare superfluo ribadirlo), in molto casi con il semplice rispetto delle norme esistenti. Riporto, per la voce dei diretti interessati, naturalmente utilizzando dei nomi di fantasia, una storia che racconta quanto le modalità della “lotta ai falsi invalidi” forse in molti casi non centrino esattamente il giusto obiettivo. A voi ogni ulteriore giudizio. “Cosa dobbiamo fare? Tenerli seduti e fermi su una sedia, tutto il giorno, tutta la vita?”
Sono Giada, sorella di Carlo. Carlo ha 50 anni, frequenta un centro diurno e una comunità socio-sanitaria ed ha la sindrome di down. Anche mio figlio di 26 anni frequenta un centro diurno. E’ rimasto disabile dopo un incidente motociclistico e per di più anche non vedente. Ringraziando il cielo che nel nostro comune esista tale centro diurno nello stesso tempo è completamente impreparato a gestire la disabilità acquisita di mio figlio ma, non divaghiamo e continuiamo la storia di Giada e Carlo. Nell’autunno scorso io ( che sono la sua amministratrice di sostegno ) ho ricevuto dall’INPS la lettera di richiesta documenti, che ho provveduto immediatamente ad inviare. Successivamente, Carlo ha ricevuto comunque la sua chiamata a visita straordinaria ed anche in questo caso io ho inviato tutta la documentazione utile all’esonero ( tra cui, oltre gli attestati di frequenza dei servizi, anche l’attestazione della sua diagnosi e copia del messaggio INPS del 9 dicembre 2010 che indica chiaramente che le persone con sindrome di down sono escluse dalle visite di controllo ). Erano, quindi, svariati i motivi per i quali la visita avrebbe dovuto non farsi, e invece: la visita è rimasta fissata e ci siamo presentati. Alla visita ci siamo trovati di fronte ad una commissione molto fredda e rigida, che mi ha subito chiesto di vedere la mappa cromosonica e, alla mia risposta che non l’abbiamo mai fatta fare ( perché è evidente che Carlo ha la sindrome di down ) hanno iniziato a fare una serie di domande a mio fratello del tipo: “Sig. Carlo, che scuola ha frequentato?” – domanda a cui lui ha risposto “frequento il CDD” e sulla quale sono dovuta intervenire io spiegando che ha frequentato le “scuole speciali”, poi le elementari e le medie. Poi hanno continuato con le domande: “Sig. Carlo, sa dirmi quanto fa 3x4?” e allora Carlo ha risposto “7”. Ma il medico, non contento, ha pensato bene di insistere: “Le ho chiesto il risultato della moltiplicazione, non dell’addizione! Allora, mi dica: quanto fa 3x4” e mi si è un po’ stretto il cuore nel sentir rispondere di nuovo mio fratello “fa 7, è il risultato giusto”. Tra me mi sono chiesta e mi chiedo ancora: perché quel medico ha insistito ed ha rifatto la stessa domanda? Subito dopo la Commissione ha chiesto a Carlo di dire il proprio nome, cognome e data di nascita e lui ha risposto bene. Naturalmente io sono molto felice che abbia risposto correttamente: con tutti gli anni che abbiamo passato ad insistere perché imparasse il suo nome, la sua età, perché imparasse qualcosa che potesse aiutarlo ad integrarsi con gli altri, per fare una vita più normale possibile! Perché dovrei sperare che risponda male durante la visita? Io sono felice se, grazie al servizio, agli educatori ed a noi familiari, ha acquisito qualche abilità. Poi la Commissione ha guardato la cartella con i documenti. Ho sbirciato dentro ed ho visto il verbale di invalidità e l’ultimo invio di documenti fatto via fax, quando hanno chiamato mio fratello a visita. I documenti che avevo trasmesso prima non c’erano. Si sono soffermati sul verbale della mia nomina ad amministratore di sostegno, perché inizialmente non trovavano la data. Probabilmente era la prima volta che guardavano i documenti. Prima di uscire ci hanno chiesto “Allora questo signore non ha mai lavorato?” Sono rimasta abbastanza perplessa, onestamente non sapevo se rispondere alla domanda. Confrontandomi con altre persone nella stessa situazione, sapevo che avrebbero chiesto anche se frequentava qualche servizio, se aiutava in casa, molte persone sono spaventate che questo le penalizzi. C’è qualcosa di male se danno una mano in casa o se imparano a fare qualcosa? Non si insegna loro perché possano andare a lavorare, ma perché possano sentirsi utili, possano imparare a stare con gli altri, possano avere qualche integrazione con l’esterno. COSA DOBBIAMO FARE, TENERLI SEDUTI E FERMI SU UNA SEDIA, TUTTO IL GIORNO, TUTTA LA VITA?
Come non farsi tornare alla mente dopo questa storia quelle tragiche parole di Primo Levi nella poesia Se questo è un uomo…Voi che vivete sicuri – nelle vostre tiepide case – voi che trovate tornando a sera – il cibo caldo e visi amici…considerate.
Considerino certe “dottoresse” che non credono ai miracoli o che alla UVDM ti dicono in faccia che la mia presenza è accettata solo e perché sono l’amministratore di sostegno di mio figlio…
Considerino chi si trincera dietro ad un muro fatto di alterigia e orgoglio…non è forse loro l’incapacità di vivere la vita ?
Liberamente tratto e modificato da –La rosa blu- rivista Anffas Onlus sulla disabilità

24 giugno 2011

P2-3-4-5-6-7...

Sembra incredibile ma è vero, la Ue ha emanato una direttiva anti-corruzione; tutti gli Stati membri l’hanno adottata meno l’Italia. Adottarla, per il nostro paese, comporterebbe, per la maggior parte della nostra classe politica la rinuncia al suo strumento fondamentale, che per l’appunto la Ue considera reato, il “traffico di influenze”. Dapprima la P2 e proseguendo siamo arrivati alla P4, tutto lascia pensare che presto scopriremo la P5, 6 ecc. Gli scambi di favore sono parte quotidiana della politica italiana, eppure…
Art.319 del Codice penale: il pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio è punito con la prigione da 2 a 5 anni. Dunque l’art.319 considera il “traffico di influenze” un concetto di utilità. Per spiegarmi meglio: ti nomino presidente di commissione in cambio dell’affidamento dell’appalto al mio amico anche se, quest’ultimo non ne avrebbe diritto. Ma dove sta l’imbroglio ? Sta nel fatto che nel reato di corruzione bisogna dimostrare che c’è stato un traffico di influenze e provare che la nomina a presidente di commissione non ti toccava non è per niente facile. Comunque un sistema molto più efficace c’era per far fuori i politici delinquenti: l’interesse privato in atti d’ufficio…
Art.324 cp: il pubblico ufficiale, che prende un interesse privato in un atto della Pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. In pratica sfruttare la propria posizione per far gli interessi propri e dei propri amici commetteva un reato. La prova del reato era semplice in questo caso bastava dimostrare che l’atto compiuto rispondeva ad un interesse privato anziché a un interesse generale. Dimostrazione lapalissiana il ministero creato per non mandare in prigione Branchwer. Non ci voleva, in questo caso, nessun genio del diritto per motivare l’assoluta inutilità del ministero per l’Attuazione per il Federalismo in un governo in cui c’era già un ministero per il Federalismo. Ma, se non lo sapete, questo reato non esiste più. Abolito con la L. 26 aprile 1990, n. 86 sostituita dall’artico 323.
Art. 323 cp. Punisce il cosiddetto abuso d’ufficio: il pubblico ufficiale che in violazione di norme di legge o di regolamento procura a se o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Mi direte voi: “Ma dove sta la differenza ?” La differenza o trucco chiamatelo come volete sta nelle parole “in violazione di norme di legge o di regolamento” E costruendo un ministero per Brancher quale legge o regolamento si è violato ? Tutto formalmente pulito!!! Del resto anche tutte le leggi ad personam che il Parlamento ha votato per fare un favore al nano non sono “traffico di influenze?” Non sono “interesse privato in atti d’ufficio?” Ma non è facile dimostrarlo. Non è facile dimostrare che ammazzano i diritti di tutti gli altri cittadini per salvaguardarne uno. Capita, nel nostro paese, dove la nostra classe politica proprio non può adottare la direttiva Ue anti-corruzione…
LIBERAMENTE TRATTO ED ELABORATO DA : IL FATTO QUOTIDIANO

23 giugno 2011

Segni premonitori ???

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente con l'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.
Primo Levi

22 giugno 2011

PERICOLO: politica italiana

Al Nord saranno destinati solo ministeri periferici...
Per continuare a fare comodamente politica da bassifondi...
FONTE: Il Fatto Quotidiano

21 giugno 2011

Noi, parte di questo ciclo

La ragione dell'esistenza del ciclo vita
ci rimane oscura forse [...]
perché noi siamo parte di questo ciclo...
come se un altoparlante
volesse capire perché suona...
Sergio Formiggini

20 giugno 2011

Echi da Pontida

Un pò di voce grossa su tasse e Libia...
e una raccolta di firme per quattro ministeri al Nord.
Se Berlusconi considera "coglioni"
quelli che votano a sinistra,
non è che Bossi consideri "coglioni"
i suoi ?
FONTE: L' Unità - Sergio Staino -

19 giugno 2011

dal libro "Brida"

"Non devi mai avere vergogna. Accetta ciò che la vita ti offre e sforzati di bere dalle coppe che ti vengono presentate. Si devono assaporare tutti i vini: di alcuni, solo qualche sorso; di altri, l'intera bottiglia." "Come posso riconoscerli?" "Dal gusto. Soltanto chi ha assaggiato il vino cattivo sa individuare quello buono."
Paulo Coelho

18 giugno 2011

Il venditor de gondolete

Maurizia Russo Spena nel corso del convegno per l’innovazione tenutosi a Roma lo scorso martedì, ha chiesto di poter intervenire e fare una domanda al “ministro” Brunetta. Salita sul palco si è qualificata come una precaria innescando la reazione del “ministro” che ha girato le spalle e ha tolto il disturbo,definendola parte “dell’Italia peggiore”.
Continuando…“L’Italia peggiore non è quella dei precari, ma quella di quanti irrompono sistematicamente in convegni e dibattiti” “Siete l’Italia che approfitta del disagio di tanti giovani con azioni squadristiche di questo tipo” … “L’Italia peggiore è quella di quanti si nascondono compiacenti dietro questi signori ( come Pierluigi Bersani e Leoluca Orlando ), sostenendoli in maniera strumentale pur senza conoscere argomenti e fatti. L’Italia peggiore è quella che usa la Rete come un manganello per agguati squadristici, senza aver nulla da dire. Che pena” Continuando poi ospite di Otto e mezzo su La7… “Basta con la retorica del precariato visto che ci sono quattro milioni di stranieri che vengono a fare i lavori che gli italiani non vogliono fare, quando ci sono altri due milioni di giovani che non studiano e non lavorano, quando ci sono delle imprese che cercano specializzazioni che non trovano perché nessuno vuol fare quel lavoro. Basta con la retorica ci vuole concretezza. Ogni tanto c’è una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro ma quando le dico – Bene, allora domani mattina alle ore cinque vada ai mercati generali a scaricare cassette – lei risponde sempre – eh no ! – se vuole lavorare invece quello è il modo migliore. Scaricare le cassette ! Per tutti gli italiani ! E magari anche raccogliere le mele dalle sue parti” Che dire alla fine… Brunetta il peggior ministro della peggior Italia
FONTE. Il Fatto Quotidiano

17 giugno 2011

La Poesia

L'amore finisce dove finisce l'erba
e l'acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l'aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: "Come
potrebbe tornare a esser bella
scomparso l'uomo, la terra"
Giorgio Caproni

16 giugno 2011

Senza immagini















Avendo da anni deciso felicemente
di rinunciare alla televisione non vedremo
la danza delle bombe su Bagdad su Bassora sui resti
di quello che un tempo fu il centro del mondo.
Non vedremo le facce gravi dei potenti
le smorfie eroiche degli inviati speciali
le scene raccapriccianti di macelli e di fuoco. No, grazie,
rinunceremo allo spettacolo. Alla festa.
Davanti alla radio, in silenzio,
potremo guardare nel vuoto, immaginare
quel che si può immaginare, troppo poco.
Senza immagini
tutto sarà più chiaro, più tremendo.
Fabio Pusterla

15 giugno 2011

dal libro "Si sta facendo sempre più tardi"

Ma ciò che inquieta di più e che rode come un tarlo testardo
infilato in una vecchia tavola e impossibile da far tacere
se non con un veleno che avvelenerebbe anche noi,
è la lettera che non abbiamo mai scritto. “Quella” lettera.
Quella che tutti noi abbiamo sempre pensato di scrivere,
in certe notti insonni, e che abbiamo sempre rimandato al giorno dopo
Antonio Tabucchi

14 giugno 2011

dal libro "Marcovaldo"

"Papà" dissero i bambini, "le mucche sono come i tram? Fanno le fermate? Dov'è il capolinea delle mucche?"
"Niente a che fare coi tram" spiegò Marcovaldo, "vanno in montagna."
"Si mettono gli sci?" chiese Pietruccio.
"Vanno al pascolo a mangiare l'erba."
"E non gli fanno la multa se sciupano i prati?"
Italo Calvino

13 giugno 2011

Todo cambia

Tutto scorre. E tutto cambia. Dopo la svolta di Milano e Napoli, il segnale che arriva oggi dalle urne è – piacevolmente – devastante: una bomba nel Paese che ci hanno raccontato fino a oggi le tv.
Ai referendum sono andati a votare il 57,1% degli italiani, in numeri assoluti sono 29 milioni di cittadini (precisamente 28.789.000). Una cifra sbalorditiva: alle politiche del 2008 Berlusconi stravinse raccogliendo in tutto 17 milioni di voti (13.629.464 per il Pdl; 3 milioni per la Lega Nord; 400 mila per Mpa e Alleanza per il Sud); il Pd fu votato da 12 milioni di elettori e l’Italia dei Valori da un milione e mezzo.La differenza di questi numeri rispetto al referendum è presto spiegata: la Casa delle Libertà vinse sì con il 45,1 per cento dei voti validi, ma era il 45% del 77% del totale: una minoranza molto lontana da 29 milioni che ieri sono andati alle urne.I voti del referendum sono invece uno tsunami. I leader politici pro-voto si sono spesi in questi giorni (per scaramanzia e necessità di parlare a tutti) dicendo che quello del referendum non era un voto politico. Ma oggi appare ovvio che non è così: gli italiani, votando, hanno espressodiffidenza, se non aperta ostilità, nei confronti del governo.Dopo 17 anni di berlusconismo, l’incantesimo che ha tenuto un paese sotto scacco con il randello della propaganda, non regge più. C’è Internet, oggi, che non è strumento di nicchia, ma spazio di massa che convoglia creatività, ansia di partecipazione, Politica, ironia e voglia di mettersi in gioco, di cittadini, blogger e, ultimamente, di protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo.
C’è un mondo andato avanti in questi 17 anni. Ce ne siamo accorti tutti, anche se Fede e Minzolini non ne hanno mai parlato: l’economia ad ogni latitudine cresce con l’innovazione mentre – checchè ne dica Brunetta -, il governo italiano dice ai giovani che non conta la formazione, ma la disponibilità ad accettare qualsiasi lavoro; cittadini di tutto il mondo – checchè ne dica la leggeBossi-Fini -, migrano e lavorano a gomito a gomito con molti di noi, i loro figli studiano e crescono con i bimbi italiani; il Kebab – checchè ne dica la Lega - è un’ottima alternativa alla pizza; la battaglia per i diritti degli omosessuali – checchè ne dica Giovanardi -, non è una fuga in avanti, ma una richiesta di buon senso: lo dice Lady Gaga e lo pensa la maggior parte degli italiani.
Se la politica è ferma da troppo, nel Paese c’è ansia di occasioni, di sviluppo, di qualità della vita, di rispetto, di cultura, di informazione.
Ieri sera, Carlo Freccero, ospite di Luca Telese e Luisella Costamagna su La7, ha ripetuto più volte questo concetto: Todo cambia, come recita il brano di Mercedes Sosa scelto da Nanni Moretti in Habemus Papam. Todo Cambia, ribadiva Freccero parlando di televisione, di Internet, di informazione, del nostro Paese: “Ho già registrato alla Siae questo titolo per un programma tv si è lasciato sfuggire.
Non vediamo l’ora di vedere il programma di Freccero, ma oggi quella musica dice molto di più: è la migliore colonna sonora possibile per salutare Berlusconi e il passato che rappresenta, e incamminarci insieme verso il futuro che ci è stato negato per troppo a lungo.

Dal film Il Tassinaro

(A.Sordi): "Un little precisation America. Voi americani dite sempre la parola bastardo, lo sai perché? V'o dico io. Perché c'avete una lingua molto, ma molto povera. Perché se io mi volessi abbassare a rispondere al tuo bastard, che a noi ce fa proprio ride, io ti potrei dare: del figlio di madre ignota, del rotto nel posteriore, ti potrei mandare a fare nel medesimo, potrei fare appello anche ai tuoi morti, con eventuale partecipazione de tu' nonno in carriola, opzionale, e coinvolgere tua sorella, notoriamente incline allo smandrappo e all'uso improprio della bocca, e allargà il discorso a quel grandissimo Toro Seduto de tu' padre, a sua volta figlio di una città di cinque lettere cantata da Omero, che tu 'n sai manco chi era perché sei ignorante. Are you ignorant! "

12 giugno 2011

Il cacciatori di aquiloni

Infilai la foto dove l'avevo trovata. Mi resi conto che quei pensieri non mi avevano ferito. Chiudendo la porta della stanza mi chiesi se quello fosse il modo in cui sboccia il perdono, non con le fanfare di una epifania, ma con il dolore che, nel cuore della notte, fa i bagagli e si allontana senza nemmeno avvisare.
Khaled Hosseini

11 giugno 2011

Avotar

Siamo alla corsa finale, per il quorum e per la vittoria dei Si' ai quattro referendum sul nucleare, l'acqua, il legittimo impedimento. Si puo' ancora fare molto! In questi giorni abbiamo cercato di spiegare il contenuto dei referendum, di informare i cittadini sulle questioni oggetto della consultazione democratica. Cosi' come nelle amministrative di qualche settimana fa e' importante proporre agli elettori un ragionamento nel merito poiche' i referendum riguardano la vita quotidiana, il futuro concreto di ciascuno. Dire Si' all'acqua "bene pubblico", da difendere e gestire con oculatezza, dire Si' ad un futuro energetico fondato sulle energie rinnovabili, sull'innovazione tecnologica, sul risparmio, dire Si' ad una giustizia che funzioni meglio per tutti e per una politica che meriti la fiducia dei cittadini. Un ultimo appello alla mobilitazione: la posta in gioco e' alta e si gioca quasi esclusivamente sul raggiungimento del quorum. E' un obiettivo molto difficile ma non impossibile. A dispetto degli innumerevoli inviti all'astensione da parte di esponenti del Governo, Berlusconi in testa, i cittadini potrebbero stupire ancora una volta e scegliere massicciamente di recarsi alle urne. C'e' una mobilitazione straordinaria: associazioni laiche e cattoliche, parrocchie e sindaci, cantanti, attori, intellettuali, tantissimi giovani sulla Rete. Non facciamo mancare il lavoro capillare che possiamo fare noi, tra i nostri iscritti e simpatizzanti, mettendo ancora una volta il Pd a disposizione di un disegno di cambiamento piu' ampio.
P.S. Il balletto sui conti pubblici sta assumendo nella maggioranza e nel Governo contorni ridicoli e allarmanti al tempo stesso. Tremonti si prepara a programmare un'operazione di risanamento per quaranta miliardi di euro, magari temporalmente collocata in maniera tale da lasciarla in eredita' ai futuri governi, mentre Berlusconi insiste sulla riduzione delle tasse e sulla necessita' di recuperare consensi "allargando i cordoni della borsa". Non possiamo certo stare tranquilli: in un Paese in cui il 93% del gettito Irpef proviene da lavoratori dipendenti e pensionati, in un Paese in cui ormai un giovane su tre e' senza lavoro e molti altri hanno un'occupazione precaria, in un Paese in cui meno di una donna su due riesce ad entrare (e a restare) nel mercato del lavoro, in un Paese in cui chi vive sulla speculazione e sulla rendita finanziaria paga meno tasse di chi investe, producendo ricchezza e lavoro, servirebbe una politica di rigore vero, capace di ridurre le spese improduttive, e soprattutto riforme per rendere il sistema piu' dinamico e piu' giusto. Subito dopo i referendum arrivera' in Aula alla Camera il Decreto Sviluppo (il solletico di Giulio come lo defini' efficacemente Pierpaolo Baretta qualche settimana fa). Sara' su questo terreno, quello dell'equita' e della crescita, che tutte le opposizioni, potranno e dovranno dimostrare di essere gia' in grado di costruire l'alternativa a questa destra confusa e irresponsabile.
FONTE: Marina Sereni - da Area Democratica -

10 giugno 2011

L'Italia di Berlusconi

Non vediamo alcun motivo per cambiare il verdetto del 2001: inadatto a governare l'Italia. L'era di Berlusconi graverà sull'Italia per anni a venire. Se davvero la carriera politica di Berlusconi è alla fine "servirà un nuovo risorgimento".
The Economist
Avrebbe potuto fare di più se avesse usato il suo potere e la sua popolarità per fare altro anzichè difendere i suoi interessi personali, tra una battaglia giudiziaria e l'altra. Tre lustri di potere per non cambiare praticamente nulla.
The Economist
Un paese ricco, in pace e civilizzato che non sembra essere troppo in crisi. Potrebbe andare avanti in questo modo, impolverandosi e invecchiando sempre più, ma restando a galla agevolmente.
The Economist
Un sistema bancario ingessato, un quarto dei giovani è disoccupato, con la percentuale di donne lavoratrici più bssa d'occidente, un'università disastrata e in mano ai baroni, dove i giovani laureati scappano all'estero.
The Economist

Cosa hanno in comune i seguenti Paesi: Madagascar, Bahamas, Kiribati, Togo, Brunei, Saint Kitts e New Repubblica Centroafricana, Haiti, Costa d'Avorio, Liberia, Eritrea e Zimbabwe? Nell'ultima decade le economie di questi Paesi hanno fatto peggio dell'Italia in termini di crescita pro-capite.

...un Paese fottuto da un solo uomo !!!!!

FONTE: IL Fatto Quotidiano

9 giugno 2011

Cattiverie


In caso di sconfitta Bossi aveva minacciato di tagliarsi i testicoli,
Mastella di togliersi la vita. Troppo facile separarsi dalle cose inutili.
www.spinoza.it

8 giugno 2011

La vita nel bene e nel male...


La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall'albero ferito.Quelle gocce giallo miele, non scappano, non scivolano via come l'acqua, non abbandonano l'albero. Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora.
I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita. Anche quelli belli diventano punture. Perchè, col tempo, si fanno tristi, sono irrimediabilmente già stati, passati, perduti per sempre.
Gocce di resina sono piccoli episodi, aneddoti minimi, spintoni che hanno contribuito a tenermi sul sentiero.
Proprio perchè indelebili sono rimasti attaccati al tronco. Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie.
Tutto quello che ci è accaduto, o che abbiamo udito raccontare ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento, o, quantomeno, ci ha fatto riflettere.La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti.
Mauro Corona

7 giugno 2011

Società

Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economica, che sfugge alle logiche razionali. Io detesto soprattutto il potere di oggi.
Ognuno oggi ha il potere che subisce, è un potere che manipola i corpi in una maniera orribile e che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o Hitler. Manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore istituendo dei nuovi valori che sono valori alienati e falsi. I valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama: "un genocidio delle culture viventi". Sono caduti dei valori e sono stati sostituiti con altri valori sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti con altri modelli di comportamento. Questa sostituzione, non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dagli illustri del sistema nazionale. Volevano che gli italiani consumassero in un certo modo e un certo tipo di merce e per consumarlo dovevano realizzare un altro modello umano.
Il regime, è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente a ottenere, il potere di oggi, il potere della società di consumi è riuscito a ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari.
E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. È stata una specie di incubo in cui abbiamo visto l'italia intorno a noi distruggersi, sparire e adesso risvegliandoci forse da quest'incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare. L'uomo è sempre stato conformista. La caratteristica principale dell'uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse più principalmente l'uomo è narciso, ribelle e ama molto la propria identità ma è la società che lo rende conformista e lui ha chinato la testa una volta per tutte agli obblighi della società.
Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così l'uomo si meccanizzerà talmente tanto, diventerà così antipatico e odioso, che, queste libertà qui, se ne andranno completamente perdute.
Pier Paolo Pasolini

6 giugno 2011

E se il domani...

Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi coloro che ami. Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare, sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concedere un ultimo desiderio.
Gabriel Garcia Marquez

5 giugno 2011

Gli inverni delle favole

Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti assieme dietro ai vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.
Dino Buzzati

2 giugno 2011

Cosa siamo...

Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo.
Sani di mente o pazzi.
Stinchi di santo o sesso-dipendenti.
Eroi o vittime. A lasciare che la storia ci spieghi se siamo buoni o cattivi.
A lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro.
Oppure possiamo scegliere da noi.
E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito.
Chuck Palahniuk